Nei cieli
Un Airbus A380 di Emirates
La vigilia di Capodanno del 31 dicembre 2025 ha registrato un evento significativo per l’aviazione commerciale: un Airbus A380-800 di Emirates, in partenza da Londra Heathrow verso Dubai come volo EK002, ha dovuto interrompere la rotta e tornare alla base dopo aver riscontrato un problema tecnico subito dopo il decollo. Lo riportano vari giornali specializzati come Gulf News e Aviation Hub, oltre al portale specializzato Flight Drama.
Il superjumbo di Emirates – uno degli aeromobili più grandi e iconici della flotta intercontinentale – è decollato regolarmente nel primo pomeriggio di mercoledì da Heathrow. Tuttavia, pochi minuti dopo aver lasciato il suolo britannico, l’equipaggio ha rilevato un malfunzionamento in un componente del sistema dei carrelli d’atterraggio, in particolare riguardante una porta del carrello che non si era chiusa correttamente.
In questi casi, per motivi di sicurezza strutturale e controllo aerodinamico, il comandante non può proseguire un volo a lungo raggio e deve rientrare all’aeroporto di partenza o atterrare al più vicino scalo adatto.
Una caratteristica dei grandi aerei long-haul come l’A380 è che partono con un’enorme quantità di carburante: sufficiente per attraversare continenti e oceani. Tuttavia, questo stesso carburante rende l’aereo troppo pesante per l’atterraggio immediato – un problema di sicurezza che può stressare la struttura dell’aeromobile, i freni e gli pneumatici.
Per questo motivo, l’equipaggio di EK002 ha richiesto di entrare in una “holding pattern” (orbita di attesa) a circa 10 000 piedi sopra il sud-est di Londra, dove l’aereo ha girato in cerchio per oltre un’ora bruciando carburante con i motori, così da ridurre gradualmente il peso. Alcuni rapporti indicano che per parte di questo tempo si sia anche proceduto a una scarica controllata di carburante (fuel dump), operazione eseguita in quota per permettere una più rapida riduzione del peso prima dell’avvicinamento finale.
È importante sottolineare che, sebbene talvolta si parli di scarico del carburante “sulla Manica”, le normative internazionali impongono che tali operazioni vengano effettuate solo sopra aree sicure, normalmente mare aperto, e ad altitudini tali da consentire l’evaporazione del carburante prima che raggiunga la superficie terrestre o marina. In quest’occasione non sono emerse conferme ufficiali che il carburante sia stato effettivamente disperso sopra l’acqua; si è trattato principalmente di bruciare il carburante in modo controllato in volo. Per un volo del genere un A380, l'aereo più grande in circolazione, imbarca almeno 100 tonnellate di carburante.
Dopo oltre 90 minuti di attesa e riduzione del peso, l’A380 ha ricevuto l’autorizzazione ad effettuare l’avvicinamento e l’atterraggio sulla pista 27R di Heathrow, toccando terra in sicurezza senza ulteriori problemi. I servizi di emergenza erano schierati a terra come precauzione, ma l’aeromobile è arrivato senza complicazioni.
Una volta a terra, tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio sono stati fatti sbarcare normalmente. Emirates ha annunciato che sarebbe stato predisposto il rebooking dei passeggeri su voli successivi verso Dubai o altre destinazioni, riducendo al minimo il disagio dei viaggiatori.
L’incidente, pur non avendo avuto conseguenze gravi, ha attirato l’attenzione degli appassionati di aviazione, che hanno monitorato la traiettoria del volo su siti di tracking in tempo reale. La decisione del comandante di rientrare è stata un esempio della rigorosa applicazione delle procedure di sicurezza dell’aviazione commerciale, dove la priorità assoluta è quella di proteggere vite umane.
Emirates, eccellenza nel campo dell'aviazione, in una dichiarazione ufficiale a Gulf News, ha ribadito l’importanza data alla sicurezza operativa e ha assicurato che l’aeromobile sarà sottoposto a ispezioni tecniche approfondite prima di rientrare in servizio.
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