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Vino

Maremma mecca del Rosé: per Londra è la risposta alla Provenza

Rosati ma anche rossi, bianchi di pregio e non solo, ecco cosa dice la stampa estera

Federico Catocci

12 Febbraio 2026, 07:32

Maremma mecca del Rosé: per Londra è la risposta alla Provenza

Un vigneto del Morellino di Scansano (Foto dalla pagina facebook del Consorzio Tutela)

Se la Toscana è la terra del vino per eccellenza, la Maremma rappresenta la nuova frontiera del gusto, un territorio che sta conquistando i mercati internazionali con un mix di eleganza, mare e innovazione enologica.

Un articolo del The Drinks Business parte dalle voci che sostengono oggi la Maremma come “la risposta italiana alla Provence” in termini soprattutto di vocazione al rosato di alta qualità. Anche se sottolinea come ci sia un potenziale crescente per vini rossi e bianchi di pregio, mettendo a fuoco un pezzo di Toscana ancora poco narrato in Italia ma già molto osservato all’estero.

Maremma: mare, sole e “catalogo enologico” unico

La Maremma si estende per circa 160 km di costa tra mare Tirreno e colline interne, con un clima che unisce influenza marina, terreni freschi e importanti escursioni termiche. Proprio da questa combinazione nascono vini che coniugano corpo ed eleganza, spaziando dai rosati delicati alle ricche etichette “supertuscan” e ai superbi Morellino di Scansano Docg.

Vigneto di Sangiovese in Maremma

La denominazione Maremma Toscana Doc abbraccia l’intera provincia di Grosseto e permette di lavorare con ben 87 vitigni, tra autoctoni e internazionali, favorendo la sperimentazione di grandi etichette e blend di altissimo livello. È un vero e proprio “catalogo enologico” a cielo aperto, dove ogni concavità collinare regala un profilo diverso: da Sangiovese e Ciliegiolo per i rossi strutturati, a Merlot e Cabernet Sauvignon per i tagli internazionali, fino a Trebbiano e soprattutto Vermentino per bianchi freschi e salini.

Rosati da sogno: la “Provence italiana”

L’articolo britannico sottolinea come la Maremma possa diventare la Provence italiana dei rosati de luxe, con un’attenzione crescente a Morellino di Scansano Rosato e ai Maremma Toscana DOC Rosato, vini più strutturati e spesso più complessi dei loro cugini provenzali.

I rosati della Maremma, spesso prodotti con Sangiovese, Ciliegiolo e Syrah, si distinguono per un profilo aromatico più intenso, una maggiore sapidità e una freschezza che li rende perfetti in abbinamento con i piatti di mare tipici della costa grossetana: crostacei, spiedini di pesce azzurro, bottarga e zuppe di pesce.

Vendemmia 2025 (foto Consorzio di tutela del Morellino di Scansano, pagina Facebook)

Window di mercato internazionale permette alla regione di puntare a rosati premium, con etichette che si collocano in fascia media‑alta, sfruttando la percezione di qualità e tipicità che il brand Maremma sta costruendo oltre confine.

Oltre il rosso: bianchi e spumanti da grande quota

La Maremma non è solo Morellino e Sangiovese: la vocazione costiera favorisce anche i bianchi e i frizzanti, con un’attenzione crescente su Vermentino, Ansonica, Chardonnay e Viognier, capaci di esprimersi con note agrumate, salmastre e floreali.

Vendemmia 2025 (foto Consorzio Tutela Montecucco Doc Docg, pagina Facebook)

La DOC Maremma Toscana Vermentino rappresenta uno dei vini simbolo della zona, con colori paglierini tendenti al dorato e un profilo aromatico fruttato ed elegante, perfetto per l’estate e per accompagnare crudi, pesce al forno e cucina mediterranea. Ma l’innovazione arriva anche sul fronte spumante, con Maremma Toscana Spumante Rosé e bianchi metodo Martinotti o classico che ampliano la gamma di occasioni d’uso, dal brindisi a tavola alla dehor a bordo mare.

Il binomio vino e turismo enologico

La Maremma è un esempio di territorio che unisce vino, mare e storia. Come sostiene l'articolo, gli operatori britannici che parlano di Maremma raccontano un sistema che sta investendo molto sul wine tourism: masserie ristrutturate, cantieri di ospitalità diffusa, degustazioni in vigna e tour gastronomici tra pascoli, borghi medievali e litorale.

Come ricorda anche l'articolo britannico, aziende come Fattoria Le Pupille, Tenuta Ammiraglia Frescobaldi, Petrolo e altre realtà di piccole e medie dimensioni lavorano sempre più su accoglienza di qualità, favorendo un’esperienza completa che passa dal vigneto alla tavola, con un forte legame con la cucina tipica della Maremma: acquacotta, cinghiale, pasta fatta in casa, formaggi di Pecorino e naturalmente pesce fresco.

Questo modello può essere amplificato a livello locale, trasformando la Maremma in destinazione enologico‑gastronomica estiva, con format che uniscono escursioni in bicicletta, percorsi marini, visite alle cantine e degustazioni in riva al mare.

Vendemmia 2025 (foto Consorzio Tutela Montecucco Doc Docg, pagina Facebook)

Dalla “curiosità” alla “casa vinicola” della Toscana

Secondo i dati riportati da The Drinks Business, la Maremma sta crescendo rapidamente nella percezione internazionale, soprattutto nel Regno Unito, dove la curiosità dei consumatori è in aumento e dove i ristoranti‑specialità “Maremma” stanno alimentando la domanda.

Vendemmia 2025 (foto Consorzio di tutela del Morellino di Scansano, pagina Facebook)

L’opportunità per il territorio grossetano è quella di tradurre questo interesse in branding comune, valorizzando non solo le singole grandi firme, ma l’intera immagine del territorio. La Maremma può diventare un sistema vinicolo riconoscibile, con una “carta dei vini” che spazia da etichette accessibili a top di gamma (da vini da meno di 10 euro a riassorti da oltre 100 euro), pronti per entrare in enoteche, ristoranti e collezioni private.

La Maremma quindi non è solo “la costa della Toscana”, né semplicemente “la nuova Provence dei rosati”. È un laboratorio di gusto, identità e sostenibilità, con un enorme potenziale ancora da esprimere.

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