Cronaca
A Grosseto prosegue il dibattito sulla sicurezza, con i dati ufficiali da un lato e la percezione di insicurezza crescente tra i cittadini dall'altro. Le telecamere del Corriere di Maremma sono tornate in centro storico per chiedere proprio ai giovani il clima che si respira, alla luce del dibattito generato dall'accoltellamento del giovane proprio in centro, il 10 gennaio.

Una delle ragazze intervistate
Una ragazza intervistata ammette: «Un po' di paura ce l'ho perché, come vediamo, succede da tutte le parti, succede in ogni situazione, quando siamo in gruppo, quando siamo da soli». Un ragazzo ribatte:«No, non ho paura anche perché cerco anche per mio inconscio cerco di schivare determinate situazioni, determinate persone che potrebbero creare dei danni», Mentre un altro si dice “abbastanza sicuro” La domanda resta aperta: a chi credere, numeri o sentimenti?.

Uno dei ragazzi intervistati
L'amministrazione locale ha individuato anche le baby gang come minaccia e investe molto nella videosorveglianza, mentre le opposizioni denunciano un fallimento totale. Un residente del centro lamenta:«Vivo il centro di Grosseto ed è una situazione che sta sempre peggiorando, però sono casi singoli che bisogna gestire più che con la forza da parte di figure come militari, carabinieri, polizia, con azioni a livello familiare. Si deve agire proprio a livello di educazione culturale e altre dinamiche di questo tipo».

Uno dei giovani intervistati
«Mi sono fatto l'idea che le forze dell'ordine, se dovessero intervenire, poi finirebbero sui giornali. Ci sarebbero inchieste ulteriori», dice un altro giovane.«Se non intervengono loro, chi deve intervenire?», ribatte l'altro. Il dibattito proveniente da Grosseto come da altre città, visti anche i recenti scontri avvenuti a Torino tra frange violente e forze dell'ordine, ha raggiunto Roma, spingendo il governo a varare un decreto con tolleranza zero.
Il provvedimento, na nuova stretta del Decreto sicurezza al vaglio del governo, poggia su tre assi principali:

Un giovane intervistato in centro storico
Viene introdotto il fermo preventivo, che consente di trattenere una persona ritenuta pericolosa fino a 12 ore. Sono anche chiarite le regole sulla legittima difesa: chi si difende da un'aggressione palese non finisce più automaticamente indagato.
Il decreto inasprisce le sanzioni per aggressioni a agenti delle forze dell'ordine, insegnanti e personale sanitario, introducendo il reato di rapina aggravata se commessa in gruppo, con pene da 10 a 25 anni.

Un frame dell'intervista a uno dei giovani in centro storico
L'insieme di queste azioni intende segnare un approccio proattivo su prevenzione, certezza della pena e regole chiare, con effetti attesi anche a Grosseto e in Maremma dove microcriminalità e baby gang preoccupano. Il decreto, approvato il 5 febbraio 2026 dopo confronto col Quirinale, mira a contrastare degrado e violenza giovanile nei centri urbani.
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