POLITICA
Marco Simiani, deputato pd grossetano (Foto LaPresse)
La revisione dei criteri per la classificazione dei comuni montani rivede i parametri del precedente decreto Calderoli. A darne notizia è il deputato Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente di Montecitorio, che rivendica «una durissima battaglia del Partito Democratico e delle opposizioni» grazie alla quale il numero di comuni montani è passato da 2.844 a 3.715.
Un risultato che interessa da vicino anche la provincia di Grosseto, dove Castel del Piano, Sorano e Semproniano rischiavano di essere esclusi dalla categoria«in modo del tutto illogico» come dice Simiani. Perdendo così fondi e servizi essenziali.

Marco Simiani
«Abbiamo spiegato in ogni sede istituzionale – afferma Simiani – che i criteri originari non rispecchiavano la realtà dei territori. Calderoli non aveva accolto nessuna delle nostre proposte ed è stato costretto a una marcia indietro dopo il braccio di ferro con le Regioni. Così è stato sventato il tentativo di privare centinaia di Comuni di risorse fondamentali per la montagna e le aree interne».
Il deputato dem sottolinea infine un altro tema caldo: «Ora serve tornare indietro anche sul dimensionamento scolastico, che rischia di condannare alla chiusura molte scuole di montagna. L’Amiata e le Colline del Fiora non sono zone da abbandonare, ma occasioni di sviluppo per l’intero Paese».
Sulla stessa linea il commento entusiasta del Partito Democratico di Castel del Piano, che parla apertamente di «vittoria per Castel del Piano e per il territorio».
«Il Governo ha rivisto i parametri e Castel del Piano rientra finalmente tra i comuni montani – spiega Federico Badini, coordinatore PD dell’Amiata Grossetana – È un risultato che premia la nostra mobilitazione e dimostra quanto sia importante la compattezza del territorio, dalle istituzioni regionali a quelle nazionali».

Federico Badini
Il PD locale, nel ringraziare Regione Toscana, sindaci e parlamentari toscani, rivendica un lavoro di rete che ha portato al risultato: «I nuovi criteri ci premiano – aggiunge Badini – anche se continuano a ignorare le caratteristiche sociali ed economiche delle aree interne. Da questo orecchio il Governo non sente».
Lo stesso Simiani, richiamato nel comunicato del PD Amiata, conferma: «Abbiamo lavorato intensamente a livello parlamentare per far valere le ragioni dei territori appenninici e delle specificità locali. È un risultato importante ma parziale: continueremo a vigilare affinché le aree interne abbiano le risorse e l’attenzione che meritano».
La marcia indietro del Governo è arrivata dopo settimane di proteste e iniziative politiche: la mozione approvata in Consiglio regionale della Toscana (con il voto contrario del centrodestra) e la pressione di amministratori e territori hanno contribuito alla mediazione in Conferenza Stato-Regioni.

Una veduta di Castel del Piano
Restano però aperte le questioni di fondo. Come sottolinea il PD Castel del Piano, il Fondo per la Montagna rimane fermo a 85 milioni di euro, ben lontano dai 200 milioni promessi, mentre la legge continua a essere considerata «insufficiente» e gli accorpamenti scolastici mettono a rischio i piccoli presidi educativi locali.
«Il PD Amiata Grossetana continuerà a battersi – conclude la nota – perché un risultato importante non basta a cancellare una strategia nazionale che continua a penalizzare i nostri territori».
La Legge sulla Montagna definisce i parametri che consentono a un comune di essere riconosciuto come montano, determinando l’accesso a fondi dedicati, incentivi fiscali e servizi mirati, fondamentali per le comunità più isolate.
Con i nuovi criteri approvati, tornano ad essere riconosciuti numerosi comuni di aree interne, in particolare quelli dell’Amiata e di altri comprensori appenninici, penalizzati dalle prime versioni del provvedimento. Per territori come Castel del Piano, Sorano e Semproniano significa mantenere risorse vitali per lo sviluppo locale, la tenuta dei servizi pubblici e il contrasto allo spopolamento.
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