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POLITICA

Polizze assicurative obbligatorie, Simiani attacca il Governo: «Fa cassa anche sulle catastrofi»

Il deputato Pd contro l’obbligo di polizze catastrofali per le aziende: “Una tassa occulta che penalizza chi fa impresa”

Giovanni Ramiri

05 Gennaio 2026, 14:46

Marco Simiani

Marco Simiani

Il Decreto Milleproroghe 2026 torna al centro del dibattito politico per le misure che riguardano le imprese. A sollevare forti critiche è Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente alla Camera, che punta il dito contro la proroga dell’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese.

Secondo Simiani, la decisione del Governo Meloni di rinviare l’entrata in vigore dell’obbligo al 31 marzo 2026 non affronta il nodo centrale della questione e rischia anzi di aggravare la situazione per molte realtà produttive.

L’obbligo assicurativo nel Milleproroghe 2026

«La proroga al 31 marzo 2026 dell’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese, prevista dal Decreto Milleproroghe 2026, non solo non risolve il problema di fondo, ma penalizza ulteriormente le imprese», dichiara Simiani.

Nel mirino del deputato Pd c’è anche il carattere selettivo della proroga, che non riguarderebbe tutte le imprese allo stesso modo: «Si tratta infatti di una misura che continua a imporre un onere ingiustificato alle imprese, con una proroga limitata solo ad alcune categorie, senza una logica chiara e con evidenti disparità di trattamento tra settori produttivi omogenei».

«Una tassa occulta che colpisce le imprese»

Per Simiani, l’obbligo assicurativo non rappresenta una reale forma di tutela, ma un costo aggiuntivo che pesa sui bilanci delle imprese, soprattutto le più piccole. «Questo obbligo va abrogato, perché rappresenta una vera e propria tassa occulta», afferma.

Il deputato sottolinea come una parte significativa del costo delle polizze finisca direttamente allo Stato: «Oltre al costo della polizza, circa il 21,5 per cento del premio finisce infatti allo Stato. Si tratta di un ulteriore subdolo balzello che colpisce chi fa impresa, senza offrire reali tutele e senza una strategia pubblica efficace di prevenzione e gestione dei rischi».

La critica alla linea del Governo Meloni

Nel complesso, secondo Simiani, il Governo utilizza anche il tema delle calamità naturali per fare cassa, senza affrontare in modo strutturale la sicurezza del territorio e la prevenzione. Una scelta che, a suo avviso, rischia di scaricare ancora una volta sulle imprese il peso economico di politiche giudicate inefficaci.

La posizione del Partito Democratico resta quindi netta: l’obbligo assicurativo va eliminato, sostituendolo con strumenti pubblici e strategie di prevenzione capaci di tutelare davvero imprese e cittadini di fronte ai rischi catastrofali.

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