Amministrazione
La frana nelle immagini del TGR Rai Toscana del 25 maggio 2025
Per il Coordinamento Secessione Talamone la vicenda della spiaggia del Cannone non è solo l’ennesimo capitolo di un’emergenza costiera, ma «un’occasione concreta» persam afferma in un comunucato. Oltre 500mila euro di risorse pubbliche disponibili, sostengono, non sarebbero stati intercettati dal Comune di Orbetello per «ritardi ed errori procedurali», riporta il comitato.

La frana visibile nelle immagini Rai
Facendo saltare l’intervento di messa in sicurezza già nell’annualità 2025. Al centro della denuncia c’è il finanziamento legato al Documento operativo per la Difesa del Suolo (Dods): secondo il Coordinamento, il Comune avrebbe potuto muoversi per tempo, attivando anche una procedura di somma urgenza oppure caricando correttamente la richiesta sulla piattaforma regionale entro le scadenze fissate, prima al 10 aprile e poi prorogate al 30 aprile 2025.
La ricostruzione parte dall’evento meteo del 13-14 febbraio 2025, che avrebbe innescato il dissesto del versante sopra la spiaggia del Cannone. Il Comune, a quanto afferma il Coordinamento, disponeva di uno studio di fattibilità per il «consolidamento della scarpata in loc. Cannone», con un costo lavori stimato in 400mila euro e un quadro economico complessivo pari a 520mila euro, comprensivo di spese tecniche.

Un'immagine della frana
Ma, sempre secondo quanto riportato nel comunicato, la richiesta di finanziamento risulta inviata l’8 maggio 2025, quindi oltre il termine prorogato del 30 aprile, e per di più non con le modalità previste dal portale regionale dedicato. Un elemento che trova riscontro anche nella documentazione regionale: nella risposta del Genio civile Toscana sud si legge che il formulario per il censimento degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico «era attivo sul portale dedicato sino al 30/04/2025» e che «solo fino alla suddetta data era possibile inserire le eventuali richieste di finanziamento».

Una immagine che riprende le reti paramassi deteriorate nella zona della frana
Il nodo, però, non è solo la tempistica. Nella risposta del Genio civile Toscana sud del 30 giugno 2025 viene chiarito un aspetto di competenze che, per il Coordinamento, rende ancora più netta la responsabilità comunale: «Spetta dunque al Comune di Orbetello la competenza sulla gestione sia della spiaggia del Cannone che del versante sovrastante, nonché la responsabilità della valutazione dell’accessibilità dei luoghi e della sicurezza per la pubblica incolumità».

Le reti paramassi
La stessa risposta inquadra la problematica come «dissesto idrogeologico di versante» conseguente alle intense piogge di febbraio 2025, ricordando che il Comune ha segnalato il dissesto l’8 maggio 2025 e spiegando che, «non trattandosi di un intervento effettuato in somma urgenza», non risultavano applicabili le condizioni previste per l’accesso a procedure di finanziamento emergenziale.
In mezzo, c’è anche la gestione dell’accesso alla spiaggia. Il Coordinamento evidenzia che l’interdizione sarebbe arrivata mesi dopo l’evento e che la riapertura è avvenuta solo in parte a stagione avviata; la Regione, dal canto suo, ribadisce che la valutazione sulla fruibilità e sulla sicurezza ricade nella sfera comunale. «Non siamo di fronte a un evento imprevedibile dell’ultima ora, ma a una vicenda che si trascina da febbraio del 2025, dunque da un anno», dichiarano dal Coordinamento. «Il risultato è sotto gli occhi di tutti - proseguono - una spiaggia chiusa per mesi e un intervento rinviato almeno al prossimo anno».
La richiesta finale del Coordinamento è duplice: da un lato agire con urgenza per evitare che la spiaggia resti «non in sicurezza e a mezzo servizio anche per la prossima stagione», affermano. Dall’altro, un’operazione di «trasparenza», con la pubblicazione degli atti relativi alla trasmissione della domanda e la spiegazione delle modalità di invio.
Sullo sfondo resta una questione che, al di là dello scontro politico, riguarda la tenuta di un tratto delicato del promontorio di Talamone: nella stessa documentazione tecnica comunale allegata agli atti regionali, il dissesto viene descritto come frana superficiale legata anche al cedimento di reti paramassi deteriorate, con l’indicazione di indagini e interventi di consolidamento necessari per la piena fruibilità dell’arenile.
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