Cronaca
Gli scontri - fonte: LaPresse
È stato diffuso il nome del ventiduenne amiatino arrestato in seguito agli scontri tra polizia e manifestanti in corso Regina Margherita, dopo la manifestazione in sostegno del centro sociale Askatasuna tenutasi a Torino il 31 gennaio 2026.
Durante gli scontri, un gruppo formato da una decina di persone ha malmenato il poliziotto Alessandro Calista del reparto mobile di Padova, dimesso ieri dall'ospedale con 20 giorni di prognosi.

Gli scontri - fonte: LaPresse
Per l'aggressione sono state arrestate tre persone ed emesse 24 denunce, tra gli arrestati un giovane originario di Montelaterone, piccola frazione del comune amiatino di Arcidosso. Il nome, diffuso da diversi quotidiani tra cui La Nazione, sarebbe quello di Angelo Simionato, arrestato in flagranza differita dopo essere stato riconosciuto tramite materiali video dal colore dei suoi vestiti che spiccavano tra il nero delle giacche delle altre persone.
Simionato si trova in stato di fermo presso il carcere Lorusso e Cotugno di Torino, dove domenica lo avrebbero raggiunto i suoi genitori, che stanno vivendo ore di comprensibile preoccupazione. La Nazione riporta le dichiarazioni della madre e del padre del ragazzo: «Siamo brave persone e siamo dispiaciuti di quanto è successo. Nostro figlio non è un violento».
Secondo quanto riferito dal quotidiano, dai filmati al vaglio degli inquirenti che hanno operato l'arresto si evince che Simionato non avrebbe aggredito direttamente Calista, ma avrebbe comunque partecipato all'aggressione. Il ragazzo è stato denunciato concorso in rapina per aver privato l'agente dei dispositivi di protezione in dotazione e violenza a pubblico ufficiale. Il fermo è dovuto all'accusa di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale.
Stando ai dettagli resi pubblici dai media, il ragazzo sarebbe vicino ad ambienti anarchici e di questo non avrebbe mai fatto mistero, un passato da cameriere e nessun procedimento a suo carico in passato. Simionato sarebbe ora in attesa dell'udienza di convalida che dovrebbe svolgersi nelle prossime ore.

Il corteo - fonte: LaPresse
La manifestazione autorizzata del 31 gennaio era stata organizzata in sostegno del celebre centro sociale torinese Askatasuna, sgomberato dalle forze dell'ordine nel dicembre 2025. Hanno partecipato tra le 20.000 e le 50.000 persone e, prima degli scontri, il tutto si è svolto in maniera pacifica. Secondo quanto riportato dalla testata Il Post, intorno alle 18, mentre il corteo si stava avvicinando alla sede del centro sociale, un gruppo di persone con il volto coperto avrebbe iniziato a lanciare petardi e fumogeni contro la polizia che ha risposto con idranti e lacrimogeni. Gli scontri si sarebbero protratti per più di un'ora e un mezzo della polizia e alcuni cassonetti sono stati incendiati. Il Post riferisce che, secondo quanto riportato dalle forze dell'ordine, i violenti sarebbero circa 1.500, alcuni provenienti anche dall'estero, e riconducibili agli ambienti anarchici e agli "antagonisti".

Gli scontri - fonte: LaPresse
I tre arrestati, stando alle testimonianze della testata, non si conoscevano tra loro e non facevano parte di alcun gruppo organizzato. Simionato era l'unico a volto scoperto e non vestito di nero. Anche qui si conferma che non avrebbe partecipato attivamente all'aggressione e che non era lui la persona con il martello in mano.
Ci sono inoltre alcune testimonianze che fanno riferimento ad azioni violente da parte degli agenti, che avrebbero colpito coi manganelli manifestanti non violenti e si sarebbero resi protagonisti del lancio di lacrimogeni tra la folla. Tra queste, il Post cita il caso del fotografo Federico Guarino, che dichiara di essere stato accerchiato, picchiato e ferito da alcuni membri delle forze dell'ordine mentre stava svolgendo il suo lavoro, dopo aver scattato una foto a un agente.
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