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Politica

Salta il numero legale in Consiglio, Rosini (Pd): «Basta scuse, all'ultimo appello erano in due, maggioranza in difficoltà»

Il consigliere dem respinge le dichiarazioni della maggioranza e ricostruisce la seduta del 30 gennaio

Roberto Bata

01 Febbraio 2026, 12:35

Salta il numero legale in Consiglio, Rosini (Pd): «Basta scuse, all'ultimo appello erano in due, maggioranza in difficoltà»

Nella cornice Stefano Rosini, sullo sfondo la schermata della seduta che evidenzia l'assenza del numero legale

Il dibattito sul numero legale che ha bloccato il Consiglio comunale di Grosseto si sposta anche sui social, dove il consigliere del Partito Democratico Stefano Rosini rivendica la correttezza dell’operato dell’opposizione e accusa la maggioranza di tentare un ribaltamento della realtà politica e procedurale.

Rosini: «I fatti sono semplici, la maggioranza non aveva i numeri»

«In queste ore, con alcuni video, la maggioranza sta cercando di ribaltare la realtà su quanto accaduto in Consiglio comunale. I fatti però sono molto semplici. Durante la votazione non è possibile scollegarsi: l’unico modo per non votare è uscire dall’aula. È quello che abbiamo fatto, apertamente», racconta Rosini su Facebook.

Una seduta del Consiglio comunale

Rosini ricostruisce poi i momenti succesivi. «Proprio per questo il Presidente del Consiglio, correttamente, ha rifatto la votazione, perché il tabellone elettronico conteggiava anche chi non era riuscito a scollegarsi - ricorda Rosini - Dopo il voto, è evidente a tutti: la maggioranza non aveva il numero legale, come mostra anche l'immagine. Far mancare il numero legale è una scelta politica legittima, prevista dalle regole democratiche e usata ovunque, dai Comuni al Parlamento, per bloccare atti ritenuti sbagliati e mettere in luce le fragilità di una maggioranza. Raccontare altro, davanti all’evidenza, non chiarisce i fatti: li distorce. Io continuo a stare sui fatti. Gli altri si regolino».


Al centro del messaggio di Rosini c’è un punto chiave: non un incidente tecnico o un equivoco sul sistema di voto elettronico, ma una scelta consapevole dell’opposizione di uscire dall’aula per evidenziare che la maggioranza non era in grado, da sola, di garantire il numero legale. Una mossa che il consigliere incardina nelle “regole del gioco” democratiche, rivendicandola come strumento politico pienamente legittimo.

L'approvazione dell'atto è saltata una prima volta quando l'assenza dell'opposizione ha evidenziato la mancanza del numero legale, e anche una successiva. Dopo una pausa chiamata dal presidente Fausto Turbanti infatti, la chiamata di un ultimo appello, fatto dal segretario generale del Comune, Simone Cucinotta, certifica che a partire dal sindaco, gran parte della maggioranza è assente (in numeri maggiori rispetto a quando l'opposizione si era alzata). Confermata la presenza di solo 2 componenti, quindi l'assenza del quorum strutturale, la seduta del consiglio è stata dichiarata chiusa alle 12:25.

De Martis: atto da 300mila euro e maggioranza in fuga sull’affidamento a Sistema

A corredo di questa lettura si inserisce la ricostruzione di Carlo De Martis, consigliere comunale di Grosseto Città Aperta, che sposta il focus sul merito dell'atto saltato in aula: l’affidamento biennale a Sistema srl, società partecipata al 100% dal Comune, del servizio di controllo ambientale. Un pacchetto da circa 300mila euro complessivi, che comprende ispezioni sui conferimenti dei rifiuti, monitoraggio del gestore Sei Toscana anche su segnalazione dei cittadini, educazione ambientale e collaborazione con la Polizia municipale per le sanzioni.

De Martis sottolinea che il servizio, nato in forma sperimentale con incarichi a partita Iva e reso oggi cruciale dall’estensione della raccolta differenziata su quasi tutto il territorio comunale, andrebbe stabilizzato, ma non attraverso un’esternalizzazione senza un’adeguata analisi di convenienza. Secondo le stime illustrate dall’opposizione, l’assunzione diretta in Comune dei cinque ispettori ambientali costerebbe circa 20 euro l’ora, contro i 32 euro l’ora legati all’affidamento a Sistema, oltre il 50% in più.

Carlo De Martis

Da qui la proposta alternativa di Grosseto Città Aperta (inserire gli ispettori nella pianta organica comunale, valutare anche l’ipotesi cooperative sociali) e la critica alla scelta di puntare ancora sulle partecipate in una fase in cui, ricordano i consiglieri in una nota, proprio le società in house sono oggetto di rilievi da parte della Corte dei conti.

Nella lettura congiunta di Rosini e De Martis, dunque, la seduta finita senza numero legale non è un incidente di percorso ma il sintomo di un doppio cortocircuito: da un lato, una maggioranza che (secondo l’opposizione) non controlla più i propri numeri neppure su un atto “di casa”, legato alle partecipate e quindi all’area politica che guarda al 2027; dall’altro, una giunta che insiste su un modello di gestione esternalizzata e più costosa, invece di trasformare un servizio essenziale in lavoro stabile e interno al Comune.

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