ECONOMIA
Isee 2026, tutti i bonus in base al reddito
L’Isee 2026 è la chiave che decide a quali bonus si ha diritto e in che misura, perché molte prestazioni vengono riconosciute solo entro determinate soglie di reddito.
Alcuni aiuti sono riservati alle fasce più fragili, altri restano accessibili a un pubblico più ampio ma con importi via via ridotti. Per orientarsi meglio, ecco una guida sintetica dei principali bonus legati all’Isee, fascia per fascia.
Con un Isee inferiore a 6.000 euro è possibile ottenere una prestazione economica universale da 850 euro al mese destinata agli over 80 con bisogni assistenziali gravissimi. L’importo si aggiunge all’indennità di accompagnamento e punta a rafforzare il sostegno alle persone anziane più fragili.
In questa fascia rientrano i beneficiari della Carta acquisti, una carta elettronica che eroga 80 euro ogni due mesi. Ne hanno diritto i nuclei con almeno un bambino sotto i 3 anni e gli over 65, a fronte di requisiti economici precisi.
Per il 2026 la soglia è fissata a 8.230,81 euro sia come Isee sia come limite di reddito personale per gli anziani, che sale a 10.974,42 euro per chi ha più di 75 anni.
Sotto i 9.530 euro si accede al bonus sociale per luce, gas e acqua, lo sconto automatico in bolletta riconosciuto alle famiglie in maggiore difficoltà economica. Per i nuclei con almeno quattro figli il limite Isee viene innalzato a 20.000 euro.
Dal 2026 non è più previsto il contributo aggiuntivo da 200 euro che nel 2025 si aggiungeva al bonus standard.
Questa soglia rappresenta il limite per accedere all’Assegno di inclusione, la misura che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. Oltre all’Isee, è richiesto un reddito familiare non superiore a 6.500 euro, rimodulato con la scala di equivalenza, oltre al rispetto di specifici limiti patrimoniali.
La stessa soglia Isee vale anche per il Supporto per la formazione e il lavoro, che riconosce 500 euro al mese a chi partecipa a percorsi formativi o di politica attiva del lavoro.
Con un Isee entro 15.000 euro si può rientrare tra i destinatari della Carta “Dedicata a te”, una carta prepagata che nel 2026 sarà attribuita a circa 1,1 milioni di famiglie. Il contributo è di 500 euro ed è riservato ai nuclei con almeno tre componenti che non percepiscono altre misure di sostegno al reddito.
Intorno a questa soglia si collocano gli importi massimi dell’Assegno unico per i figli. La cifra esatta per il 2026 non è ancora definitiva, ma con una rivalutazione stimata dell’1,4 per cento dovrebbe attestarsi intorno a 17.468 euro.
Sopra questo valore, l’assegno continua comunque a essere riconosciuto, ma gli importi calano progressivamente al crescere dell’Isee familiare.
In questa fascia rientrano le potenziali beneficiarie dell’Assegno di maternità dei Comuni, rivolto alle madri prive di copertura previdenziale obbligatoria. Nel 2025 il limite era 20.382,90 euro e l’importo complessivo del beneficio era di 2.037 euro, corrisposti in cinque rate mensili da 407,40 euro.
Per il 2026 non sono annunciate modifiche sostanziali, salvo gli adeguamenti di importi e soglie dovuti alla rivalutazione annuale.
Con un Isee inferiore a 25.000 euro si ha diritto al rimborso massimo del bonus asilo nido, pari a 3.000 euro l’anno, cioè 272,72 euro per undici mensilità.
Il contributo spetta comunque anche alle fasce superiori: fino a 40.000 euro l’importo annuo scende a 2.500 euro, mentre oltre i 40.000 euro è pari a 1.500 euro. Per i figli successivi al primo, nati dal 2024, con almeno un fratello minore di 10 anni, è prevista una maggiorazione fino a 3.600 euro annui se l’Isee resta sotto i 40.000 euro.
La soglia di 35.000 euro è quella fissata per la Carta cultura, il bonus da 500 euro destinato ai neo‑diciottenni. Il voucher, rivolto ad esempio ai ragazzi nati nel 2007, può essere speso per libri, cinema, musei, concerti, corsi artistici e altre attività culturali e formative.
Con un Isee non superiore a 40.000 euro è possibile richiedere il bonus nuovi nati, un assegno una tantum da 1.000 euro per i bambini venuti al mondo a partire dal 1° gennaio 2025.
Il contributo è compatibile con l’Assegno unico e si aggiunge alle altre misure destinate alle famiglie con figli, aiutando a coprire le spese concentrate nei primi mesi di vita.
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