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GROSSETO

Gravidanza con fobia degli aghi: il percorso raccontato da una neomamma e i ringraziamenti all'ospedale

«Ascolto, sostegno e professionalità dal primo prelievo fino alle notti in reparto»

Giovanni Ramiri

13 Gennaio 2026, 16:43

Nuova nascita, testimonianza di una mamma

Nuova nascita (immagine di archivio )

Un percorso meraviglioso quello che la neomamma Sheila. Un percorso affrontato insieme a suo marito Nicola e che, vista la sua unicità, ha deciso di condividere da Grosseto con il mondo intero.

La neomamma ha voluto raccontare la propria esperienza di gravidanza, parto e post‑parto vissuta all’ospedale di Grosseto, sottolineando la qualità dell’accoglienza e della presa in carico da parte del personale sanitario. «Scrivo in quanto vorrei rendere nota l’esperienza riguardante la gravidanza, il parto e post‑parto da me vissuta, presso l’ospedale di Grosseto. Ci tengo molto a parlarne perché è stato davvero un percorso magnifico che mi ha permesso, grazie al supporto del personale sanitario che mi ha seguita, di crescere come persona oltre che di diventare mamma» racconta.

Al centro della testimonianza c’è una fobia certificata. «Avendo io una fobia degli aghi certificata, sottopormi alle analisi quasi ogni mese era impensabile tanto è vero che, inizialmente avevo chiesto di essere aiutata a calmare l’ansia che derivava dal prelievo; il solo pensiero del parto poi era difficile da elaborare. Nonostante la gravidanza fosse fortemente voluta, la mia fobia creava in me agitazione», racconta.

Il ruolo della sala parto e del personale ostetrico

Per affrontare questa difficoltà la donna ha chiesto un supporto specifico alla direzione sanitaria. «Mi hanno messo in contatto con la Coordinatrice della Sala Parto Ida Tuccillo - prosegue la mamma - che è stata una costante fondamentalmente durante il mio percorso; come lei così le altre ostetriche e infermiere, che ogni mese, con passione e dedizione mi hanno dedicato del tempo prima, dopo e durante il prelievo; creando uno spazio sicuro e protetto dove imparare piano piano a comprendere e combattere la mia paura, non compresa in tutti questi anni».

Alle ostetriche si affianca il lavoro delle ginecologhe, prezioso per preparare la paziente al momento del parto. «Insieme alle ginecologhe mi ha supportato nello spiegarmi il parto passo passo, facendomi familiarizzare con l’idea delle varie procedure da dover e poter eseguire e i vari strumenti; cosa fondamentale che mi ha permesso di preparami all’evento. Durante il parto Arianna, l’ostetrica che mi ha seguita è stata eccezionale nel capirmi, aiutarmi e supportarmi in un momento così delicato; rivolgendo attenzioni, parole di conforto e motivazione» racconta ancora.

Le notti in reparto l'allattamento e il personale sempre a disposizione

La testimonianza si concentra anche sulle ore e le notti trascorse nel reparto dopo la nascita del bambino, durante cui la neomamma riferisce di essersi sempre sentita accompagnata. «Le notti passate in ospedale non siamo mai state lasciate sole o senza guida, le ostetriche venivano quando avevamo bisogno o ogni volta che venivano chiamate, oltre che per tutti controlli necessari» scrive, ricordando come ostetriche e infermiere le abbiano insegnato «pratiche e massaggi per un’allattamento ed un attacco corretto del bimbo», rispondendo a ogni domanda o dubbio; altrettanto positivo il giudizio sui pediatri che hanno effettuato le visite durante la degenza.

Il racconto si chiude con un grande grazie rivolto all’intero reparto. «Proprio per questo io e mio marito, ci terremo fortemente a ringraziare di cuore tutto il personale sanitario che ci ha seguiti, per lo splendido lavoro che ogni giorno viene fatto con cura, amore, dedizione, passione e innovazione continua e costante - conclude la mamma - Sono stati tutti veramente fantastici dall’inizio alla fine e meritano di far conoscere il grande lavoro che ogni giorno svolgono in un reparto così bello quanto delicato. È stato un percorso che non dimenticheremo, sono rimaste tutte nei nostri cuori».

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