Agricoltura
Nella cornice, l'assessore Leonardo Marras (Sfondo generato con Ai)
Due emergenze, un unico filo conduttore: l'agricoltura toscana è al centro di un duplice intervento della Regione per fronteggiare le criticità che stanno mettendo sotto pressione il comparto. Da un lato le piogge continue che dall'inizio del 2026 stanno compromettendo le semine e le colture, in particolare il grano; dall'altro la Peste suina africana (Psa), con la proroga dei contributi per gli allevamenti suinicoli che devono rafforzare le misure di biosicurezza.
Il trend pluviometrico che dall'inizio dell'anno investe la Toscana ha provocato danni significativi alle produzioni agricole, con un impatto particolarmente pesante nelle zone della Maremma, del Senese e dell'Aretino, le principali aree cerealicole della regione. Nel mirino ci sono soprattutto le produzioni di grano e i seminativi, colpiti in una fase delicata come quella della semina.

Leonardo Marras
L'assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras, raccogliendo le segnalazioni già arrivate dalle organizzazioni dei produttori agricoli, ha avviato un confronto con il Ministero dell'agricoltura (Masaf) e con Artea per individuare possibili interventi nel quadro della normativa nazionale e comunitaria.
Le richieste riguardano due tipi di deroghe nell'ambito della Politica agricola comune (Pac):
una deroga di competenza regionale, che verrà concessa con un atto della Giunta alla condizionalità prevista per la rotazione delle colture nei seminativi
una deroga di competenza nazionale, che la Regione proporrà al MASAF relativa all'assolvimento dei sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento: in questo caso l'accoglibilità dipenderà dal Ministero
«Per i danni causati dalle piogge alluvionali — spiega Marras — è già stata avviata la consueta procedura di raccolta delle segnalazioni danni, mediante il sistema informatizzato sul portale Artea. I danni causati sono tutti assicurabili al mercato agevolato, con un contributo pubblico pari al 65% del premio assicurativo, e pertanto non è possibile attivare le misure compensative previste dalla normativa nazionale per gli interventi finanziari diretti a sostegno delle imprese agricole».
Sul fronte della Peste suina africana, la Regione Toscana ha prorogato al 3 aprile 2026 il termine per la presentazione delle domande di sostegno relative agli investimenti negli allevamenti suinicoli per rafforzare le misure di biosicurezza. Il contributo previsto è pari all'80% della spesa ammissibile.

Allevamento di suini (Foto LaPresse)
«Mettiamo a disposizione del comparto suinicolo oltre un milione di euro per sostenere interventi fondamentali a tutela degli allevamenti, della sicurezza sanitaria e dell'equilibrio ambientale — afferma Marras — La proroga nasce dalla volontà di rafforzare l'azione di contrasto alla malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali, grazie alle ulteriori risorse rese disponibili dai recenti decreti ministeriali. Rafforzare la prevenzione, limitare i contatti tra animali allevati e selvatici e ridurre ogni rischio di contaminazione significa proteggere imprese, lavoro e territorio».
Tra gli interventi finanziabili rientrano:
barriere e reti per evitare il contatto tra suini allevati e selvatici
attrezzature per la separazione tra zone sporche e pulite
lavatrici, asciugatrici e mezzi per la disinfestazione nella zona filtro
rampe di carico e scarico, punto pesa ad uso esclusivo dell'allevamento
vasche di raccolta liquami ed effluenti zootecnici posizionate fuori dalla zona pulita
celle frigorifere per lo stoccaggio di carcasse, feti e invogli fetali
idonea cartellonistica per le aree di restrizione
Le domande devono essere presentate sul portale Artea. Il bando, che contiene requisiti, termini e modalità di presentazione delle domande, è consultabile sul sito della Regione Toscana.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy