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POLITICA

Il Governo fa dietrofront sulla montagna: tre comuni grossetani riammessi. Simiani (Pd) «Corrette le ingiustizie di Calderoli»

Il Governo rivede i criteri dopo il confronto con le Regioni. Il Pd locale: “Vittoria del territorio, ma servono più risorse”

Roberto Bata

06 Febbraio 2026, 12:24

Il Governo fa dietrofront sulla montagna: tre comuni grossetani riammessi. Simiani (Pd) «Corrette le ingiustizie di Calderoli»

Marco Simiani, deputato pd grossetano (Foto LaPresse)

La revisione dei criteri per la classificazione dei comuni montani rivede i parametri del precedente decreto Calderoli. A darne notizia è il deputato Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente di Montecitorio, che rivendica «una durissima battaglia del Partito Democratico e delle opposizioni» grazie alla quale il numero di comuni montani è passato da 2.844 a 3.715.

Un risultato che interessa da vicino anche la provincia di Grosseto, dove Castel del Piano, Sorano e Semproniano rischiavano di essere esclusi dalla categoria«in modo del tutto illogico» come dice Simiani. Perdendo così fondi e servizi essenziali.

Marco Simiani

«Abbiamo spiegato in ogni sede istituzionale – afferma Simiani – che i criteri originari non rispecchiavano la realtà dei territori. Calderoli non aveva accolto nessuna delle nostre proposte ed è stato costretto a una marcia indietro dopo il braccio di ferro con le Regioni. Così è stato sventato il tentativo di privare centinaia di Comuni di risorse fondamentali per la montagna e le aree interne».

Il deputato dem sottolinea infine un altro tema caldo: «Ora serve tornare indietro anche sul dimensionamento scolastico, che rischia di condannare alla chiusura molte scuole di montagna. L’Amiata e le Colline del Fiora non sono zone da abbandonare, ma occasioni di sviluppo per l’intero Paese».

Il PD Amiata: «Una vittoria del territorio, ma la battaglia continua»

Sulla stessa linea il commento entusiasta del Partito Democratico di Castel del Piano, che parla apertamente di «vittoria per Castel del Piano e per il territorio».

«Il Governo ha rivisto i parametri e Castel del Piano rientra finalmente tra i comuni montani – spiega Federico Badini, coordinatore PD dell’Amiata Grossetana – È un risultato che premia la nostra mobilitazione e dimostra quanto sia importante la compattezza del territorio, dalle istituzioni regionali a quelle nazionali».

Federico Badini

Il PD locale, nel ringraziare Regione Toscana, sindaci e parlamentari toscani, rivendica un lavoro di rete che ha portato al risultato: «I nuovi criteri ci premiano – aggiunge Badini – anche se continuano a ignorare le caratteristiche sociali ed economiche delle aree interne. Da questo orecchio il Governo non sente».

Lo stesso Simiani, richiamato nel comunicato del PD Amiata, conferma: «Abbiamo lavorato intensamente a livello parlamentare per far valere le ragioni dei territori appenninici e delle specificità locali. È un risultato importante ma parziale: continueremo a vigilare affinché le aree interne abbiano le risorse e l’attenzione che meritano».

La marcia indietro del Governo è arrivata dopo settimane di proteste e iniziative politiche: la mozione approvata in Consiglio regionale della Toscana (con il voto contrario del centrodestra) e la pressione di amministratori e territori hanno contribuito alla mediazione in Conferenza Stato-Regioni.

Una veduta di Castel del Piano

Restano però aperte le questioni di fondo. Come sottolinea il PD Castel del Piano, il Fondo per la Montagna rimane fermo a 85 milioni di euro, ben lontano dai 200 milioni promessi, mentre la legge continua a essere considerata «insufficiente» e gli accorpamenti scolastici mettono a rischio i piccoli presidi educativi locali.

«Il PD Amiata Grossetana continuerà a battersi – conclude la nota – perché un risultato importante non basta a cancellare una strategia nazionale che continua a penalizzare i nostri territori».

Cos’è la Legge sulla Montagna e perché conta

La Legge sulla Montagna definisce i parametri che consentono a un comune di essere riconosciuto come montano, determinando l’accesso a fondi dedicati, incentivi fiscali e servizi mirati, fondamentali per le comunità più isolate.

Con i nuovi criteri approvati, tornano ad essere riconosciuti numerosi comuni di aree interne, in particolare quelli dell’Amiata e di altri comprensori appenninici, penalizzati dalle prime versioni del provvedimento. Per territori come Castel del Piano, Sorano e Semproniano significa mantenere risorse vitali per lo sviluppo locale, la tenuta dei servizi pubblici e il contrasto allo spopolamento.

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