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L'evento - fonte: mareMMMa
Dopo il successo delle passate edizioni e il debutto della tappa fiorentina dello scorso autunno, “mareMMMa, la Natura del vino” torna ad Alberese con una novità di rilievo: nel 2026 la manifestazione raddoppia e si articola per la prima volta in due giornate.
Domenica 1 marzo sarà dedicata ai wine lover, mentre lunedì 2 marzo l’ingresso sarà riservato esclusivamente agli operatori del settore. Una scelta dettata dalla crescente partecipazione registrata negli anni e dal desiderio di offrire spazio a un pubblico sempre più ampio.
Giunta alla settima edizione, l’iniziativa è frutto della collaborazione tra i Consorzi delle tre denominazioni della Maremma toscana – Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano – uniti per valorizzare un territorio ancora incontaminato e ricco di potenzialità.
Il cuore dell’evento resterà il salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia, dove appassionati e professionisti potranno incontrare direttamente i produttori e scoprire un’ampia selezione di vini rossi, bianchi e rosati, espressione di terroir diversi ma legati da una lunga tradizione vitivinicola.
L’organizzazione è curata anche quest’anno da MExTE Eventi, specializzata in eventi pubblici e privati.
L'evento - fonte: mareMMMaL'evento - fonte: mareMMMa
L’ingresso è libero, ma occorre registrarsi online:
Domenica 1 marzo, dalle 14.30 alle 18.30 – pomeriggio per gli appassionati.
Per registrarsi è necessario riservare il proprio posto sul sito di mareMMMa, la Natura del Vino.
Lunedì 2 marzo, dalle 10.30 alle 18.30 – giornata riservata agli operatori.
Per registrarsi è necessario riservare il posto sul sito di mareMMMa, la Natura del Vino.

L'evento - fonte: mareMMMa
Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana è stato istituito nel 2014, in seguito al riconoscimento della Doc, con la missione di valorizzare la qualità delle etichette del territorio e vigilare sul rispetto del disciplinare di produzione. L’ente si occupa inoltre della salvaguardia del marchio e offre assistenza ai soci in materia normativa. Oggi il Consorzio riunisce 475 realtà associate: 343 viticoltori, 131 aziende verticali e un imbottigliatore, per una produzione annuale che raggiunge i 7,5 milioni di bottiglie. La Doc Maremma Toscana si conferma tra le denominazioni più dinamiche, con un incremento costante dell’imbottigliato, trainato in particolare dal Vermentino. L’area di competenza abbraccia l’intera provincia di Grosseto, nel sud della Toscana: un territorio che dalle pendici del Monte Amiata si estende fino alla costa maremmana e al promontorio dell’Argentario, includendo l’isola del Giglio. Accanto ai vitigni autoctoni — Vermentino, Ciliegiolo, Canaiolo nero, Alicante, Sangiovese, Pugnitello, Trebbiano, Ansonica e Malvasia — si coltivano anche varietà internazionali quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay e Petit Verdot.
Nel comprensorio del Montecucco, là dove le dolci ondulazioni della Maremma toscana lasciano il passo alle pendici del Monte Amiata, nascono vini forgiati da uve coltivate con cura nei sette comuni della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, in vigore dal settembre 2011: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano. La Denominazione, che riunisce 68 aziende, mira a uno sviluppo capace di integrare produzione, promozione e accoglienza turistica. Si tratta di un areale di elezione per il Sangiovese, favorito da un microclima particolarmente benevolo: a pochi chilometri in linea d’aria dal Mar Tirreno e ai piedi dell’antico vulcano Amiata, i cui 1.738 metri sovrastano il paesaggio compreso tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Chiana. Una stratificazione storica di rilievo - dagli Etruschi ai Romani, dai Longobardi ai monaci benedettini, fino al dominio senese e alla famiglia Medici - ha lasciato segni tangibili: borghi intatti, splendidi agriturismi e dimore d’epoca, una tradizione olearia di qualità e, soprattutto, una vocazione enologica che definisce l’identità stessa del territorio.
Il Consorzio Tutela Morellino di Scansano è stato istituito nel 1992 con la missione di salvaguardare e valorizzare il Morellino di Scansano Docg, vigilando sul rispetto del disciplinare e fornendo assistenza ai propri associati sui principali temi del settore. L’ottenimento della Docg, a partire dalla vendemmia 2007, ha rappresentato una tappa decisiva nel percorso di crescita e affermazione della denominazione. Oggi il Consorzio riunisce 205 soci ed è una realtà solida nel panorama vitivinicolo toscano. Il disciplinare stabilisce l’impiego minimo dell’85% di Sangiovese, con la possibilità di integrare altre uve a bacca nera, sia autoctone sia internazionali, dando vita a vini dal profilo autentico e coerente, facilmente identificabile e in sintonia con le attuali preferenze dei consumatori. La produzione media annua si attesta attorno a 9,5 milioni di bottiglie, ponendo il Morellino di Scansano tra le Docg toscane più diffuse sul mercato interno, a cui si affianca una quota export in costante incremento.
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