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AMBIENTE

Maxi abbattimento alberi "caso Grosseto": è scontro totale sul piano dei tagli, sala consiliare gremita all'incontro tematico

Le voci dei tecnici e dei cittadini intervistati, nel mirino degli abbattimenti oltre 200 alberi

Giovanni Ramiri

17 Gennaio 2026, 19:31

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Da sinistra nelle cornici: Carlo De Martis, Emiliano Sanfilippo, Matteo Della Negra e Gianmarco Bragagni

Nella sala consiliare del Comune di Grosseto si è svolto l’incontro pubblico “Verde urbano, il caso Grosseto. Oltre i 215 abbattimenti: verità tecnica e soluzioni alternative per il patrimonio arboreo della città”, promosso dall’associazione Grosseto Città Aperta.


L’obiettivo era discutere le criticità del maxi piano di abbattimento deliberato dal Comune e presentare soluzioni alternative basate su contributi scientifici di alto profilo, alla presenza di cittadini, associazioni ambientaliste e ordini professionali.

Secondo quanto emerso dagli interventi, i dati tecnici prodotti finora dal Comune sarebbero inadeguati e rischiano da un lato l’abbattimento di alberi sani e dall’altro la mancata individuazione di quelli davvero pericolosi.

Un momento durante l'incontro


«Il presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali - come sottolinea Grosseto città aperta - ha espresso fortissime riserve sia sulla qualità degli accertamenti, sia sulle modalità di affidamento dell’incarico a un collaboratore esterno».

De Martis: «Iter da chiarire, in Consiglio il 30 gennaio per capire cosa sta accadendo»

Carlo De Martis, di Grosseto Città Aperta (e tra gli organizzatori dell'incontro insieme Debora Giomi) ha ricordato nell'occasione che in commissione consiliare erano già state poste domande all’assessore, ricevendo rassicurazioni che oggi appaiono smentite dai fatti.
«Dobbiamo fare chiarezza – ha detto – prima di tutto all’interno dell’amministrazione su come è stata gestita questa vicenda anche sotto il profilo dell’iter amministrativo».

De Martis durante l'esposizione

De Martis ha sottolineato che l’incontro ha generato maggiore conoscenza per i cittadini, elemento decisivo perché la rigenerazione del verde urbano passi anche da una rigenerazione del rapporto tra cittadini e amministrazione.


Ha criticato l’assenza di sindaco, assessori e dirigenti, invitati ma non presenti, definendo la situazione «una dinamica che sembra il passo del gambero o del granchio, indice di assenza di programmazione su ciò che si vuole fare».

L'incontro nella sala del Consiglio comunale​ di Grosseto

Guardando ai prossimi passaggi, De Martis ha annunciato che il 30 gennaio, in Consiglio comunale, Grosseto Città Aperta chiederà ufficialmente lo stato dell’arte del piano abbattimenti, confidando che l’amministrazione disponga nuovi accertamenti tecnici adeguati sullo stato del verde urbano.

Sanfilippo: «Serve coscienza verde, anche nelle città più piccole»

Il dottore forestale Emiliano Sanfilippo ha spiegato che «La situazione di Grosseto è diversa rispetto a quella di altre città», sottolineando come sia più facile trovare certi problemi nelle realtà più piccole dove la cultura del verde è arrivata più tardi rispetto alle grandi città.

«Nelle metropoli - ha ricordato - l’attenzione alle alberature è nata anche per la necessità di contrastare l’inquinamento e abbassare le temperature, mentre nelle città di dimensione minore questa consapevolezza sta emergendo solo negli ultimi anni».

Emiliano Sanfilippo

Sanfilippo ha definito positivo che anche le città più piccole inizino a sviluppare movimenti più coscienziosi verso la tutela del verde, ricordando che gli alberi sono un filtro contro l’inquinamento e una risorsa fondamentale nella riduzione delle isole di calore urbane.


Da qui l’invito a non procedere con tagli massivi, ma a costruire una gestione più scientifica e prudente del patrimonio arboreo, basata su valutazioni aggiornate del rischio.

