Emergenza abitativa
Dormitorio di Via De Amicis a Grosseto
Sulla questione del dormitorio e dell’emergenza freddo, Coeso e Comune di Grosseto intervengono per fare chiarezza su procedure, competenze e responsabilità, respingendo le accuse definite strumentali e ricostruendo il percorso amministrativo seguito negli ultimi anni.
«Sulla questione dormitorio ed emergenza freddo tante le parole che si perdono nel vento - raccontano Comune e Coeso - un vento purtroppo freddo che impone chiarezza sull’intera procedura. Fino al 2024 questo tipo di servizio era sostanzialmente sostenuto dalla Società della Salute. Oggi, una simile operazione non è più possibile in termini procedurali in quanto trattasi di un servizio aggiuntivo e quindi imputabile ai comuni che richiedono il servizio stesso».
Nel comunicato viene evidenziato quello che viene definito un paradosso sul piano delle competenze istituzionali. «Certo è, che questo è un autentico paradosso che nessuno si indigna quando viene organizzato il “Mercatino dei ragazzi” i cui fondi raccolti vanno a favore dell’acquisto di macchinari dell’Asl - dicono Comune e Coeso - Eppure la competenza a far fronte a questo tipo di bisogno dovrebbe essere dell’Asl stessa. Leggasi Regione Toscana. E allora, perché i consiglieri comunali e gli assessori regionali non alzano le loro voci anche in una simile situazione?».
Coeso e Comune passano alla questione dell’individuazione di soluzioni alternative. «Le verifiche per individuare strutture alternative non hanno portato a soluzioni praticabili e ciascun soggetto interpellato (associazioni di volontariato, Curia vescovile) ha rappresentato attenzione al tema, senza però poter indicare possibili soluzioni. Ad oggi, non esistono quindi, alternative sicure ed immediatamente utilizzabili per offrire un adeguato servizio in grado di far fronte all’emergenza freddo».
Nel testo si respingono le accuse avanzate dal consigliere comunale Culicchi: «Questa la vera verità che seppellisce definitivamente tutte le accuse strumentali e faziose del consigliere comunale Culicchi su un tema delicatissimo come le politiche sociali. Culicchi ancora una volta sceglie di scendere in polemica, raccontando una realtà distorta e parziale».
Viene inoltre ricostruito l’esito dei confronti avviati. «Dai ripetuti confronti avviati dal Comune di Grosseto e dal Coeso è emersa con estrema chiarezza la disponibilità di tutti a “Prestare soccorso” ma solo in via teorica. Il Comune nella realtà avrebbe dovuto farsi carico di tutto: individuare l’immobile, garantire il dormitorio, sostenere integralmente i costi di gestione» ribadiscono gli Enti.
Il comunicato entra nel dettaglio delle procedure attivate nel 2025: «Nei primi mesi del 2025 il Coeso pubblica un avviso per la co-programmazione relativa all’elaborazione di un “Piano Freddo” nel Comune di Grosseto. All’Avviso rispondono alcune realtà locali e viene quindi avviato un percorso per individuare possibili soluzioni per l’emergenza freddo».
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Due senzatetto a Grosseto
Segue il riferimento all’avviso esplorativo per la ricerca di un immobile. «Il 12 novembre 2025 il Coeso pubblica un avviso esplorativo per manifestazione di interesse finalizzata alla ricerca di un immobile nella città da adibire a struttura di accoglienza per i senza fissa dimora. Risultato? L’avviso è andato deserto» sottolineano Comune e Coeso.
Viene ribadita la centralità della sicurezza: «Certo è che il Comune ha il dovere di non mettere a rischio l’incolumità delle persone; di conseguenza l’Amministrazione non può assumersi la responsabilità di tenere aperta una struttura che presenta criticità rilevanti anche e soprattutto sotto il profilo strutturale. La tutela della vita delle persone viene prima di qualsiasi propaganda politica».
Nel testo si ricordano anche le risorse investite nel sociale. «Negli anni, abbiamo sempre sostenuto economicamente le associazioni del terzo settore; uno sforzo che nel 2025 è stato pari a 60mila euro».
In chiusura, il comunicato riporta le dichiarazioni congiunte del sindaco di Grosseto e dell’assessore alle Politiche sociali.

Carla Minacci e Antonfrancesco Vivarelli Colonna
«Come Amministrazione comunale e come Coeso – dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessora alle politiche sociali Carla Minacci – siamo sempre stati in prima linea per garantire assistenza. L’idea che servano oggi nuovi tavoli di lavoro è fuori luogo e paradossalmente può apparire come una ulteriore perdita di tempo: i confronti sono già stati avviati da tempo e l’assessorato ha seguito personalmente ogni passaggio. Il dormitorio rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2026, come già stabilito e ribadito. Nel frattempo cercheremo alte soluzioni concrete. Il tema rimane una priorità per il Comune e per il Coeso».
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