Ambiente
È calato il sipario sulla controversa vicenda dei platani di piazza Ponchielli. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dal Comitato piazza Ponchielli contro il Comune di Grosseto, confermando la sentenza del Tar e dando, di fatto, il via libera definitivo al piano di manutenzione straordinaria che prevede l’abbattimento di quattro degli otto alberi presenti nella piazza.
Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha espresso soddisfazione per la decisione, confermando che i lavori procederanno come da programma. Tuttavia, la sentenza non entra nel merito della salute delle piante, ma si ferma sul piano giuridico: al Comitato è stato praticamente contestato il difetto di "stabilità temporale", requisito necessario per legge per tutelare gli interessi ambientali in sede giudiziaria.
La decisione ha lasciato l’amaro in bocca ai residenti che, mesi fa, si erano mobilitati per fermare le motoseghe. David Pucci, tra i promotori del comitato, ricorda così la nascita del movimento: «Il comitato si è costituito perché una mattina ci siamo trovati a scendere di casa e venire a sapere che stavano per abbattere delle piante. Ci siamo rivolti a tecnici specializzati per avere dei riscontri e abbiamo visto che non c’era quella necessità di abbattimento come aveva disposto il Comune».

David Pucci
Secondo i residenti, la scelta dell'amministrazione è apparsa come la via più sbrigativa per risolvere il problema del rischio. «La sensazione è una delusione per la chiusura che il Comune sta dimostrando - spiega una cittadina del comitato. «Non credo ci sia una posizione ideologica, credo che sia la soluzione più semplice. È logico che se tu abbatti non hai più il problema né di valutare il rischio, né di potarlo».

La cittadina, membro del Comitato, intervistata
Durante l’incontro promosso da Grosseto al Centro nella sala del cosiglio comunale per dibattere del piano di abbattimento alberi in città, è emerso un tema più ampio. Ovvero la gestione a lungo termine del verde urbano. L'agronomo Gianmarco Bragagni ha evidenziato come Grosseto stia pagando lo scotto di una piantumazione massiccia avvenuta nel dopoguerra che oggi necessita di una visione strategica.
«O ci mettiamo a pianificare davvero la cura e la manutenzione degli alberi attraverso un piano di gestione operativo - avverte Bragagni - altrimenti il decadimento del patrimonio arboreo sarà esponenziale. Essendo esseri viventi è un po’ come i fabbricati: se non ci mettiamo le mani, le piccole problematiche diventano cedimenti».

Gianmarco Bragagni
Oltre al valore estetico e affettivo, la battaglia del comitato ha messo l'accento sulla salute pubblica. Roberto Pratesi di Italia Nostra durante l'incontro in Comune ha ribadito il ruolo vitale delle alberature contro le isole di calore urbano: «La presenza di alberi in città è il miglior antidoto contro il caldo, contro le morti di molti anziani. Nessuno dice che il pericolo non è soltanto il ramo che cade sulla macchina, è anche la persona anziana, fragile, che perché gli hanno tagliato gli alberi sotto casa riceve una temperatura superiore».

Francesco Pratesi
Nonostante le proposte costruttive dei cittadini, tra cui l'idea di "adottare" gli alberi facendosi carico della loro manutenzione, il destino dei platani sembra ormai segnato. Resta aperto, però, il dibattito politica e ambientale su come la città intenda gestire il proprio patrimonio naturale nei prossimi anni.
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