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Follonica, il progetto che sopravvive grazie agli operatori e ai volontari: ecco quando l'open day

La gioia tra le mura di Casina mia La gioia tra le mura di Casina mia

Follonica è una città certo conosciuta per il turismo e per le numerose attività e progetti che vi hanno luogo ogni anno. Ci sono però anche molte realtà che spesso non sono notate dall comunità ma che hanno un impatto sociale di altissimo rilievo. Questo è certamente il caso del progetto Casina mia, portato avanti con estrema abnegazione dall'Associazione Istituto per la famiglia: un appartamento privato, che con il contributo del Coeso e la compartecipazione delle famiglie, è rivolto a 5 persone con grave disabilità.
"Casina mia è il frutto di una lunga storia, iniziata nel 2005, con i primi laboratori a cui partecipavano anche i ragazzi che oggi hanno le chiavi della loro Casina - ci racconta Lucia Landi dell'Associazione Istituto per la famiglia - La coabitazione è in regime h24 e copre l'intera settimana, per tutto l'anno. Il nostro progetto è l'unico sul territorio, insieme a quello realizzato dalla Fondazione Il Sole di Grosseto, che abbia caratteristiche di reale e completa convivenza. La Legge 112 del 2016 ha sancito la possibilità di realizzare appartamenti, in cui persone con grave disabilità, possano convivere in un contesto familiare, affiancate da operatori specializzati, conducendo una vita il più possibile autonoma e anche scegliendo come viverla. L'obiettivo del progetto è consentire alle persone con disabilità, anche in previsione del mancato sostegno familiare, di realizzare la propria vita in autonomia, indipendenza, piena dignità, senza dover ricorrere a forme istituzionali, ma attraverso soluzioni abitative in appartamento condiviso, con sorveglianza."
E a Casina non manca certamente il contesto familiare: un luogo spazioso, luminoso nei quali si è accolti da un'umanità piuttosto rara ai giorni nostri. Dove ogni coinquilino ha le proprie responsabilità verso l'altro e dove l'educazione e il rispetto segnano un punto importante in questo spazio condiviso che pullula di vita.
"I ragazzi di Casina, hanno il loro progetto individualizzato, c'è chi mantiene l'inserimento lavorativo esterno, chi si occupa delle pulizie della casa, chi va a scuola e chi sceglie di andare in palestra per conto proprio - prosegue Lucia Landi - A pranzo e a cena la famiglia è sempre al completo, si parla e ci si ascolta, a volte si bisticcia ma si mangia di gusto. Essere buone forchette è un altro aspetto comune ai nostri ragazzi! Casina funziona veramente come una normale grande casa, grazie anche al contributo insostituibile del volontariato, che integra e supporta gli operatori, dando quel di più che fa la differenza. Casina è nata nel 2018, quando un gruppo di genitori decise di prendere in locazione una prima piccola abitazione privata, con l'aiuto di un gruppo di volontari, fu gettata la rete oltre la scogliera. Il progetto fiorì, le famiglie iniziarono ad implicarsi e ad entrare nella vera consapevolezza che un buon dopo di noi si prepara durante di noi e non è affatto semplice, i ragazzi hanno fatto di Casina la loro casa, volevano stare insieme. Ci rendemmo presto conto dell'impossibilità di portare avanti un progetto simile con le sole risorse del volontariato e di avere la necessità di un finanziamento pubblico. E' stata una scelta sofferta, per una associazione sempre pronta a dare più che a chiedere, ma è stato necessario per tentare di stabilizzare l'esperienza e nel 2020 abbiamo ricevuto il primo contributo da parte del Coeso: 15.000 euro che ci permisero di affittare una casa più grande".
"Per molte persone il Dopo di noi è un progetto, per i ragazzi è la vita - continua Landi - Questo è molto bello perché ci conferma di aver raggiunto un importante obiettivo, ma al tempo stesso ci investe di una grande responsabilità: con la vita non si scherza e tornare indietro sarebbe veramente un danno enorme. Infatti, nonostante Casina sia definita un'oasi felice, qualche nuvola si alza minacciosa. Il finanziamento pubblico viene ridefinito ogni anno, la sperimentazione che avrebbe già dovuto essere già conclusa, non è affatto finita, anzi le risorse per il Dopo di noi diminuiscono e ogni anno, tutti abbiamo una spada sulla testa e anche preziosi contributi, come quello che Istituto per la famiglia riceverà dalla Cassa di Risparmio di Firenze, si mostrano insufficienti di fronte ad una volontà politica che, nei fatti, sta soffocando le sperimentazioni e demotivando anche chi per anni ha sognato, sperato e lottato. Con il pretesto degli alti costi, che comunque restano nettamente inferiori ad una retta in Rsa, si toglie ossigeno a qualcosa che realmente stava mettendo radici e che funziona! Casina è anche un esempio di come il Terzo Settore può collaborare in modo virtuoso con le Istituzioni, si parla di welfare, di aumento dei fondi per la disabilità, ma nella realtà ci scontriamo con ben altro: scelte politiche, fatte da chi neanche conosce cosa è un Dopo di noi e propone tagli di mesi o di giorni, interventi trasversali che azzerano i progetti individuali, per risolvere il problema dei fondi insufficienti. Il dopo di noi è un progetto di vita che guarda al futuro, non si può fare a metà".
Casina è un luogo speciale, messo in piedi dall'impegno di persone che oltre al dovere lavorativo hanno in cuor loro la voglia di aiutare il prossimo, e continuare a far resistere una realtà sociale importante affinché quello che si è ottenuto non vada perduto e affinché un giorno nessuno degli inquilini di Casina si ritrovi senza un posto sicuro dove abitare.
Lucia Landi chiude con un invito aperto a tutti, con lo scopo di far conoscere uno spaccato di vita che non sempre viene notato:
"Casina è in Via Monviso 15 a Follonica, aprirà la propria porta sabato 13 aprile alle ore 16. Troverete una famiglia desiderosa di farsi conoscere per le cose belle raggiunte, per i sogni rimasti dentro all'uovo di Pasqua che non è ancora stato aperto, ma anche per i timori grandi che in questo momento non possiamo non condividere. Dopo il saluto delle autorità, verrà proiettato un breve filmato, che ci darà modo di far conoscere la realtà di Casina. Sarà proposto il laboratorio artistico le borse di Anna a cui possono partecipare i ragazzi presenti ma anche chi ha voglia di sporcarsi un po', le eventuali offerte della serata andranno a finanziare questo laboratorio, nato dalla donazione di una volontaria. Un piccolo buffet, offerto dalle famiglie, concluderà il pomeriggio. Siete tutti invitati".
Per ulteriori informazioni sul progetto seguire la pagina Facebook: https://ipffollonica.it/2022/08/12/progetto-dopo-di-noi/

Filippo Nencioni scrive da sempre per diletto e per velleità vantando un curriculum che spazia dalla poesia alla narrativa. Per anni ha lavorato nel turismo follonichese ma ha doti artistiche e creat...