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Il caso

"Consiglio comunale di Grosseto nel caos su Sistema": l'affondo del consigliere De Martis

Giovanni Ramiri

31 Gennaio 2026, 11:12

"Consiglio comunale di Grosseto nel caos su Sistema": l'affondo del consigliere De Martis

Il consigliere Carlo De Martis (Grosseto città aperta)

Clima teso ieri in Consiglio comunale a Grosseto, dove secondo il consigliore comunale di minoranza Carlo De Martis la seduta si è interrotta bruscamente dopo l’uscita compatta della maggioranza dall’aula. Al momento dell’appello, infatti, è venuto meno il numero legale, impedendo la votazione su un provvedimento dal valore complessivo di circa 300 mila euro.

L’atto in discussione riguardava l’affidamento a Sistema srl, società partecipata al 100% dal Comune, del servizio di controllo ambientale per due anni. Un servizio considerato strategico per il territorio: ispezioni sul corretto conferimento dei rifiuti, monitoraggio dell’operato del gestore Sei Toscana anche su segnalazione dei cittadini, attività di educazione ambientale e collaborazione con la Polizia municipale anche per finalità sanzionatorie.

Secondo quanto ricostruito, il progetto era nato in forma sperimentale negli anni scorsi tramite incarichi con partita IVA. Ora, anche a seguito dell’ampliamento dell’area interessata dalla raccolta differenziata – passata da circa 5 km² nel 2018 a circa 500 km² – l’amministrazione ha proposto di renderlo strutturale.

Sul tema è intervenuto Carlo De Martis, consigliere comunale di Grosseto Città Aperta, che pur condividendo la necessità di consolidare il servizio, ha criticato la modalità scelta.

“La maggioranza non è uscita per qualche assenza occasionale – sostiene De Martis – ma ha abbandonato l’aula in modo compatto su un provvedimento di propria iniziativa, impedendo il voto”.

Tra i punti contestati, l’assenza di una valutazione economica dettagliata sulla convenienza dell’esternalizzazione e la mancata considerazione di alternative, come un affidamento a cooperative sociali o, soprattutto, una gestione diretta del Comune.

Il gruppo di opposizione ha infatti presentato un ordine del giorno proponendo l’inserimento dei cinque ispettori ambientali nella pianta organica comunale. De Martis sottolinea anche una differenza di costi: secondo le stime riportate, l’assunzione diretta avrebbe un costo di circa 20 euro l’ora, mentre l’affidamento a Sistema srl arriverebbe a 32 euro l’ora, oltre il 50% in più.

Altro elemento evidenziato riguarda le società partecipate, che sarebbero oggetto di rilievi da parte della Corte dei conti. “In una fase delicata – afferma De Martis – servirebbe maggiore prudenza e motivazione prima di procedere con nuovi affidamenti”.

Ma il punto centrale, per Grosseto Città Aperta, resta quello del lavoro: “Un servizio essenziale non può poggiare su contratti precari. Le istituzioni devono dare l’esempio, stabilizzando queste figure”.

L’uscita dall’aula viene letta anche come segnale politico interno alla coalizione di governo cittadino. Il provvedimento, infatti, ricade nell’ambito delle partecipate, settore seguito dall’assessore Fabrizio Rossi, indicato tra i possibili candidati sindaco per il 2027.

“Non è solo un problema di numeri – conclude De Martis – ma un fatto politico che mostra crepe nella maggioranza”.

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