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ECONOMIA

Caro carburante, allarme autotrasportatori in Maremma: «La guerra in Iran ci costa fino a 13mila euro a camion»

Rincari immediati per il gasolio e imprese sotto pressione. La denuncia di Michele Demi, presidente di Cna Fita Grosseto: «Servono crediti d’imposta e rimborsi rapidi»

Redazione Web

07 Marzo 2026, 12:10

Caro carburante, allarme autotrasportatori in Maremma: «La guerra in Iran ci costa fino a 13mila euro a camion»

Nella cornice: Michele Demi, presidente di CNA Fita Grosseto

Lo scoppio del conflitto in Iran sta già presentando il conto, salatissimo, alle pompe di benzina. Ma se per i cittadini è un rincaro fastidioso, per il settore dell’autotrasporto è una vera e propria "sentenza" che rischia di bloccare le catene di approvvigionamento del Paese.

A lanciare l'allarme è Michele Demi, presidente di CNA Fita Grosseto, che snocciola cifre preoccupanti sull'impatto della crisi mediorientale in Maremma e nel resto d'Italia.

Aumenti dei carburanti diesel e benzina, foto da Roma (LaPresse)

I numeri della crisi: +13mila euro a camion

Secondo le stime dell'associazione, l'impennata dei prezzi registrata in pochi giorni si traduce in un aggravio immediato di 2.400 euro l’anno per ogni mezzo pesante (con una percorrenza media di 100mila km). Ma il peggio potrebbe dover ancora arrivare.

«Se le tensioni nello stretto di Hormuz dovessero proseguire – spiega Demi – prevediamo un ulteriore rincaro del 25% al litro. Questo significherebbe una spesa extra di altri 13mila euro l’anno per singolo automezzo. È insostenibile».

La ricetta proposta da Cna Fita Grosseto è chiara e punta a misure di sostegno diretto che non facciano distinzioni di "classe":

  • Credito d'imposta straordinario: esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione per tutte le imprese, indipendentemente dalla massa dei veicoli.

  • Taglio dei prezzi alla pompa: utilizzando le risorse derivanti dall’extragettito IVA che lo Stato sta incassando grazie all'aumento dei prezzi.

  • Stop alle speculazioni: «Non è accettabile – attacca Demi – assistere a rincari basati su scorte acquistate e raffinate mesi fa».

Il paradosso dei rimborsi: «Le imprese non sono banche»

Oltre al prezzo del carburante, a strozzare le imprese è la burocrazia dei rimborsi delle accise. Attualmente il rimborso viene richiesto ogni tre mesi e incassato con forte ritardo.

Michele Demi

«In un momento di crisi come questo – conclude il presidente di Cna Fita Grosseto – con un aumento di 20 centesimi al litro, un'impresa si trova di fatto a "prestare" allo Stato circa 6mila euro l’anno per ogni camion in attesa della compensazione. Chiediamo l’introduzione della compensazione automatica non appena viene presentata la richiesta di rimborso. Il peso della crisi energetica internazionale non può essere scaricato solo sulle spalle degli autotrasportatori».

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