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L'omicidio di Chiara Poggi

Delitto di Garlasco, il ritorno di Lovati: “Stasi innocente e minacciato di morte, l'assassino è un sicario. Sempio? Hanno pescato un jolly"

Giovanni Ramiri

05 Febbraio 2026, 09:30

Delitto di Garlasco, il ritorno di Lovati: “Stasi innocente e minacciato di morte, l'assassino è un sicario. Sempio? Hanno pescato un jolly"

Lovati a Mattino 5 e (nei riquadri) Stasi e Sempio

Il sacchetto dei vestiti nel canale con indumenti macchiati di rosso? La bicicletta non analizzata? Al di là delle falle delle immagini secondo me tutti questi elementi sono evidenti segni di depistaggio. La bicicletta, i vestiti, sono tutti elementi di depistaggio all’inizio delle indagini contro Alberto Stasi”.
L’avvocato Massimo Lovati, ex legale di Alberto Stasi, è tornato in tv e lo ha fatto nel suo stile, con le solite dichiarazioni di fuoco.

Il legale ha parlato sulle indagini del delitto di Garlasco nella trasmissione Mattino 5, condotta come sempre da Federica Panicucci.
“Sappiamo benissimo che nel magazzino del papà di Alberto Stasi è stata trovata una bicicletta nera – ricorda Lovati – ovviamente l’assassino non poteva averla e ne ha mistificato la presenza. Non cambio idea di quello che è successo: l’assassino è un sicario, assoldato da un’organizzazione criminale che oltre ad aver ucciso come professionista ha creato tutti questi depistaggi”.

Panicucci incalza a lungo Lovati sul famigerato scontrino risalente alla mattina dell’omicidio di Chiara Poggi:
“Lo scontrino è un segno dell’ingenuità di un ragazzo di 19 anni che sorpreso dalla presenza dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria ha pensato di poter significare la sua presenza in quel luogo. L’ha fatto lui, altrimenti dovremmo cercare delle complicità che allo stato non ci sono. Sarebbero tutti complici, questo è fantascienza. Sarebbe complice la madre, il pompiere. Non è un boomerang, ha un significato irrilevante”.

Massimo Lovati

“Perché era meglio non consegnarlo? – risponde Lovati alla conduttrice – È una critica che faccio a posteriori, è una excusatio non petita. Hanno fatto in modo che diventasse un elemento critico. Bisogna partire da dove è stato pescato Andrea Sempio? Nella massa degli atti hanno pescato un jolly. Il jolly è stato pescato nello scontrino, attorno a questo scontrino sono stati evidenziati altri indizi assolutamente irrilevanti e flebili e siamo ancora qui non a parlarne. Le unghie? Sono un’altra mistificazione”.

A questo punto Panicucci fa notare che, a suo modo di vedere, gli indizi a carico di Andrea Sempio sono più forti di quelli a carico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva.
“Alberto Stasi è innocente, l’ho detto 50mila volte – ribadisce Lovati – Alberto Stasi ha dichiarato di aver scoperto il cadavere di Chiara Poggi sotto minaccia di morte”.

Panicucci e Lovati

Figura storica e controversa del processo di Garlasco, Massimo Lovati è stato uno dei protagonisti specie in quest’ultima fase della vicenda. Penalista di lungo corso, noto per uno stile diretto e spesso provocatorio, Lovati ha costruito negli anni una narrazione alternativa del delitto, sostenendo con forza la tesi dell’innocenza di Stasi e parlando ripetutamente di depistaggi ed errori investigativi.

Lovati è diventato negli anni un volto televisivo ricorrente, continuando a ribadire l’innocenza di Stasi anche dopo la condanna definitiva e definendo “mistificazioni” molti degli elementi ritenuti centrali dall’accusa, dalla bicicletta agli indumenti nel canale fino agli accertamenti sulle unghie della vittima.

L'intervista a Lovati

Nonostante il suo nome venga ancora associato alla posizione di Andrea Sempio, Massimo Lovati non è più il suo legale. Il penalista non ha alcun incarico formale nei procedimenti che lo riguardano e interviene oggi solo come commentatore esterno.

La sua esposizione mediatica continua comunque ad avere un peso nel dibattito pubblico, riaccendendo l’attenzione su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi vent’anni, che resta ancora oggi una ferita aperta nel racconto giudiziario italiano.

Andrea Sempio

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