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Crisi

Caro carburanti, Maremma sotto pressione: tra rincari e sospette speculazioni. Le interviste

Prezzi oltre i 2 euro al litro, tra controlli della Finanza e categorie in crisi: «Così non reggiamo»

Roberto Bata

24 Marzo 2026, 14:41

La tempesta perfetta si abbatte sulle pompe di benzina della Maremma. Mentre le tensioni geopolitiche tra Golfo e Iran spingono i prezzi verso l'alto, il territorio grossetano si trova a fare i conti con un mix esplosivo di rincari reali e sospette speculazioni. Il governo Meloni ha risposto con un taglio delle accise di 25 centesimi (valido per 20 giorni), ma tra i cittadini e gli operatori economici serpeggia lo scetticismo: basta una "boccata d'ossigeno" temporanea a fermare il collasso di interi settori?

Uno dei venditori ambulanti intervistati

Speculazione o Geopolitica? Il dubbio dei consumatori

Le immagini dei distributori che superano la soglia psicologica dei 2,10 euro al litro sono ormai frequenti anche nelle zone di Venturina e nel resto della provincia. Ma quanto di questo "salasso" è giustificato dal costo del greggio? Secondo i dati emersi, circa il 10% dei distributori avrebbe ignorato lo sconto governativo, continuando a lucrare sulla crisi.

Intervistato anche un gestore di una stazione di servizio in Maremma

«Non possiamo giustificare tutto con la geopolitica», denunciano molti cittadini intervistati. Una tesi confermata dall'intervento a tappeto della Guardia di Finanza, impegnata in controlli serrati contro frodi e contrabbando per garantire che il taglio delle accise arrivi davvero nelle tasche degli automobilisti.

Chi sta dall'altra parte della pompa non se la passa meglio. I gestori delle stazioni di servizio si definiscono "l'ultima ruota del carro". «Perdo quasi 2000 litri al giorno - spiega un operatore maremmano - Il prezzo aumenta, ma la nostra percentuale resta fissa. Siamo noi a subire le pressioni dall'alto»

Una cliente del mercato intervistata dalle nostre telecamere

Per chi guida un camion, il carburante pesa oggi fino al 35% dei costi totali. Un aumento insostenibile che rischia di bloccare le merci. I rincari si fanno sentire anche su tassisti e artigiani. «Noi l'aumento non possiamo ribaltarlo sul cliente, dobbiamo assorbirlo noi» commenta un tassista. Mentre gli artigiani segnalano difficoltà crescenti a far quadrare i conti con rincari che, da come raccontano alcuni operatori, arrivano anche al +15% sulla spesa mensile per il gasolio.

Commercio e Ambulanti: «La gente non compra più»

L'effetto domino tocca anche i mercati rionali. Gli ambulanti della zona sottolineano come il caro benzina sia un deterrente al consumo: «Quando c'è l'aumento, la gente semplicemente smette di comprare alcune cose», dice un ambulante. E nonostante i commercianti tentino di mantenere i prezzi stabili anche per i beni non di prima necessità, il calo del potere d'acquisto è evidente.

Anche un titolare di impresa artigiana-edile tra gli intervistati

Il taglio di 25 centesimi è una misura d'urgenza che scadrà tra meno di tre settimane. Il timore in Maremma è che, salvo rinnovi, una volta esaurito l'effetto del decreto, i prezzi che stanno comunque già salendo possano schizzare nuovamente ancora di più l'alto se le tensioni internazionali non dovessero placarsi. Nel frattempo, la vigilanza resta alta: la priorità è colpire chi sta sfruttando la crisi a danno della comunità.

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