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Sociale

Tagli al sociale e emergenza freddo, il Pd risponde con un Fondo nazionale per i senza dimora

La proposta Simiani–Malavasi guarda anche alla città, oltre 96mila le persone senza dimora in Italia

Roberto Bata

25 Gennaio 2026, 13:10

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I deputati Pd Marco Simiani e Ilenia Malavasi

I fatti accaduti recentemente a Grosseto come in altre città italiane hanno alimentato dibattito ma anche, a quanto pare, proposte di legge. I deputati del Pd Marco Simiani e Ilenia Malavasi presentano infatti una proposta di legge per istituire un Fondo nazionale per l’accoglienza abitativa delle persone senza dimora, uno strumento strutturale destinato ai Comuni e al Terzo Settore per garantire soluzioni abitative dignitose, stabili e sicure.

«In Italia l’emergenza delle persone senza dimora non può più essere affrontata con interventi episodici e soluzioni tampone, soprattutto nei mesi invernali, quando il rischio per la vita è concreto – dichiarano i due parlamentari –. Parliamo di oltre 96 mila persone senza dimora, secondo i dati Istat: un numero in costante crescita che nasconde situazioni di fragilità estrema, aggravate dall’aumento del costo della vita, dalla crisi abitativa e dalla mancanza di politiche pubbliche adeguate. Le 414 morti registrate nel 2025 tra chi vive in strada rappresentano una sconfitta collettiva che non può essere ignorata».

Il dormitorio di via De Amicis a Grosseto

La proposta nasce dall’ascolto dei territori, dove l’assenza di programmazione nazionale e i tagli al sociale del governo attuale «rischiano di scaricare, sui comuni e sulle associazioni di volontariato responsabilità che sono invece pubbliche, a partire dalla gestione dei dormitori e dei servizi essenziali».

«Superare la logica dell'emergenza freddo»

«Il volontariato svolge un ruolo straordinario e insostituibile, ma non può sostituirsi allo Stato e agli enti locali – sottolineano Simiani e Malavasi – Con il Fondo nazionale vogliamo superare la logica dell’"emergenza freddo" e investire su modelli efficaci come l’Housing First, che riducono i costi sociali, migliorano la salute delle persone e favoriscono percorsi di autonomia».

Per i promotori, «Garantire un tetto e un adeguato accompagnamento sociale non è solo una scelta di civiltà, ma un investimento giusto e necessario per la coesione sociale del paese».

L’iniziativa Pd mira così a passare da interventi tampone a politiche strutturali, affrontando una delle emergenze sociali più critiche del Paese con un approccio sistemico e condiviso tra enti pubblici e terzo settore.

La chiusura del dormitorio a Grosseto e le Criticità Strutturali

A Grosseto l'emergenza abitativa si aggrava con l'inverno 2026: il dormitorio di via De Amicis chiuderà il 31 gennaio, lasciando decine di senzatetto senza riparo sicuro proprio mentre le temperature crollano.

Il dormitorio di via De Amicis, attivo fino al 31 gennaio 2026, rappresenta l'ultimo baluardo per i senza fissa dimora in città. La a struttura, come recentemente riscontrato da un comunicato del comune di Grosseto e Coeso, presenta criticità strutturali che ne impedirebbero l'uso sicuro oltre la scadenza. Fino al 2024 era sostenuto dalla Società della Salute, ma ora è un servizio aggiuntivo a carico dei Comuni, senza alternative pronte nonostante bandi deserti come quello del Coeso del 12 novembre 2025 per il "Piano freddo".

Appelli e polemiche dall'opposizione, la risposta del Comune e di Coeso

Il consigliere Pd Leonardo Culicchi ha attaccato duramente l'amministrazione: «Il Comune arriva tardi, senza piano credibile, scaricando responsabilità su Regione e volontari». Sottolinea che i servizi sociali sono competenza diretta comunale, con tre assessori al sociale cambiati in un anno che avrebbero contribuito a generare questa instabilità che Culicchi evidenzia. L'associazione Grosseto al Centro ha lanciato recentemente un appello urgente: mantenere aperto il dormitorio con ordinanze d'emergenza, aprire spazi pubblici riscaldati come scuole o teatri, e garantire ripari notturni dignitosi.

Tutto questo accade mentre Don Enzo Capitani della Caritas denuncia "nuovi poveri" come braccianti e precari, con volontari che distribuiscono 20.000 pasti annui.

L'assessora al sociale Carla Minacci tramite il comunicato diffuso da Comune e Coeso ha detto: «Siamo in prima linea, ma nessuno offre soluzioni concrete; disponibilità teoriche ma zero risposte dal bando». Il Comune respinge le accuse di polemiche definite strumentali, ribadendo che la sicurezza prevale e ha chiesto invano aiuto alla Regione Toscana. Eppure, senzatetto sotto i portici di piazza Rosselli e in altri luoghi della città gridano: «L'inverno è troppo duro, non si sopravvive in strada».

La situazione a Grosseto evidenzia un'emergenza che alcuni definiscono come prevedibile ma non gestita: dal 1° febbraio, senza proroghe, il dormitorio in via De Amicis non sarà più disponibile e senza alternative l'inverno sarà particolarmente duro per gli utenti che potevano contare su un riparo.

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