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Sol-Tiox, via libera alla cassa integrazione: accordo sindacati-azienda per la ripartenza di Scarlino

Dopo l’acquisizione dell’ex Venator approvata l’intesa sulla Cigs a rotazione

Giovanni Ramiri

07 Gennaio 2026, 20:25

Sol-Tiox, via libera alla cassa integrazione: accordo sindacati-azienda per la ripartenza di Scarlino

Nella cornice Fabrizio Dazzi (segretario Filctem Cgil Grosseto) e Riccardo Tosi (Rsu aziendale)

È stato approvato questa mattina, alla presenza della Regione Toscana, l’accordo tra sindacati e Sol-Tiox relativo alla cassa integrazione straordinaria e al piano industriale per la ripartenza dello stabilimento di Scarlino. L’intesa arriva dopo l’acquisizione dell’ex Venator Italy, avvenuta il 29 dicembre scorso, e rappresenta l’ultimo passaggio formale nel percorso di rilancio della produzione di biossido di titanio.

L’accordo sulla Cigs a rotazione

«L'accordo raggiunto – dichiarano Fabrizio Dazzi, segretario di Filctem Cgil Grosseto, e Riccardo Tosi, membro della Rsu aziendale – prevede la cassa integrazione straordinaria a rotazione per i prossimi 12 mesi. La cassa integrazione servirà ad accompagnare la ripresa produttiva della fabbrica. In questa prima fase con una sola linea di produzione, la presenza minima al lavoro degli addetti sarà di 130 persone».

Obiettivo: riattivare la seconda linea e chiudere la cassa integrazione

«L’obiettivo – proseguono Dazzi e Tosi – è rimettere al più presto in marcia la seconda linea che significherà la chiusura della cassa integrazione e il ritorno a tempo pieno di tutti i 190 dipendenti attuali di Sol-Tiox. Le previsioni sono di arrivare alla completa potenzialità dell’impianto entro al fine dell’anno, che significherebbe reintegrare anche le posizioni di lavoro perse durante il lungo stop della produzione».

Vendite e mercato: una sfida aperta

«Queste previsioni – spiegano – dovranno essere supportate dalle vendite attraverso una rete commerciale che in precedenza era la holding della vecchia società a gestire. Sappiamo che la sfida sarà molto impegnativa, ma auspichiamo che Sol-Tiox sappia cogliere le opportunità di mercato aperte dalla fermata di tutti gli stabilimenti Venator in Europa e che si possa anticipare la ripartenza della seconda e terza linea».

Recupero dell’indotto e nuove assunzioni

«Questo – sottolineano i due sindacalisti – darebbe la possibilità di riportare in fabbrica velocemente i lavoratori dell’indotto, indispensabili per la produzione e manutenzione, e permettere ulteriori assunzioni dirette, visto che i numeri si sono assottigliati in questo lungo periodo. Non va dimenticato, infatti, che le tre linee a pieno regime richiedevano 260 addetti a fronte dei poco meno dei 200 attuali».

Un segnale per la chimica e per il territorio

«In un periodo in cui la produzione industriale in Italia ha il segno negativo da oltre 34 mesi, e ad un progressivo quanto sciagurato ridimensionamento della chimica di base – concludono Dazzi e Tosi – oggi si gettano le basi per una auspicabile inversione di tendenza almeno per quanto riguarda questo settore e questo territorio. Sappiamo che le possibilità di successo ci sono e anche la capacità di renderle reali».

«Fra i lavoratori c'è una gran voglia di dare il proprio contributo alla ripresa produttiva dell'impianto, già dimostrata nel riavviamento delle prime fasi di lavorazione a partire dal 2 gennaio. Fra pochi giorni rivedremo fumare la ciminiera, stavolta in modo permanente. Questo era quello che volevamo: lavorare mettendoci alle spalle questi anni duri e travagliati».

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