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Lavoro

Dalle campagne alla Commissione del Senato: lo sfruttamento agricolo diventa priorità

La Flai Cgil aveva incontrato all'alba circa 1200 lavoratori vittime di caporalato tra Valdichiana e Amiata Grossetana, ora la spinta istituzionale

Roberto Bata

09 Febbraio 2026, 10:38

Dalle campagne alla Commissione del Senato: lo sfruttamento agricolo diventa priorità

Da sinistra, i segretari Flai Cgil Andrea Biagianti (Siena), Mirko Borselli (Toscana) e Paolo Rossi (Grosseto)

La Flai Cgil rivendica un risultato importante. Grazie al lavoro delle Brigate del Lavoro nelle campagne di Siena e Grosseto, il tema dello sfruttamento in agricoltura entra tra le priorità affrontate a livello istituzionale, dopo la task force interprovinciale varata dalle prefetture di Grosseto e Siena, proprio a Siena è arrivata il 5 febbraio la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia. Avviando azioni concrete sul territorio.

Le Brigate del Lavoro e la fotografia dello sfruttamento

Il 5 febbraio a Siena la Commissione parlamentare d’inchiesta, guidata dal presidente Tino Magni e dal senatore Silvio Franceschelli, ha ascoltato in Prefettura la Flai Cgil insieme a istituzioni e parti sociali. In questa sede il sindacato ha portato i dati raccolti dalle Brigate del Lavoro tra settembre e ottobre 2025: in soli tre giorni oltre 1200 lavoratori incontrati all’alba tra Valdichiana senese e versante grossetano dell’Amiata, in gran parte provenienti dal Bangladesh, che escono dai centri di accoglienza e vengono smistati con furgoni e bus verso vigne e oliveti.

Alcuni lavoratori incontrati dalla Flai Cgil all'alba ad Arcidosso

Secondo la Flai, molti di questi lavoratori sono pagati pochi euro l’ora da “aziende senza terra”, soggetti privi di superfici agricole e struttura imprenditoriale che si limitano a smistare manodopera. I lavoratori vengono pagati con buste paga falsate, importi che passano da una carta ricaricabile all’altra e compensi che variano in base a gerarchie informali, conoscenza della lingua, capacità di guida o anzianità di presenza in Italia. Un sistema di sfruttamento capillare che si veste di finta legalità e che, oltre a violare i diritti, danneggia l’immagine del territorio e crea concorrenza sleale verso chi rispetta le regole.

Le denunce della Flai hanno già contribuito all’istituzione di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto Siena–Grosseto, che ha varato una task force interprovinciale per intensificare i controlli coordinati. La giornata del 5 febbraio viene letta dal sindacato come un’altra grande conquista in questo percorso.

Un mediatore culturale della Flai Cgil a Chianciano Terme, incontra alcuni immigrati in attesa del trasporto diretto verso le campagne

Le proposte di Flai Siena e Grosseto

«Il lavoro della Commissione parlamentare e dei Prefetti è per noi un primo successo in difesa di lavoratori e lavoratrici del settore – dichiarano Andrea Biagianti, segretario Flai Cgil Siena, e Paolo Rossi, segretario Flai Cgil Grosseto – Definire una checklist sugli appalti affinché le aziende committenti possano verificare la regolarità degli intermediari “senza terra”, come avevamo proposto, è un primo passo».

I migranti e Flai Cgil ad Arcidosso all'alba

I sindacalisti chiedono di andare oltre: «Per Siena e Grosseto proponiamo di procedere anche verso la notifica dei contratti all’ente bilaterale». Nel mirino c’è la costruzione di un sistema più trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro: «Le nostre proposte guardano anche verso la sperimentazione di un collocamento pubblico di questi lavoratori stranieri, da fare con mediatori culturali, per un incontro tra domanda e offerta di lavoro che parli di legalità e che non veda intermediari che sfruttano e lucrano sulla manodopera».

Il ruolo della legge 199/2016 e gli strumenti da attuare

«Serve dare piena attuazione alla legge 199/2016 istituendo in tutte le province le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità, come abbiamo fatto a Siena e Grosseto, sede in cui proposte come la check list sugli appalti devono espletare la loro efficacia», afferma Mirko Borselli, segretario generale Flai Cgil Toscana.

L'incontro con alcuni lavoratori all'alba ad Arcidosso

Per il sindacato, la legge contro il caporalato offre già molti strumenti che vanno messi davvero a terra. «Per contrastare il caporalato è necessario definire indici di coerenza capaci di verificare la corrispondenza tra le ore o giornate di lavoro dichiarate con la reale capacità produttiva dell’azienda – prosegue Borselli – Serve anche una risposta sui trasporti dedicati e sulle politiche dell’abitare. Tutti questi aspetti sono già previsti dalla legge 199 che va resa esecutiva in tutte le sue parti».

“La repressione non basta: servono prevenzione e diritti”

Nella parte finale del comunicato, la Flai Cgil insiste sulla necessità di affiancare ai controlli strumenti stabili di prevenzione: la sola repressione penale non è ritenuta sufficiente a smantellare un sistema che si regge su fragilità sociali, ricattabilità e assenza di alternative per molti lavoratori migranti. Il sindacato chiede alle istituzioni «concretezza e rapidità», rivendicando che la manodopera straniera è essenziale per l’agricoltura, e proprio per questo deve essere tutelata.

«La dignità del lavoro agricolo non è negoziabile», dicono Flai Cgil Toscana, Siena e Grosseto nel comunicato congiungo. La Flai annuncia che continuerà a «denunciare, presidiare, proporre e lottare» per un lavoro più giusto ed equo, mettendo al centro i diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori impiegati nelle campagne di Siena, Grosseto e dell’intera Toscana.

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