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Grosseto apre l'autostrada della legalità: nasce la Consulta provinciale

Provincia, scuole e associazioni unite a Palazzo Aldobrandeschi

Roberto Bata

07 Febbraio 2026, 05:03

Grosseto, autostrada alla legalità: nasce la Consulta provinciale

L'incontro in Provincia per la Consulta della legalità

Grosseto diventa apripista in Toscana sul tema della legalità, avviando il percorso per l’istituzione della prima Consulta provinciale dedicata al contrasto alle mafie e alla promozione di una cultura civica responsabile. La nuova Consulta Provinciale per la Legalità traccerà una strada sempre più ampia su questo percorso, muovendo da un lavoro condiviso tra enti locali, mondo della scuola e associazioni impegnate da anni sul fronte dell’antimafia sociale.

L’iniziativa sulla legalità a Palazzo Aldobrandeschi

Lo scorso 5 febbraio, nella sala consiliare di Palazzo Aldobrandeschi, la Provincia di Grosseto ha convocato l’Assemblea dei Sindaci per presentare il progetto e confrontarsi sulla futura Consulta. Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti del Parlamento regionale degli studenti, l’associazione Generatio PRS, la Fondazione Caponnetto, Libera, il Movimento delle Agende Rosse, Schierarsi, Avviso Pubblico e Le Sentinelle di Nonno Nino, realtà che da tempo operano sul territorio per la difesa della legalità e contro la criminalità organizzata.

Palazzo Aldobrandeschi, sede della provincia di Grosseto

Tutti i soggetti presenti hanno condiviso la volontà di dar vita a un fronte comune stabile, riconoscendo nella Consulta uno strumento operativo per coordinare le azioni e rendere più efficace il lavoro di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio provinciale. Il passaggio formale per l’istituzione dell’organismo è atteso nel prossimo Consiglio provinciale.

Obiettivi: prevenzione e riutilizzo dei beni confiscati

La nuova Consulta Provinciale per la Legalità lavorerà su due direttrici strategiche. Da un lato, la prevenzione, per contrastare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale della provincia di Grosseto, rafforzando attenzione e strumenti di controllo. Dall’altro, il supporto ai Comuni nella gestione e nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, con l’obiettivo di restituirli alle comunità come veri e propri presidi di legalità.

In questo quadro, la Consulta si propone come luogo di confronto permanente tra istituzioni, associazioni, mondo della scuola e cittadinanza, per condividere buone pratiche, progetti educativi, percorsi formativi e azioni concrete sul territorio.

Legalità: Grosseto si candida a essere modello per la Toscana

«La legalità non è un principio astratto – commenta Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto – ma una pratica quotidiana che si costruisce con la collaborazione tra tutte le componenti della società, dalle istituzioni, alle associazioni fino ai singoli cittadini. Con la Consulta vogliamo rafforzare gli strumenti di prevenzione, per essere sempre di più un territorio vigile».

Francesco Limatola

«La Provincia – aggiunge il vicepresidente Valentino Bisconti – conferma così l’impegno per la legalità che ha già espresso con la firma dei Protocolli d’intesa con la Guardia di Finanza e la Prefettura».

«Questa Consulta unirà chi agisce per passione, ovvero le associazioni, con chi ha la responsabilità amministrativa: i Comuni – sottolinea Federico Cignelli, portavoce del gruppo di associazioni che hanno promosso la creazione della Consulta – Il nostro obiettivo è chiaro: supportare capillarmente ogni territorio per ridare la Maremma ai maremmani, liberandola dalle mafie».

Con l’avvio della Consulta Provinciale per la Legalità, Grosseto si candida così a diventare un modello in Toscana nella costruzione di alleanze stabili tra istituzioni e società civile contro la criminalità organizzata, trasformando la tutela della legalità in un impegno condiviso e continuativo.

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