Tv
Andrea Sempio e (nel riquadro) Massimo Giletti
Lunedì 26 gennaio, alle 21.20 su Rai 3, torna l’appuntamento con Lo Stato delle Cose, il programma di approfondimento condotto da Massimo Giletti, che continua a muoversi sul confine più delicato dell’attualità italiana: quello dove cronaca, potere e zone d’ombra si intrecciano senza mai sciogliersi del tutto.
La nuova puntata si preannuncia densa, inquietante, politicamente esplosiva. Dalla criminalità organizzata al delitto di Garlasco, passando per sanità, affari e vecchi nomi che tornano a far paura, il racconto di Giletti prova a tenere insieme pezzi che, spesso, qualcuno preferirebbe lasciare separati.
Al centro della serata torna l’inchiesta Hydra, il consorzio criminale che – come il mostro mitologico a tre teste – vede Camorra, ’Ndrangheta e Cosa Nostra operare insieme in Lombardia. Non più faide, non più scontri armati: accordi, spartizioni e affari condivisi, anche all’ombra del Duomo di Milano.
Un’inchiesta che ribalta l’immaginario classico delle mafie e che mostra una criminalità sempre più moderna, manageriale, capace di infiltrarsi nel tessuto economico e istituzionale del Nord Italia. Un patto di non belligeranza che, secondo intercettazioni inquietanti, sarebbe stato noto anche ai vertici storici di Cosa Nostra, compreso Matteo Messina Denaro.
Il racconto si sposta poi oltreconfine, dove la tragedia di Crans Montana continua a sollevare interrogativi. La scarcerazione, dietro una cauzione giudicata da molti fin troppo generosa, del proprietario del locale Jacques Moretti, apre nuovi scenari.
Attorno alla vicenda si allunga infatti l’ombra della mafia corsa, un sistema criminale meno raccontato ma non meno pericoloso, capace di muoversi tra affari, turismo e silenzi istituzionali. Una storia che pone domande scomode su responsabilità, protezioni e interessi che vanno ben oltre il singolo caso.
Uno dei capitoli più attesi riguarda il delitto di Garlasco, un caso che, a distanza di anni, continua a non trovare pace. Nella nuova inchiesta diventano centrali i computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, veri e propri scrigni digitali che potrebbero nascondere elementi decisivi.
I legali del nuovo indagato Andrea Sempio sono pronti a chiedere un incidente probatorio sui pc: secondo i periti della famiglia Poggi, Chiara avrebbe aperto poche ore prima di morire la famosa cartella “Militare” contenuta nel computer del fidanzato.
C’erano davvero contenuti pornografici?
E soprattutto: potrebbe essere lì il movente dell’omicidio?
Nel frattempo, il cerchio sembra stringersi: nelle ultime ore sono stati ascoltati alcuni ex compagni di scuola di Sempio. Cosa hanno raccontato? E perché queste testimonianze tornano ora al centro dell’indagine?

Chiara Poggi
Il viaggio di Lo Stato delle Cose arriva infine in Sicilia, a Palermo, dove un’inchiesta scava nel mondo della sanità. Al centro, una cooperativa che ottiene milioni di euro di finanziamenti pubblici, fondata da persone “imparentate” con famiglie di Cosa Nostra e sostenuta, secondo quanto emerso, dall’appoggio politico di alto livello.
Un sistema che, secondo la Procura di Palermo, avrebbe condizionato sanità, Protezione Civile e settori chiave della cosa pubblica. In questo scenario riappare anche Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, oggi agli arresti domiciliari e di nuovo sotto accusa per il suo ruolo all’interno di questo intreccio corruttivo-clientelare.
Una domanda attraversa tutta l’inchiesta: è davvero possibile che nessuno sapesse?
Lo Stato delle Cose continua a fare ciò che più spesso manca nel racconto televisivo: mettere in relazione fatti lontani, nomi noti e meccanismi nascosti, senza abbassare il livello dello scontro. Con il contributo di Michele Santoro, la puntata di lunedì promette di spingersi ancora più in profondità, tra attualità nazionale e scenari internazionali.
Un’indagine che non offre risposte facili, ma che costringe lo spettatore a guardare dove di solito si distoglie lo sguardo.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy