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Riforma costituzionale

Referendum sulla giustizia, il Comitato per il No accende la campagna: presidi in piazza e coordinamenti diffusi

Il Comitato provinciale per il No alla «controriforma Meloni‑Nordio» in vista del voto del 22‑23 marzo 2026

Roberto Bata

26 Gennaio 2026, 16:51

Referendum sulla giustizia, il Comitato per il No accende la campagna: presidi in piazza e coordinamenti diffusi

i rappresentanti di associazioni sindacati e partiti afferenti al Comitato per il No nella provincia di Grosseto

Nuova fase di mobilitazione per il Comitato provinciale per il No al referendum costituzionale in programma il 22-23 marzo 2026. L'obiettivo è rafforzare la presenza sul territorio, proseguire la raccolta firme e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle ragioni del No alla cosiddetta «controriforma Meloni-Nordio».

Coordinamenti territoriali e presidi fissi

Per garantire un'informazione capillare, il Comitato sta costituendo coordinamenti zonali nelle diverse aree della Maremma, con l'ambizione di arrivare a un comitato in ogni Comune della provincia. Prevista la creazione di cinque coordinamenti principali: Grosseto e area grossetana; nord (Follonica, Massa Marittima, Colline Metallifere); Amiata; sud costa; sud colline del Fiora.

A Grosseto partirà un presidio quotidiano in piazza Dante dal 1° febbraio al 20 marzo, con gazebo informativo, moduli di sostegno al No e volontari per chiarire contenuti e conseguenze della riforma. La raccolta firme online continua fino al 30 gennaio su www.firmereferendum.giustizia.it.

Le ragioni del No: «Si spacca il Csm e si indebolisce la magistratura»

Il Comitato contesta la narrativa secondo cui la riforma dividerebbe le carriere dei magistrati (PM e giudici), precisando che «Questo esiste già nella legge Cartabia e riguarda 37 magistrati sui circa 10.000 in servizio, circa lo 0,37%, che può scegliere di farlo una volta nella carriera».

La vera novità sarebbe lo spacchettamento del Csm (l'organo di autogoverno della magistratura previsto dai Costituenti) in tre tronconi: uno per i Pm, uno per i giudici e un'Alta Corte per i provvedimenti disciplinari. Secondo i promotori del No, ciò «indebolirebbe la magistratura», riducendone il potere di controllo sul governo e alterando l'equilibrio dei poteri democratici.

Critiche anche al sorteggio "pilotato" per le nomine e al trasferimento del potere disciplinare all'Alta Corte, visto come strumento di ricatto politico verso i magistrati.

Problemi irrisolti della giustizia

Il Comitato lamenta che la riforma non affronti le vere emergenze della giustizia italiana: processi che durano anni, carenza di giudici e personale amministrativo, uffici giudiziari sottofinanziati. «È anche lo stesso ministro Nordio -ribadiscono dal comitato - ad aver detto in una intervista che la sua controriforma non cambia nulla nell'amministrazione della giustizia tanto meno la lunghezza dei processi» ribadiscono dal comitato.

Il Comitato rivolge infine un appello ad associazioni, sindacati, amministratori locali e cittadini per collaborare alla costruzione dei coordinamenti e partecipare attivamente alla campagna, «Dai banchetti all'informazione sui social». L'obiettivo è far arrivare «dalle piazze della Maremma un No forte, largo e consapevole» in difesa dell'indipendenza della magistratura.

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