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Antimafia

Legalità, la Toscana investe sui giovani: oltre 600mila euro per scuole e riuso dei beni confiscati

Nuovo pacchetto di interventi presentato dalla Regione tra progetti educativi e riuso sociale dei patrimoni sottratti alle mafie

Roberto Bata

07 Marzo 2026, 06:32

Legalità, la Toscana investe sui giovani: oltre 600mila euro per scuole e riuso dei beni confiscati

Il presidente della regione Toscana Eugenio Giani e la vicepresidente Mia Diop

Trasformare i simboli del potere criminale in opportunità per i cittadini e, soprattutto, investire sulle nuove generazioni per sradicare la cultura mafiosa. È questo l'obiettivo del nuovo pacchetto di interventi presentato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dalla vicepresidente Mia Diop.

L'annuncio fatto ieri, 6 marzo, arriva a ridosso di una data simbolica: il 7, trentesimo anniversario della legge 109/96 che ha permesso il riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Eugenio Giani

Un investimento per i giovani

La Regione ha messo sul piatto 607.500 euro per promuovere la "cultura della legalità democratica". Il cuore dell'investimento riguarda il mondo dell'istruzione: la fetta più consistente delle risorse (360mila euro) finanzierà progetti didattici nelle scuole, mentre altri fondi sosterranno la partecipazione dei ragazzi ai campi antimafia in tutta Italia.

«Abbiamo il dovere di essere in prima linea – ha dichiarato il presidente Giani – sostenendo chi denuncia e alimentando una battaglia culturale che si vince tra le giovani generazioni. Il recupero dei beni confiscati è un atto di giustizia, non solo un simbolo».

Mia Diop

In Toscana si contano oggi 687 beni confiscati (tra immobili e aziende). Sebbene le concentrazioni maggiori siano attualmente nell'area di Pistoia e Arezzo, l'attenzione della Regione resta alta su tutto il territorio, Maremma compresa, dove il monitoraggio della legalità è costante. Negli ultimi anni, la Regione ha destinato oltre 6 milioni di euro agli enti locali per finanziare 16 progetti di rigenerazione.

«L'obiettivo non è solo celebrare una legge – ha sottolineato la vicepresidente Mia Diop – ma trasformare i simboli della criminalità in presidi di libertà. Non possiamo fermarci alla confisca: occorre che questi luoghi diventino residenze per donne vittime di violenza, centri culturali o sedi per servizi pubblici».

Mia Diop ed Eugenio Giani

Memoria e documentazione

Il piano prevede anche il rilancio del Centro di Documentazione sulla Legalità, con la digitalizzazione degli archivi e l'individuazione di una nuova sede entro il 2026. Un sostegno concreto è stato confermato anche all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, per continuare a tramandare la memoria storica di una stagione di sangue che ha segnato profondamente la Toscana.

Mentre proseguono i sopralluoghi della vicepresidente Diop nei cantieri della legalità (prossime tappe tra Firenze e Pistoia), il messaggio che arriva da Palazzo Strozzi Sacrati è chiaro: la Toscana non abbassa la guardia e sceglie di rispondere all'illegalità con la formazione, la trasparenza e la restituzione del maltolto alla comunità.

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