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Memoria

Il ricordo dei Martiri d’Istia, commemorato l’eccidio di Maiano Lavacchio: «Grosseto non dimentica»

Autorità e cittadini uniti nell’82° anniversario: «La libertà è un bene fragile da difendere ogni giorno»

Roberto Bata

22 Marzo 2026, 17:24

Il ricordo dei Martiri d’Istia: commemorato l’eccidio di Maiano Lavacchio

Nella cornice, Angela Amante, assessora all’Istruzione del Comune di Grosseto

«Grosseto non dimentica e continua a scegliere la parte della dignità e dei diritti». Con questo spirito si è svolta questa mattina a Maiano Lavacchio, nelle campagne tra Grosseto e Magliano in Toscana, la cerimonia per l’82º anniversario della strage del 22 marzo 1944, uno dei momenti più tragici e simbolici della Resistenza maremmana.

In quel luogo, undici giovani (conosciuti come i Martiri d’Istia) furono brutalmente uccisi all’interno di una piccola scuola per aver rifiutato l’arruolamento nelle file della Repubblica Sociale Italiana. La commemorazione ha visto la partecipazione delle massime autorità civili, militari e religiose del territorio, unite nel ricordo di un sacrificio che fonda le radici della democrazia locale.

La lavagna conservata nel municipio di Grosseto con l'ultimo saluto dei fratelli Matteini alla mamma

Alla cerimonia hanno preso parte l’assessora all’Istruzione del Comune di Grosseto Angela Amante, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il presidente della Provincia Francesco Limatola, il sindaco di Magliano in Toscana Gabriele Fusini e il sindaco di Cinigiano Luciano Monaci. Presenti inoltre i custodi della memoria storica del territorio: Antonella Coppi, presidente dell’ANPI Comitato Provinciale "Norma Parenti", e Lio Scheggi, presidente dell'Isgrec.

Il messaggio dell'assessora Amante: «La libertà è un bene fragile»

Durante l'intervento ufficiale, l'assessore Angela Amante ha sottolineato il valore educativo e civile della memoria, citando un simbolo toccante custodito nel palazzo comunale. «Ricordare l’eccidio di Maiano Lavacchio significa rinnovare un impegno verso la nostra comunità e verso la democrazia – ha dichiarato l’assessore Angela AmanteGli undici giovani fucilati il 22 marzo 1944 furono vittime della brutalità nazifascista, ma oggi sono soprattutto un richiamo alla responsabilità civile di ciascuno di noi».

L'assessora ha poi richiamato l'attenzione sulla testimonianza lasciata dai fratelli Matteini: «La lavagna dei fratelli Matteini custodita nella stanza del sindaco di Grosseto, con il loro ultimo messaggio alla madre, ci ricorda che la libertà non è un’eredità garantita: è un bene fragile, da difendere ogni giorno con partecipazione, rispetto e memoria. Grosseto non dimentica e continua a scegliere la parte della dignità e dei diritti».

La corona di fiori in memoria dei Martiri d'Istia

La cerimonia: preghiera e deposizione della corona

Il momento solenne si è articolato attraverso una cerimonia religiosa, seguita dalla deposizione di una corona d’alloro in memoria dei caduti presso l'obelisco che domina la località di Maiano Lavacchio.

Gli interventi delle autorità hanno ribadito la necessità di tramandare alle nuove generazioni il valore della scelta, del rifiuto all'oppressione. Una scelta di libertà pagata con la vita che continua a interrogare la coscienza civile della Maremma.

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