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Politica

Referendum, il “No” chiude con un incontro a Grosseto la campagna provinciale

L'evento vede la partecipazione dell'Associazione nazionale magistrati

Roberto Bata

18 Marzo 2026, 07:07

Referendum, il “No” chiude con un incontro a Grosseto la campagna provinciale

L'evento è promosso con l'Associazione nazionale magistrati

Sarà l'Hotel Airone (Via Senese 35) a ospitare, venerdì 20 marzo alle ore 16:30, l'evento di chiusura della campagna referendaria contro la cosiddetta "riforma Meloni-Nordio". Un incontro di alto profilo tecnico e politico, promosso con la partecipazione dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm).

I relatori principali saranno due figure di rilievo nazionale:

  • Eugenio Albamonte, magistrato e già presidente nazionale dell’Anm;

  • Serena Sorrentino, esponente della Cgil Nazionale.

Il dibattito sarà moderato da Nanni Puliatti, storico ex Presidente della Sezione penale del Tribunale di Grosseto, e da Monica Pagni, Segretaria generale della Cgil Grosseto.

La critica al Ministro Nordio: «Un favore alla politica»

Il Comitato provinciale per il NO attacca frontalmente le recenti dichiarazioni del Ministro della Giustizia. «Nordio ha ammesso che questa riforma servirebbe anche all'opposizione qualora andasse al governo – si legge nella nota del Comitato – Questa è la prova che il "sì" non lavora per i cittadini, ma per consegnare alla politica il potere di condizionare l'autonomia della magistratura».

Secondo il Comitato, il messaggio governativo sulla responsabilità dei magistrati è fuorviante. Viene sottolineato come gli strumenti per sanzionare gli errori esistano già e come, storicamente, sia stata proprio una certa parte della politica a cercare di sottrarsi al giudizio attraverso leggi "ad personam". «Questa riforma non aumenta la responsabilità, ma mira a porre la politica al di sopra della legge» dice il Comitato.

Il fronte del no ribadisce che per rendere i processi più veloci ed efficienti non serve cambiare la Costituzione, ma investire in risorse concrete:

  • Più personale nei tribunali;

  • Leggi sull'efficienza procedurale;

  • Rapidità dei processi per dare certezze ai cittadini senza "dimenticarli tra le carte".

L'appello finale è chiaro: partecipare all'incontro di venerdì per capire perché, secondo il Comitato, la riforma rischi di trasformare la giustizia in uno strumento nelle mani dei partiti.

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