Bragagni: «Senza un piano operativo il patrimonio arboreo rischia il tracollo»

Il dottore agronomo forestale Gianmarco Bragagni, presente all'incontro, ha ricostruito la storia verde della città, ricordando come Grosseto risenta di una vasta stagione di piantumazioni dal dopoguerra in poi, che ha portato molte alberature di prima grandezza a maturità.


«Questi alberi - ha evidenziato Bragagni - sono oggi più belli ma anche più problematici, perché l’età e le dimensioni aumentano la necessità di controlli e interventi mirati».

Gianmarco Bragagni

Bragagni ha avvertito che si è arrivati a «Un punto di non ritorno - lo ha definito - O si mette mano a un vero piano di gestione operativo, che individui criticità, zone a rischio e priorità di intervento, oppure il decadimento del patrimonio arboreo sarà esponenziale.


Per spiegare semplicemente, ha poi paragonato la situazione agli edifici.«Se sui fabbricati non si interviene, piccole problematiche diventano crepe e poi cedimenti - racconta - per le piante è la stessa cosa», sottolineando l’urgenza di pianificare interventi in funzione delle reali criticità delle alberature di Grosseto.

Della Negra (Grosseto al centro): “Pronti alla class action, gli alberi sono un patrimonio che salva vite”

Matteo della Negra, di Grosseto al centro, ha annunciato che la class action è una delle ipotesi sul tavolo se gli abbattimenti dovessero riprendere: «Valuteremo anche la richiesta di risarcimento danni in sede civile collettiva coinvolgendo i cittadini», ha dichiarato.

Matteo Della Negra​


Per sostenere costi di perizie e controperizie sugli alberi ancora esistenti, il comitato lancerà nei prossimi giorni una raccolta fondi sul sito grossetoalcentro.it.

Della Negra ha ricordato che gli alberi hanno un valore non solo ecologico e sanitario, ma anche patrimoniale. «Un albero può valere molte migliaia di euro, distruggerlo senza necessità significa distruggere un patrimonio pubblico e chi ne è responsabile deve risponderne».
Ha citato dati dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Istituto superiore di sanità, ricordando che ogni anno in Italia muoiono migliaia di persone per caldo estremo e isole di calore, mentre il rischio di essere colpiti da un albero è statisticamente inferiore a quello di essere colpiti da un fulmine.

Matteo Denna Negra durante il dibattito

In questo quadro, gli alberi in città vengono definiti “salvavita” grazie ai servizi ecosistemici che offrono: assorbimento degli inquinanti, produzione di ossigeno, ombreggiamento e abbattimento delle temperature nei centri urbani.
«Una pianta davvero pericolosa va sostituita, perché la sicurezza viene prima di tutto – ha aggiunto – ma generalizzare i tagli significa indebolire uno dei principali alleati della salute pubblica».

Grosseto Città Aperta: «Serve una nuova governance del verde, strutturata e partecipata»

Grosseto Città Aperta, al termine dell'incontro, parla di un’iniziativa che ha colmato un vuoto di trasparenza dell’amministrazione comunale, accusata di aver tenuto la cittadinanza all’oscuro di un piano dagli effetti profondi sul paesaggio urbano.


Il mancato confronto diretto con sindaco e assessori viene letto come un’occasione persa, mentre l’associazione annuncia l’interrogazione del 30 gennaio come passaggio chiave di questa vertenza.

Un momento durante l'incontro

L’obiettivo dichiarato è avviare un lavoro per una governance del verde urbano strutturata, pianificata e partecipata, tutto ciò che secondo Grosseto Città Aperta è mancato negli ultimi anni.


L’associazione ringrazia infine i relatori Luigi Sani, Emiliano Sanfilippo e Paolo Bellocci per il contributo tecnico, definendo il “caso Grosseto” un banco di prova nazionale per la gestione del verde pubblico tra sicurezza, clima e diritti dei cittadini

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