Emergenza abitativa
Nella cornice, Leonardo Culicchi, consigliere comunale Pd
È prevista per il 31 gennaio 2026 la chiusura del dormitorio di via De Amicis a Grosseto. Secondo Leonardo Culicchi, consigliere comunale a Grosseto del Partito democratico, la mancanza di una proroga o un'alternativa proprio nel periodo invernale, mostra una falla evidente nella gestione dei servizi essenziali rivolti alle persone senza fissa dimora.

Persone senza fissa dimora nel centro di Grosseto
«Ricordiamo che si tratta di un servizio essenziale di accoglienza - dice Culicchi in una nota - nel quale l’accesso è condizionato da percorsi di inclusione e valutazioni atte all’inserimento e la cui interruzione avrebbe richiesto una pianificazione preventiva e responsabile»
Il consigliere denuncia che ad oggi non esista una soluzione alternativa proposta dall'attuale Amministrazione comunale. Ad aggravare la situazione anche le temperature invernali e uno spazio giudicato poco sufficiente per il tipo di utenza. «Lo spazio accoglie spesso oltre le 15 presenze - ricorda Culicchi -Questa condizione genera una convivenza forzata tra persone con fragilità molto diverse, comprese situazioni di dipendenza, disagio psichico o comportamenti problematici, con evidenti criticità sotto il profilo della sicurezza, della dignità e della gestione quotidiana e che necessita di assistenti e operatori preparati».
«L’emergenza freddo, va ricordato, è sempre stata finanziata dal Comune come servizio aggiuntivo, non come sostituzione di un dormitorio stabile - precisa culicchi - Eppure, negli ultimi mesi, ogni tentativo di individuare soluzioni alternative, anche attraverso la disponibilità del mondo del volontariato, della Caritas e del terzo settore si è scontrato con una risposta costante da parte dell’Amministrazione: la mancanza di risorse economiche»

Leonardo Culicchi

«Aver cambiato tre assessori al sociale solo nell ultimo anno durante una guerra di fazioni politiche all’interno della maggioranza, di certo non ha aiutato a risolvere il problema, questo è innegabile - prosegue - La mancanza di programmazione produce inevitabilmente confusione, sovraccarico dei servizi esistenti e condizioni di accoglienza non adeguate»
Leonardo Culicchi richiede quindi con urgenza un tavolo istituzionale serio e operativo che coinvolga tutti i soggetti competenti, ma non solo. «Serve soprattutto un cambio di approccio, attivare urgenti investimenti, meno alibi, meno improvvisazione e più capacità di pianificazione, e sopratutto per il futuro un utilizzo delle risorse disponibili e visione di lungo periodo», ricorda.
«Il sociale non è un problema da tamponare all’ultimo minuto - conclude Culicchi nella nota - è uno degli elementi principali su cui si costruisce o si indebolisce una città, ma i recenti tagli al sociale nel bilancio di previsione, hanno già indicato la strada anche per il nuovo anno».
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