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POLITICA

Sicurezza, Rossi (FdI) attacca il Pd: «Le loro scelte hanno prodotto l’insicurezza di oggi»

Il deputato grossetano replica alle critiche dei dem: «Solo polemiche e no ideologici. Dai CPR alle baby gang, serve uno Stato che faccia rispettare le regole»

Giovanni Ramiri

12 Gennaio 2026, 16:29

Fabrizio Rossi fratelli d'Italia sulla sicurezza

Nella cornice Fabrizio Rossi (deputato di fratelli d'Italia)

È un attacco frontale quello lanciato dal deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, contro il Partito Democratico sul tema della sicurezza, dopo i recenti fatti di cronaca avvenuti a Grosseto. Le dichiarazioni sono contenute in una nota diffusa oggi, 12 gennaio 2026, dallo stesso parlamentare, capogruppo FdI in Commissione bicamerale infanzia e adolescenza.

«Dal Pd disinteresse storico per la sicurezza»

Nel comunicato, Rossi afferma che «il Partito Democratico si conferma, ancora una volta, refrattario e profondamente disinteressato al tema della sicurezza», sottolineando come questa posizione abbia caratterizzato sia gli anni di governo nazionale sia l’azione delle amministrazioni locali e regionali riconducibili al Pd.

Secondo il deputato, le critiche mosse dai dem dopo i recenti episodi di cronaca sarebbero strumentali e contraddittorie, perché – come scrive – «quanto accade oggi è il frutto diretto delle scelte, o delle non scelte, del recente passato e delle politiche scellerate dell’accoglienza indiscriminata».

«Non basta indignarsi dopo: ostacolano le soluzioni»

Nel testo, Rossi accusa il Pd di opporsi sistematicamente alle misure adottate dal Governo Meloni: «Non basta protestare a posteriori – commenta –: il Pd continua attivamente a ostacolare ogni intervento efficace messo in campo dal Governo per ripristinare legalità e sicurezza».

Una linea che, a suo giudizio, risponderebbe esclusivamente a «determinanti ideologiche e non all’interesse dei cittadini».

Il nodo CPR e lo scontro con la Regione Toscana

Un passaggio centrale del comunicato riguarda i Centri di permanenza per i rimpatri (CPR). Rossi indica come esempio di incoerenza il no del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, alla loro realizzazione.

Nel comunicato si legge che «dire no ai CPR significa, nei fatti, impedire l’allontanamento di soggetti irregolari e pericolosi, lasciandoli liberi di tornare in strada e scaricando le conseguenze sui territori e sugli operatori in divisa».

Rossi precisa inoltre che, a suo avviso, «i CPR non sono luoghi punitivi, ma strumenti di uno Stato serio che vuole far rispettare le regole, garantire rimpatri efficaci e tutelare la sicurezza pubblica».

Baby gang e tutela dei minori

Nel comunicato viene richiamato anche l’intervento recente della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che – secondo quanto riportato da Rossi – avrebbe annunciato nuovi provvedimenti contro il fenomeno delle baby gang, «maranza compresi», e a tutela dei minori.

Un segnale che, per il deputato, dimostrerebbe l’attenzione dell’esecutivo verso «un’emergenza che riguarda da vicino le nostre città e i nostri giovani, dopo anni di lassismo e sottovalutazione del problema».

«La differenza tra chi governa e chi fa polemica»

Nella parte finale della nota, Rossi richiama il proprio ruolo istituzionale: «Come capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione bicamerale d’inchiesta su infanzia e adolescenza sento ancora più forte la responsabilità di sostenere un’azione di governo concreta», orientata a prevenzione, responsabilità e controllo del territorio.

Il comunicato si chiude con una dura conclusione politica: «Questa è la differenza sostanziale tra chi governa con senso di responsabilità e chi, come il Pd, preferisce fare polemica e ostacolare ogni soluzione di buon senso per problemi che loro stessi hanno contribuito a creare».

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