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Tradizioni

Non solo coriandoli: il lato bizzarro del Carnevale maremmano dove sfilano i giganti e si celebra il morto

Sulla costa i corsi mascherati diventano motore di presenze e lavoro, mentre nell’entroterra la ritualità popolare resta un collante forte

Roberto Bata

16 Febbraio 2026, 17:06

Il Carnevale 2026 in Maremma è un racconto a due velocità: da una parte le grandi sfilate “sul mare”, capaci di portare pubblico e lavoro nelle città costiere, dall’altra riti antichi (a volte anche un po’ bizzarri) che resistono nei borghi dell’entroterra e sull’Amiata. È un mix che ogni anno ridisegna la geografia della festa: coriandoli e carri allegorici lungo i lungomare, ma anche tradizioni popolari che diventano teatro, satira e comunità.

Uno dei carri del Carnevale 2026

A Follonica, il Carnevale resta uno degli eventi più attesi dell’inverno, con i carri allegorici che sfilano sul lungomare e un gran finale pensato per fare spettacolo. La chiusura di sabato 21 febbraio è slitata nell'altra ultima sfilata del 1° marzo, con corsi mascherati al tramonto e conclusione in notturna, per ammirare carri e mascherate illuminati. Un appuntamento che, oltre alla festa, ha un effetto diretto sul tessuto economico cittadino: bar, negozi e attività lavorano su un flusso di presenze che, soprattutto nelle belle giornate, si traduce in passeggiate, acquisti e turismo di prossimità.

Una delle donne tra i partecipanti al Carnevale

«È un impulso importante, siamo contenti che questa attività venga fatta e che venga sempre anche aumentata», racconta uno dei commercianti intervistati, mentre un’altra voce dal centro aggiunge:«Non se ne può fare a meno, porta un sacco di gente. Ci fosse anche sempre il sole sarebbe perfetto».

Uno degli uomini intervistati ai margini del Carnevale di Follonica

E tra chi arriva per godersi la sfilata e finisce per fermarsi tra le vetrine, c’è chi sintetizza così la giornata:«Alla fine ci siamo persi nello shopping, siamo molto contenti di questa opportunità: la giornata ci aiuta».

Carnevaletto da 3 soldi a Orbetello

Restando sulla costa, anche Orbetello rinnova la sua tradizione con il “Carnevaletto da 3 soldi”, una manifestazione storica che nel 2026 taglia il traguardo della 55esima edizione, con i carri allegorici dei rioni e un calendario che anima il centro storico per tutto febbraio. È il Carnevale “di casa”, quello in cui si ritrova la comunità, tra famiglie e gruppi mascherati, con un’atmosfera che mescola identità locale e voglia di leggerezza.

Ma la vera chicca, per chi ama le tradizioni meno convenzionali, è sull’Amiata: a Marroneto (Santa Fiora) torna il “Carnevale Morto”. Un funerale goliardico che mette in scena la fine del Carnevale con un corteo tragicomico, con un testamento letto dal notaio, con scene piene di riferimenti alla vita politica e sociale del luogo (e la satira che non risparmia nessuno, sindaco compreso).

Carnevale morto di Marroneto (edizione 2022)

Una cerimonia rovesciata, dove il riso convive con la parodia del rito funebre, fino al momento conclusivo in cui il Carnevale, trasformato in fantoccio, viene portato in giro e bruciato in piazza.

E la Maremma non finisce qui: anche in paesi come Pitigliano, Manciano e Massa Marittima il Carnevale diventa occasione di socialità diffusa, con iniziative pensate per le famiglie, laboratori per bambini e piccoli spettacoli.

Carnevale a Pitigliano

Perché, al di là della singola sfilata, il Carnevale maremmano continua a essere questo: un intreccio di spettacolo, rituali antichi e un motore fortissimo per le comunità, capace di far uscire la gente di casa e rimettere in circolo energie, e anche economia, nel cuore dell’inverno.

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