Nei cieli
L'Air Force One e Donald Trump
Nella serata di martedì 20 gennaio 2026, l’aereo noto come Air Force One – l’aeromobile che trasporta il presidente degli Stati Uniti – ha interrotto il suo volo transatlantico subito dopo il decollo da Joint Base Andrews, nel Maryland, per dirigersi nuovamente verso la base dopo che l’equipaggio ha rilevato un “piccolo problema elettrico”. La scoperta è avvenuta poco dopo aver lasciato lo spazio aereo statunitense, mentre il Boeing VC-25A si dirigeva verso Davos, in Svizzera, dove il presidente Donald Trump avrebbe dovuto intervenire al World Economic Forum 2026.
Secondo la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, il problema sembrava limitato a un’anomalia elettrica e a un breve blackout delle luci nella cabina stampa pochi minuti dopo la partenza. Pur non essendoci pericolo immediato, il capitano ha deciso di tornare alla base per precauzione, in accordo con le procedure standard per i voli di testa di Stato.
Dopo l’atterraggio a Joint Base Andrews, il Presidente e la sua delegazione sono stati trasferiti su un altro aereo governativo – un Boeing C-32A (un 757 modificato per trasporto VIP) – con il quale hanno ripreso il viaggio alla volta della Svizzera. Il ritardo, secondo funzionari della Casa Bianca, non dovrebbe compromettere l’apparizione di Trump al Forum di Davos.

Il presidente Trump sulla scaletta dell'Air Force One
L’incidente ha richiamato l’attenzione sull’anzianità degli aerei presidenziali attualmente in servizio. Gli attuali Air Force One utilizzano versioni speciali del Boeing 747-200, conosciute come VC-25A, che risalgono all’inizio degli anni ’90 e stanno avvicinandosi ai quattro decenni di servizio.
Il programma di sostituzione con i nuovi VC-25B, basati sui Boeing 747-8, è stato più volte ritardato: secondo fonti ufficiali i nuovi velivoli non dovrebbero entrare in servizio prima del 2029, ben dopo le tempistiche inizialmente previste.
In parallelo, nel corso del 2025, la famiglia reale del Qatar ha donato agli Stati Uniti un Boeing 747-8 di lusso, destinato a essere adattato per uso presidenziale, ma anch’esso è ancora in fase di retrofit secondo standard di sicurezza.
Nonostante l’epoca d’oro sia ormai alle spalle e la produzione del 747 si sia ufficialmente interrotta nel 2023, centinaia di esemplari della famiglia 747 continuano a volare in tutto il mondo – sia in ruoli commerciali sia come cargo.
Nonostante la fine ufficiale della produzione nel 2023 e il progressivo ritiro dai voli di linea passeggeri, il Boeing 747 continua a essere una presenza significativa nei cieli globali. A metà del 2025 risultano ancora in servizio diverse centinaia di esemplari appartenenti alle varie versioni della famiglia, impiegati soprattutto nel trasporto cargo, in ruoli governativi e in missioni speciali.
I più anziani Boeing 747-200, un tempo spina dorsale del lungo raggio intercontinentale, sono oggi ridotti a circa quindici esemplari operativi in tutto il mondo. Si tratta quasi esclusivamente di velivoli cargo o di aerei governativi e militari altamente modificati. In questo gruppo rientrano anche i celebri VC-25A utilizzati come Air Force One, che rappresentano gli ultimi 747-200 passeggeri ancora in servizio regolare. Altri operatori residui includono compagnie cargo minori e operatori specializzati in voli charter o missioni umanitarie.
Molto più numerosa è la presenza del Boeing 747-400, la variante più diffusa e longeva della famiglia. A metà 2025 risultano circa 250 esemplari ancora operativi, ma la quasi totalità è impiegata nel trasporto merci. Il 747-400F e i 747-400 convertiti da passeggeri a cargo costituiscono tuttora una colonna portante della logistica aerea globale. I principali utilizzatori sono Atlas Air, Kalitta Air, Cargolux, Nippon Cargo Airlines, Silk Way West Airlines e diversi operatori che volano per conto di Amazon Air e altre grandi reti di distribuzione. I 747-400 passeggeri superstiti sono ormai pochissimi e limitati a impieghi charter, governativi o VIP.
La versione più moderna, il Boeing 747-8, rappresenta il capitolo finale dell’evoluzione del Jumbo Jet, la Regina dei Cieli. Ne risultano circa 150 esemplari in servizio, con una netta prevalenza della variante cargo 747-8F. Il principale operatore mondiale è Cargolux, seguito da Atlas Air e, soprattutto, Lufthansa Cargo, che utilizza il 747-8 come aereo di punta della propria flotta a lungo raggio. La versione passeggeri del 747-8 è invece limitata a pochissimi operatori, con Lufthansa come unico grande vettore di linea a mantenerla ancora attiva. A questi si aggiungono alcuni esemplari governativi e VIP, inclusi quelli destinati alla futura flotta presidenziale statunitense.
Nel complesso, il Boeing 747 ha ormai abbandonato il ruolo di gigante dei cieli per il trasporto di massa dei passeggeri, ma continua a essere insostituibile nel settore cargo pesante e strategico, dove la capacità, l’autonomia e la configurazione del ponte principale restano senza veri equivalenti. La sua sopravvivenza operativa, a distanza di oltre mezzo secolo dal primo volo, conferma lo status del 747 non solo come icona dell’aviazione, ma come piattaforma ancora essenziale per l’economia globale.

