L'omicidio di Chiara Poggi
Lovati con Giletti e (nel riquadro) Sempio
Nella puntata del 9 febbraio 2026 di Lo Stato delle Cose su Rai 3, Massimo Giletti ha affrontato temi di grande impatto mediatico e sociale, mescolando tensioni giudiziarie, dibattito pubblico e dettagli che hanno suscitato più che altro ironia. Il programma era particolarmente atteso per l’approfondimento sul delitto di Garlasco e per le annunciate “clamorose rivelazioni” annunciate dall’avvocato Massimo Lovati, noto per aver seguito in passato casi molto discussi e per aver parlato pubblicamente dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, oltre che del collega indagato Andrea Sempio.

Massimo Lovati
Giletti ha infatti aperto la parte dedicata al delitto di Garlasco sottolineando che la Procura sta lavorando sugli elementi emersi dall’incidente probatorio sui computer sequestrati e che i nodi dell’inchiesta restano molti.
Lovati, in studio, ha ribadito tesi già manifestate da tempo: la convinzione che non sia stata una persona sola a uccidere Chiara, ma piuttosto un “sicario” per conto di un’organizzazione più grande, e che la vittima avrebbe scoperto “cose innominabili” legate a ambienti oscuri tra politici e altre figure potenti legate alla chiesa.
Tuttavia gli ospiti della trasmissione hanno messo in luce come molte di queste ipotesi non siano supportate da prove giudiziarie certe. Giornalisti e inquirenti in studio hanno rimarcato che, fino ad ora, le maggiori novità investigative derivano dall’approfondimento su elementi tecnici, come i dati dei pc, e non da conferme di mandanti o trame segrete.
Il clima è passato da serio a quasi surreale in un momento diventato virale online, quando Lovati, parlando della relazione con il suo ex assistito Sempio, ha detto: “Io e Sempio non parlavamo mai.” La battuta – rivolta alla questione dei contenuti nei dispositivi sequestrati – ha scatenato l’ilarità del conduttore, che ha commentato: “Lei mi è simpatico, ma come è possibile che un indagato e l’avvocato non parlavano mai?” Lovati ha replicato in maniera secca: “Non mi interessava – perché Sempio è estraneo”.

La trasmissione completa
Un altro passaggio discusso è stato l’interrogativo sul perché Sempio e i suoi difensori sembrino apparire spesso negli stessi programmi televisivi, come alcuni talk di approfondimento giudiziario. Lovati ha provato a sminuire la questione, sostenendo che non si tratti di una strategia, ma piuttosto della semplice dinamica di apparizioni sui media. "Secondo me se io fossi rimasto l'avvocato di Sempio non andava da nessuna parte – ha detto Lovati - Non penso sia una strategia, non penso, non ho idea, ma secondo me non doveva andare da nessun parte".
Tra gli ospiti in studio Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, ha preferito non parlare delle dichiarazioni di Lovati, mostrandosi piuttosto distaccato. Si è limitato a difendere l’indagine in corso ribadendo che a suo modo di vedere quest’indagine è seria. Più battagliera sono parsi i giornalisti Ilenia Petracalvina e Umberto Brindani che hanno provato – senza successo – a capire su quali basi fondino le idee di Lovati. Petracalvina in particolare ha incalzato Lovati durante una cena e il legale si è lasciato andare a qualche dichiarazione relativa ai possibili contenuti sessuali nei pc analizzati. "Sempio è un ragazzo normale, poco empatico se non con Angela Taccia che è la sua amica del cuore". “Come vi avevo detto – ha anche ribadito con forza Lovati – dopo l’incidente probatorio si sarebbe andati tutti in ritardo per lungo tempo”. A meno che non succeda qualcosa di inaspettato, il fantomatico “coniglio” a cui il legale ha spesso fatto riferimento.

Petracalvina e Lovati
Non resta che attendere le prossime mosse della procura di Pavia, che al momento lavora molto sottotraccia e nulla di ufficiale lascia filtrare, per capire cosa hanno in mano gli inquirenti contro Andrea Sempio. Che, raggiunto da un inviato del programma mentre si trovava insieme all’avvocato Angela Taccia, non ha rilasciato dichiarazioni riguardo ai contenuti dei vari pc.

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