INDUSTRIA
Fabrizio Rossi alla ex Venator
La vertenza dell’ex Venator di Scarlino arriva a una svolta decisiva. Dal 1° gennaio 2026 lo stabilimento del Casone è ufficialmente passato alla società Sol Tiox Srl, segnando la ripartenza di uno dei principali siti industriali della provincia di Grosseto dopo oltre due anni di fermo produttivo.
Una notizia accolta con favore dal territorio, dai lavoratori e dalle istituzioni, che vedono finalmente sbloccarsi una crisi industriale lunga e complessa, con circa 200 addetti diretti e un indotto rimasto paralizzato.
A commentare il passaggio di proprietà è Fabrizio Rossi, deputato grossetano di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei Deputati.
«Il passaggio dello stabilimento ex Venator di Scarlino alla nuova società Sol Tiox Srl rappresenta un risultato di straordinaria importanza per il territorio grossetano e per tutto il comparto industriale locale» dice Rossi in una nota.
Nel suo intervento, Rossi sottolinea il lavoro svolto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministro Adolfo Urso, decisivo per arrivare alla soluzione della crisi.
«Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al ministro Adolfo Urso per il grande lavoro svolto in questi mesi - ricorda - Che ha consentito di mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti e di arrivare a una soluzione concreta e definitiva per un sito produttivo fermo da oltre due anni, con circa 200 lavoratori diretti e un indotto completamente bloccato».
Il cambio di proprietà è diventato effettivo con la firma definitiva del contratto di acquisto a fine dicembre 2025.
«Dal 1° gennaio 2026 – commenta Rossi – lo stabilimento Venator del Casone di Scarlino è ufficialmente passato a Sol Tiox, società controllata per l’1% dal gruppo Solmar e per il 99% da Nuova Solmine, a seguito della firma definitiva del contratto di acquisto avvenuta a fine dicembre 2025. Un lieto fine di una vicenda lunga e complessa, che per troppo tempo ha tenuto in sospeso famiglie, lavoratori e un intero territorio».
Nel comunicato, Rossi ringrazia anche i protagonisti industriali che hanno creduto nel progetto di rilancio.
«Ringrazio – prosegue il deputato di FdI – l’ingegner Luigi Mansi, cofondatore di Nuova Solmine insieme a Ottorino Lolini e Giuliano Balestri, che sin dall’inizio hanno saputo intuire le grandi opportunità di crescita legate all’unificazione del business, arrivando all’acquisizione dell’ex Venator».
Centrale è anche il piano industriale e produttivo per il 2026.
«È fondamentale – aggiunge Rossi – che lo stabilimento sia già ripartito in questi primi giorni del 2026. L’obiettivo, come evidenziato dallo stesso ingegner Mansi in un’intervista, è avviare inizialmente la prima linea di produzione del biossido di titanio, attivare la seconda entro tre mesi e arrivare entro la fine del 2026 al pieno regime dell’impianto, con una capacità produttiva di 20mila tonnellate per linea».
Il ritorno in attività dello stabilimento ha un impatto diretto sull’occupazione locale.
«Il ritorno in produzione di oltre 130 lavoratori, insieme al percorso di tutela e reinserimento degli altri ex dipendenti Venator entro l’anno, rappresenta una notizia di grande valore sociale ed economico per la provincia di Grosseto», dice Rossi.
Il deputato conclude evidenziando il valore politico e istituzionale dell’operazione.
«Buon lavoro quindi a tutti i lavoratori e a tutti coloro che con il loro impegno hanno creduto nel nostro territorio. Ancora una volta il governo Meloni dimostra attenzione concreta verso il lavoro, l’industria e i territori, trasformando crisi complesse in opportunità di rilancio e sviluppo. Esito tutt’altro che scontato, quando abbiamo portato sul tavolo ministeriale una crisi, che per i numeri dei lavoratori coinvolti, non lo consentiva».
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