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Politica

Referendum giustizia, anche il paese si mobilita: il nuovo Comitato per il no

Il comitato contesta l’impianto della riforma e chiede interventi su organici e uffici

Roberto Bata

19 Febbraio 2026, 11:23

Referendum giustizia, anche il paese si mobilita: il nuovo Comitato per il no

Da sinistra: Stefano Vermigni (Spi Cgil Massa Marittima) Anna Maria Fidanzi (Anpi) Luca Angeli (Sinistra Italiana Massa Marittima)

Anche a Massa Marittima nasce il Comitato per il No al referendum sulla giustizia: l’obiettivo dichiarato è promuovere informazione, confronto pubblico e partecipazione in vista del voto, con un coordinamento aperto fin da subito a nuove adesioni di associazioni, realtà sociali e singoli cittadini.

I primi soggetti costituenti che hanno aderito sono Sinistra Italiana e Pd Massa Marittima, Spi Cgil e Anpi Massa Marittima.

«Le ragioni del No riguardano la tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato e delle garanzie previste dalla Costituzione. Questa Carta, che ha protetto il Paese anche negli anni più difficili della Repubblica, non può essere “ritoccata” in un punto così delicato rischiando di sottoporre la magistratura a un controllo più stretto del politico di turno - dicono dal comitato in un comunicato - Quando esponenti di governo arrivano a sostenere che queste modifiche “farebbero comodo” anche a chi oggi è all’opposizione, il messaggio implicito è che una magistratura più controllabile diventerebbe uno strumento nella disponibilità di chi governa».

«Una prospettiva che non riguarda solo gli addetti ai lavori - precisano - indebolire l’autonomia della magistratura significa, passo dopo passo, ridurre le tutele effettive per tutti i cittadini. Questa riforma è l’ennesima riprova di una politica che guarda solo a se stessa non a chi deve rappresentare».

Quale idea di giustizia propone

Nel documento il comitato sostiene che la giustizia abbia bisogno di altri interventi. «Concreti e utili alla vita delle persone - puntualizza - norme efficaci, investimenti, assunzioni e potenziamento degli uffici, a partire dal percorso già avviato con la riforma Cartabia. L’obiettivo deve essere una giustizia più vicina ai cittadini, e imprese, che devono avere certezze della pena e processi più snelli, non rimanere bloccati nelle aule per anni».

Oltre a campagna porta a porta e volantinaggio, il Comitato annuncia l’organizzazione di due iniziative pubbliche nel mese di marzo e ribadisce la disponibilità a ricevere contributi e partecipazione alla campagna per il No. Mettendo a disposizione anche i contatti di Luca Angeli di Sinistra italiana (340 8902558) Beatrice Cillerai del Pd (333 2894816) e Stefano Vermigli dello Spi Cgil (0566 903738).

A livello nazionale il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia andrà al voto nei seggi il 22 e 23 marzo 2026.

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