TRASPORTI
Nelle cornici, da sinistra: Alberto Allegrini (Filt Cgil Tpl) e Giuseppe Dominici (Ugl)
Filt Cgil e Ugl tornano a incalzare il Comune di Grosseto sul parcheggio bus adiacente a piazza Marconi: per i sindacati è «un problema di sicurezza, non di logistica» richiamando l’amministrazione a intervenire con una messa in sicurezza “radicale” dell’area.
«Quello del parcheggio degli autobus adiacenti a piazza Marconi è un problema di sicurezza, non di logistica. È sconcertante che il Comune di Grosseto e l'assessore alla polizia municipale Riccardo Megale continuino a sostenere una tesi improponibile solo per evitare di affrontare il problema in modo radicale», dichiarano Alberto Allegrini (Filt Cgil Tpl) e Giuseppe Dominici (Ugl).
I due sindacalisti richiamano episodi avvenuti nell’area negli anni, ultimo un recente tamponamento tra autobus.
Allegrini e Dominici spiegano di aver scritto a Comune, azienda, Prefettura e organizzazioni sindacali per chiedere la convocazione del tavolo di confronto interistituzionale.
Nel comunicato contestano anche il fatto che, in una riunione in Comune a cui hanno partecipato, si sarebbe ribadito che il problema viene considerato logistico e non di sicurezza.
Secondo i sindacati, nel piazzale esistono due criticità principali: spazi insufficienti per la movimentazione e “commistione” tra autobus e pedoni, con rischio legato anche alle uscite a marcia indietro dai posti attuali.
Nel comunicato diffuso Allegrini e Dominici segnalano inoltre l’afflusso di studenti in alcune fasce orarie e l’attraversamento a piedi del piazzale da parte di chi lascia l’auto nelle aree commerciali vicine per raggiungere la stazione.
Per Filt Cgil e Ugl è il momento di interrompere «atteggiamenti dilatori». Per questi motivi - concludono i due rappresentanti sindacali - riteniamo assolutamente inadeguato il progetto di massima, ancora piuttosto fumoso, sottopostoci dall'Amministrazione comunale. La quale, in quanto proprietaria dell'area, ha la responsabilità di garantirne la fruizione in sicurezza. Sia per gli operatori del Ttpl che per i fruitori»
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