Venerdì 27 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Agricoltura

Caporalato, la Toscana rilancia: protocollo fino al 2026 e 4 milioni con Soleil

In Consiglio regionale l’assessore Leonardo Marras illustra cabina di regia, ispezioni e fondi

Roberto Bata

26 Febbraio 2026, 06:40

Caporalato, la Toscana rilancia: protocollo fino al 2026 e 4 milioni con Soleil

Nella cornice, l'assessore regionale Leonardo Marras. Sullo sfondo caporalato nei vigneti (Immagine Ai)

La Regione Toscana conferma l’impegno nella lotta al caporalato. In Consiglio regionale l’assessore all’agricoltura, Leonardo Marras, ha risposto a un’interrogazione sulle misure per contrastare il fenomeno presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Luca Minucci, Vittorio Fantozzi, Marco Gemelli e Alessandro Capecchi.

Al centro della risposta, il quadro strategico regionale e la governance messa in campo per affrontare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e negli altri settori a rischio.

Protocollo contro il caporalato rinnovato fino al 2026

«Il quadro strategico e la governance per dare una lettura regionale al fenomeno del caporalato è il protocollo d’intesa avviato nel 2016, aggiornato e prorogato fino al 2026, che ha istituito una cabina di regia, con governance regionale e approccio multidisciplinare che coinvolge, oltre alle direzioni agricoltura, lavoro e sanità, anche sindacati, organizzazioni produttive e organi di vigilanza», ha spiegato Marras.

Leonardo Marras

Tra gli obiettivi della cabina di regia, l’assessore ha ricordato «la promozione della trasparenza nei rapporti di lavoro, la valorizzazione delle imprese etiche, il monitoraggio con relazione tecnica annuale e una banca dati centralizzata».

«Per contrastare l’intermediazione illecita – ha aggiunto – la Regione ha rafforzato il ruolo dei centri per l’impiego».

Un altro pilastro dell’azione regionale sono «le linee di indirizzo per la corretta individuazione dei prestatori di servizi forniti alle imprese degli appalti agroforestali - precisa Marras - la check list operativa, che include strumenti pratici per il controllo dei fornitori di terzi, e l’area critica per i fenomeni di interposizione illecita».

Formazione, fondi Fesr e integrazione dei migranti

Sul fronte della formazione e degli incentivi finanziari, il complemento di sviluppo rurale 2023-2027 (Fesr) ha stanziato due milioni di euro per progetti di formazione e sensibilizzazione degli operatori sul tema della sostenibilità sociale e della condizionalità: finanziati 12 progetti con contributo al 100 per cento.

Per quanto riguarda l’integrazione dei migranti, Marras ha parlato di un avviso sperimentale da circa 769mila euro per la formazione dei richiedenti asilo, e di percorsi fino a 220 ore per corsi di lingua italiana e acquisizione di patentini professionali per l’utilizzo, ad esempio, di trattori e gru.

Brigate del Lavoro Flai Cgil Siena e Grosseto (con loro anche Toscana e nazionale) durante la campagna contro il caporalato, all'alba, nell'incontro con alcuni lavoratori immigrati diretti ai campi

Infortuni sul lavoro in agricoltura: i dati Inail

Sicurezza e monitoraggio degli infortuni restano un nodo centrale. L’assessore ha citato dati Inail che «indicano una progressiva diminuzione delle denunce: da tremila nel 2018 a 2.300 nel 2024», pur in presenza di criticità.

«Il 55 per cento degli infortuni si concentra sui territori di Arezzo, Grosseto, Siena e gli infortuni gravi colpiscono per lo più gli ultra 65enni (38 per cento delle vittime) e i lavoratori stranieri (uno su quattro)» ha riferito Marra.

«Il trattore è responsabile di incidenti mortali e gravi e per rispondere a queste sfide la Regione ha creato un centro per la sicurezza in agricoltura a Cesa».

Alcuni immigrati incontrati dalla Flai Cgil Siena e Grosseto all'alba

Progetto Soleil 2024-2026: 4 milioni contro lo sfruttamento

L’azione regionale si estende anche oltre l’agricoltura con il progetto Soleil 2024-2026 (Servizi di orientamento al lavoro ed empowerment interregionale legale), finanziato con 4 milioni e 75mila euro.

Il progetto interviene in settori ad alta irregolarità come moda, oreficeria e servizi, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento tra i soggetti attivi sul territorio, facilitare l’emersione delle situazioni di sfruttamento attraverso sportelli dedicati, offrire ascolto, protezione e orientamento legale alle vittime e a chi rischia di diventarlo, rafforzare le competenze degli operatori pubblici e privati e dialogare con le imprese per promuovere etica del lavoro, responsabilità e sicurezza.

Ispezioni e lavoro nero: i numeri del 2024 e 2025

Sugli obiettivi raggiunti, Marras ha ribadito che «nel 2025 sono state ispezionate 16mila 399 aziende (l’8,3 per cento del totale regionale) ed effettuati 1.163 controlli in agricoltura» e che «sul 70,7 per cento delle ispezioni sono stati rilevati illeciti; in agricoltura la percentuale di irregolarità è salita dal 54,9 per cento del 2023 al 69,1 per cento del 2024. Questo può essere condizionato anche dall’attività di vigilanza incrementata ogni anno».

Per quanto riguarda il lavoro nero ,«nel settore agricolo i lavoratori in nero rappresentano il 37 per cento di quelli ispezionati nel 2024 - ha detto Marras - un dato in aumento rispetto al 22 per cento dell’anno precedente, anche questo dato può essere condizionato dall’incremento delle ispezioni».

In conclusione,«la Regione conferma l’impegno a proseguire e rafforzare le azioni di competenza in materia di servizi per il lavoro, orientamento e formazione integrando gli strumenti già attivi, protocollo e cabina di regia, con l’implementazione delle misure previste da Soleil, il raccordo con i soggetti competenti per le attività ispettive e di repressione - conclude Marras - Per il 2026 l’impegno della Regione è quello di mantenere l’obiettivo ispettivo del 7,5 per cento delle aziende e a implementare le misure di Soleil, consolidando la lotta al caporalato come priorità politica trasversale».

La replica di Minucci:«Toscana ancora a rischio»

«Non mi ritengo soddisfatto – ha dichiarato Luca Minucci nella replica – La Toscana rimane pericolosamente a rischio, non possiamo ignorare il contrasto tra la strategia nazionale e l’arretramento degli indicatori con quello che si rileva in regione».

Luca Minucci

«A livello nazionale il Governo Meloni ha trasformato il contrasto al caporalato in un pilastro dell’azione dello Stato».

«Nel nostro territorio il quadro è diverso – ha continuato Minucci – mentre l’indice di irregolarità agricola nazionale segna una flessione positiva, nella nostra regione i controlli dell’ispettorato dei carabinieri registrano ancora tasso di sommerso superiore alla media, con il 37 per cento dei lavoratori in nero ispezionati” e “questa media ci dice come ci sia una tendenza allo sfruttamento che non accenna a diminuire».

«La nostra amministrazione deve riuscire ad incrementare i protocolli di legalità come hanno fatto altre regioni - conclude - siamo la maglia nera sia per la sicurezza che per l’igiene nei siti di raccolta. Occorre avere una linea immediata di azione e tolleranza zero verso questo fenomeno. La regione dovrebbe costituirsi parte civile in ogni processo per dimostrare che lo Stato su questo tema non arretra».

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie