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Nuove nascite

San Silvestro e Capodanno in corsia: chi sono i tre bebè che hanno acceso il 2026 al Misericordia di Grosseto

Il nuovo anno si apre con il piccolo Tancredi, primo nato del 2026. Sono 1001 i fiocchi in 988 parti nel 2025 al Misericordia

Giovanni Ramiri

01 Gennaio 2026, 18:18

Il piccolo Tancredi con mamma gaia e babbo Marco

Il piccolo Tancredi con mamma gaia e babbo Marco

All’ospedale Misericordia di Grosseto il nuovo anno si apre con un fiocco azzurro. Si chiama Tancredi il primo nato del 2026: è venuto alla luce alle 15.58 del primo gennaio, con un peso di 3.750 grammi, per la gioia della mamma Gaia e del babbo Marco, che hanno salutato il nuovo anno nel modo più emozionante possibile, stringendo tra le braccia il loro amato bambino.

Una foto del piccolo Tancredi con la "grande famiglia" del reparto

Ospedale Misericordia: un 2025 chiuso con un parto gemellare

Il reparto di Ostetricia e Ginecologia ha chiuso il 2025 con un ultimo pomeriggio di grande lavoro. A salutare l’anno appena trascorso, infatti, è stato un parto gemellare: Sara è nata alle 16.29, con un peso di 2.430 grammi, seguita a distanza di un solo minuto dalla sorellina Sofia, venuta alla luce alle 16.30 e del peso di 2.274 grammi. Due bimbe che si sono fatte attendere fino all’ultima ora utile, trasformando l’ultimo giorno dell’anno in una doppia festa per la loro famiglia e per tutto il personale del punto nascita.

Con loro si chiude il bilancio delle nascite del 2025 al Misericordia: 1001 bambini venuti alla luce in 988 parti, numeri che raccontano un anno intenso per il reparto e per l’ospedale, in un contesto nazionale e regionale segnato dal calo demografico e dalla cosiddetta “invernata” delle nascite. Dietro a ogni cifra ci sono storie, attese, paure, gioie e spesso lunghi percorsi di cura condivisi con ostetriche, ginecologi, anestesisti, pediatri e infermieri, che nelle giornate di festa lavorano mentre il resto della città festeggia.

Tre bambini tra San Silvestro e Capodanno​

Il passaggio di testimone tra il 2025 e il 2026 ha così il volto di tre bambini: le gemelline che hanno chiuso l’anno vecchio e il piccolo Tancredi che ha aperto quello nuovo. In un territorio come quello grossetano, dove i dati demografici confermano un progressivo invecchiamento della popolazione e una natalità in calo, ogni nascita diventa un piccolo segnale di speranza, un investimento sul futuro e un promemoria concreto dell’importanza di servizi sanitari di qualità e prossimi alle famiglie.

Nel silenzio ovattato dei corridoi del Misericordia, tra monitor che suonano e voci basse del personale in turno, il primo pianto del 2026 ha ricordato a tutti che il nuovo anno, prima di fuochi d’artificio e brindisi, può cominciare anche da lì: da un neonato che apre gli occhi sul mondo e da una famiglia che ricomincia. E a Grosseto, quest’anno, quel neonato si chiama Tancredi.

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