POLITICA
Marco Simiani, deputato Pd, in aula per la discussione sul decreto transizione 5.0
«Un decreto arrivato alla Camera con tempi inaccettabili» e che «conferma tutte le divisioni interne a un Governo privo di una linea politica chiara». È il giudizio espresso da Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente della Camera, intervenendo in Aula durante la discussione sul decreto legge Transizione 5.0.
Secondo il deputato dem, quello che «doveva rappresentare una svolta per il futuro energetico e industriale del Paese» si sarebbe invece trasformato «in un caos amministrativo che sta paralizzando imprese e territori».
Nel suo intervento, Simiani ha parlato di «piattaforme bloccate, fondi già esauriti e regole cambiate in corsa», elementi che – a suo dire – starebbero creando «incertezza e confusione tra le aziende».
«Questa non è politica industriale – ha affermato – ma improvvisazione», accusando l’esecutivo di «continui annunci smentiti dai fatti e promesse non mantenute».
Sempre secondo il parlamentare Pd, «dopo oltre tre anni di Governo Meloni il costo dell’energia è aumentato, l’incertezza normativa è cresciuta e realizzare impianti da fonti rinnovabili è diventato più difficile».
Simiani ha definito il decreto «ambizioso nel titolo ma debole nei contenuti», parlando di un provvedimento «contraddittorio nel rapporto con i territori» e «incapace di fornire risposte strutturali» su temi come «le comunità energetiche e la definizione delle aree idonee».
«All’Italia serve una transizione reale, coerente e credibile – ha concluso – non un insieme di misure frammentate che alimentano confusione e frenano gli investimenti».
Al termine del suo intervento, il deputato ha annunciato il voto contrario del Partito Democratico al decreto legge Transizione 5.0.
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