POLITICA
Fabrizio Rossi, deputato FdI, in aula per la discussione sul decreto transizione 5.0
«Con la conversione in legge del decreto Piano Transizione 5.0 e fonti rinnovabili, il Governo Meloni offre anche alla Maremma e alla provincia di Grosseto un’occasione concreta di sviluppo, innovazione e crescita occupazionale». A dirlo è Fabrizio Rossi, deputato grossetano di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Ambiente della Camera, intervenuto in Aula durante la dichiarazione di voto finale.
Secondo Rossi, il provvedimento rappresenta «uno strumento strategico soprattutto per territori come il nostro», caratterizzati «da piccole e medie imprese, aziende agricole, realtà artigiane e produttive».
«Il Piano Transizione 5.0 – spiega il deputato di FdI – consente finalmente di investire in efficienza energetica, digitalizzazione e riduzione dei costi, grazie a risorse certe e a regole finalmente chiare».
Rossi parla di «investimenti reali» che possono coinvolgere «l’agroalimentare, la trasformazione dei prodotti agricoli, il comparto turistico-ricettivo e le attività manifatturiere presenti nelle aree industriali».
«È un’opportunità che la provincia di Grosseto non può permettersi di perdere – aggiunge – anche alla luce delle risorse stanziate: 250 milioni di euro nel 2025, oltre ai fondi previsti per il biennio successivo».
Nel suo intervento, Rossi sottolinea anche gli aspetti legati alla tutela del territorio. «Il decreto introduce criteri di buonsenso – afferma – privilegiando aree industriali dismesse, cave e miniere esaurite, discariche chiuse e infrastrutture esistenti».
Una scelta che, secondo il parlamentare, è «fondamentale per un territorio come la provincia di Grosseto», che deve «tutelare il paesaggio, l’agricoltura di qualità e le vocazioni ambientali e turistiche», evitando «installazioni selvagge e speculative».
Rossi rivolge infine un appello alla Regione Toscana: «Mentre il Governo crea una cornice chiara e responsabile, la Regione faccia la sua parte per la Maremma e per l’Amiata».
«Abbiamo tutte le carte in regola per essere protagonisti della transizione energetica – conclude – valorizzando anche risorse come la geotermia e l’autoproduzione energetica, senza deturpare il territorio e senza scavalcare le comunità locali. Non servono slogan ambientalisti, ma scelte concrete a sostegno di imprese e lavoratori».
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