Crisi
La tempesta perfetta si abbatte sulle pompe di benzina della Maremma. Mentre le tensioni geopolitiche tra Golfo e Iran spingono i prezzi verso l'alto, il territorio grossetano si trova a fare i conti con un mix esplosivo di rincari reali e sospette speculazioni. Il governo Meloni ha risposto con un taglio delle accise di 25 centesimi (valido per 20 giorni), ma tra i cittadini e gli operatori economici serpeggia lo scetticismo: basta una "boccata d'ossigeno" temporanea a fermare il collasso di interi settori?

Uno dei venditori ambulanti intervistati
Le immagini dei distributori che superano la soglia psicologica dei 2,10 euro al litro sono ormai frequenti anche nelle zone di Venturina e nel resto della provincia. Ma quanto di questo "salasso" è giustificato dal costo del greggio? Secondo i dati emersi, circa il 10% dei distributori avrebbe ignorato lo sconto governativo, continuando a lucrare sulla crisi.

Intervistato anche un gestore di una stazione di servizio in Maremma
«Non possiamo giustificare tutto con la geopolitica», denunciano molti cittadini intervistati. Una tesi confermata dall'intervento a tappeto della Guardia di Finanza, impegnata in controlli serrati contro frodi e contrabbando per garantire che il taglio delle accise arrivi davvero nelle tasche degli automobilisti.
Chi sta dall'altra parte della pompa non se la passa meglio. I gestori delle stazioni di servizio si definiscono "l'ultima ruota del carro". «Perdo quasi 2000 litri al giorno - spiega un operatore maremmano - Il prezzo aumenta, ma la nostra percentuale resta fissa. Siamo noi a subire le pressioni dall'alto»

Una cliente del mercato intervistata dalle nostre telecamere
Per chi guida un camion, il carburante pesa oggi fino al 35% dei costi totali. Un aumento insostenibile che rischia di bloccare le merci. I rincari si fanno sentire anche su tassisti e artigiani. «Noi l'aumento non possiamo ribaltarlo sul cliente, dobbiamo assorbirlo noi» commenta un tassista. Mentre gli artigiani segnalano difficoltà crescenti a far quadrare i conti con rincari che, da come raccontano alcuni operatori, arrivano anche al +15% sulla spesa mensile per il gasolio.
L'effetto domino tocca anche i mercati rionali. Gli ambulanti della zona sottolineano come il caro benzina sia un deterrente al consumo: «Quando c'è l'aumento, la gente semplicemente smette di comprare alcune cose», dice un ambulante. E nonostante i commercianti tentino di mantenere i prezzi stabili anche per i beni non di prima necessità, il calo del potere d'acquisto è evidente.

Anche un titolare di impresa artigiana-edile tra gli intervistati
Il taglio di 25 centesimi è una misura d'urgenza che scadrà tra meno di tre settimane. Il timore in Maremma è che, salvo rinnovi, una volta esaurito l'effetto del decreto, i prezzi che stanno comunque già salendo possano schizzare nuovamente ancora di più l'alto se le tensioni internazionali non dovessero placarsi. Nel frattempo, la vigilanza resta alta: la priorità è colpire chi sta sfruttando la crisi a danno della comunità.
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