Un Boeing 747 operato da Lufthansa
Quando il Boeing 747 effettuò il suo primo volo il 9 febbraio 1969, l’aviazione civile entrò in una nuova era. Fino a quel momento, il trasporto aereo a lungo raggio era rimasto un privilegio per pochi, limitato da costi elevati e capacità ridotte. Il progetto del 747 nacque invece con un’ambizione radicale: rendere il volo intercontinentale accessibile alle masse, sfruttando dimensioni e capacità mai viste prima su un aereo civile.
L’idea prese forma nella seconda metà degli anni Sessanta, quando la compagnia Pan Am, guidata dal visionario Juan Trippe, chiese a Boeing un aereo molto più grande dei jet allora in servizio. Il risultato fu un velivolo rivoluzionario: quattro motori turbofan ad alto rapporto di diluizione, una fusoliera larga abbastanza da ospitare due corridoi e una caratteristica “gobba” anteriore che avrebbe reso il 747 immediatamente riconoscibile in tutto il mondo. Quella gobba non era solo un vezzo estetico: nacque dalla necessità di consentire l’apertura del muso per il carico merci, anticipando fin dall’origine una futura conversione al ruolo cargo.
Al momento dell’entrata in servizio, nel 1970, il Boeing 747 era semplicemente enorme. Poteva trasportare oltre 350 passeggeri, quasi il doppio rispetto ai jet più diffusi dell’epoca, riducendo drasticamente il costo per posto e aprendo la strada al turismo di massa su scala globale. Il soprannome “Jumbo Jet” divenne rapidamente di uso comune, simbolo di progresso tecnologico e di un mondo sempre più interconnesso.

Uno storico Jumbo di Pan-Am
Negli anni Settanta e Ottanta il 747 dominò le rotte intercontinentali. Compagnie come Pan Am, TWA, British Airways, Lufthansa, Japan Airlines e Air France costruirono intere reti globali attorno al Jumbo. A bordo del 747 nacquero concetti oggi dati per scontati: cabine di prima classe spaziose, lounge aeree, servizi premium che trasformarono il volo in un’esperienza, non solo in un mezzo di trasporto.
Con il passare degli anni, Boeing introdusse versioni sempre più evolute. Il 747-200 migliorò autonomia e prestazioni, diventando lo standard per i voli ultra–long range e per impieghi governativi come l’Air Force One. Il vero salto tecnologico arrivò però nel 1989 con il 747-400, dotato di cockpit digitale, autonomia superiore e consumi ridotti. Questa versione divenne la più diffusa della storia del modello e rimase per decenni il simbolo del volo intercontinentale.
A partire dagli anni 2000, l’evoluzione dell’aviazione commerciale iniziò però a erodere il dominio del 747. I nuovi aerei bimotore a lungo raggio, come il Boeing 777 e l’Airbus A350, offrirono maggiore efficienza e flessibilità, adattandosi meglio a un mercato sempre più orientato verso collegamenti diretti punto-punto anziché grandi hub. Progressivamente, il Jumbo Jet scomparve dai servizi passeggeri di linea.
Il 747 trovò però una seconda vita nel trasporto merci, un ruolo per il quale era stato in parte concepito fin dall’inizio. La sua capacità di carico, il portellone anteriore e il volume interno lo resero insostituibile per il trasporto di merci pesanti, macchinari industriali e carichi fuori misura. Ancora oggi, nonostante l’età del progetto, il 747 resta uno dei pilastri della logistica aerea globale.

Un Boeing 747 cargo
L’ultima evoluzione, il Boeing 747-8, entrò in servizio nel 2011 come tentativo di prolungare la vita del programma, con motori più efficienti e prestazioni migliorate. Sebbene il successo commerciale sia stato limitato rispetto alle aspettative, il 747-8 ha consolidato il ruolo del Jumbo come gigante del cielo nel settore cargo e come piattaforma governativa di altissimo profilo.
Nel gennaio 2023, con la consegna dell’ultimo esemplare, Boeing ha chiuso definitivamente la produzione del 747, ponendo fine a oltre cinquant’anni di storia. Nessun altro aereo ha avuto un impatto così profondo sull’immaginario collettivo e sull’evoluzione del trasporto aereo globale. Ancora oggi, ogni decollo di un 747 ricorda un’epoca in cui l’aviazione non puntava solo all’efficienza, ma anche alla meraviglia.
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