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Lavoro

Simiani: «Licenziata per un detersivo da 2,9 euro: atto ingiusto e sproporzionato»

Il deputato Pd sul caso Pam di Grosseto: «Non è rigore, è abuso di potere. Il governo Meloni tace»

Roberto Bata

01 Febbraio 2026, 11:15

Simiani: «Licenziata per un detersivo da 2,9 euro: atto ingiusto e sproporzionato»

Nella cornice il deputato Pd Marco Simiani

«Licenziare una lavoratrice con trent’anni di servizio per un flacone di detersivo da 2,9 euro è un atto ingiusto e sproporzionato, che umilia la dignità del lavoro e delle persone»: così il deputato Marco Simiani (Pd) interviene sul caso della dipendente del Pam Panorama di via del Sabotino a Grosseto, licenziata dopo l’episodio della sostituzione del detersivo rotto nel parcheggio.

Secondo Simiani, il comportamento dell’azienda «conferma un modello basato sull’accanimento disciplinare, non sul rispetto», trattando una lavoratrice storica «come una colpevole, senza alcun fondamento penale», dato che non risulta alcuna denuncia per furto a suo carico. «Qui non c’è rigore – afferma – ma solo abuso di potere».

Supermercato Pam a Grosseto

Nel mirino del parlamentare dem c’è anche il Governo Meloni, accusato di voltarsi dall’altra parte di fronte ai casi Pam: «Il silenzio dell’esecutivo sui licenziamenti e sulle pratiche vessatorie già contestate dalla magistratura è altrettanto grave». Simiani ricorda che la destra ha respinto in Parlamento gli atti che chiedevano di intervenire sulla crisi del gruppo, fermare strumenti come il “test del finto cliente” e aprire un tavolo nazionale di confronto con sindacati e territori.

«È una scelta politica precisa – attacca il deputato – abbandonare chi lavora, legittimare comportamenti aziendali arbitrari, rinunciare al ruolo pubblico di tutela del lavoro e della dignità delle persone».

Simiani conclude ribadendo l’impegno del Partito Democratico «a stare dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, dentro e fuori le istituzioni», affinché casi come quello di Grosseto non restino episodi isolati ma diventino occasione per rimettere al centro la dignità del lavoro nella grande distribuzione.

Cosa è successo alla Pam di Grosseto

I fatti risalgono al settembre 2025.  Una storica dipendente del supermercato Pam di via del Sabotino a Grosseto, con oltre trent’anni di servizio, è stata licenziata dopo un episodio avvenuto dopo il termine del turno, mentre stava facendo la spesa come cliente.

Secondo le ricostruzioni, la donna avrebbe acquistato, tra gli altri prodotti, un flacone di detersivo, uscita dal punto vendita, la busta con il quale lo stava portando si è rotta, il contenitore è caduto a terra e si è spaccato.

Secondo la ricostruzione, la lavoratrice è rientrata nel supermercato, ha avvisato il responsabile dell’accaduto e, con il suo assenso, avrebbe preso dallo scaffale un nuovo flacone in sostituzione di quello danneggiato, senza però pagarlo una seconda volta. Ritenendo di trovarsi in un normale caso di sostituzione merce e senza che, come sembra, le fosse contestato nulla sul momento. Il giorno dopo l’azienda la avrebbe invece convocata, contestandole di non aver corrisposto il costo del nuovo prodotto (circa 2,90 euro) e configurando il fatto come una “sottrazione” di beni aziendali, fino ad arrivare al licenziamento.

La lavoratrice si è opposta alla decisione ed è assistita dalla Filcams Cgil Grosseto e dal segretario provinciale Pier Paolo Micci. Ha impugnato il provvedimento giudicandolo illegittimo e sproporzionato e ha promosso ricorso al tribunale del lavoro di Grosseto. La causa è stata fissata davanti al giudice Giuseppe Grosso nelle prossime settimane.

Pier Paolo Micci

«Siamo tutti persone - ha detto in una nota Pier Paolo Micci, segretario Filcams Cgil Grosseto - e crediamo che la lavoratrice vittima di questo licenziamento meriti che i suoi diritti siano riconosciuti; confidiamo che la giustizia sappia restituire valore umano a una vicenda che, finora, di umano ha avuto ben poco».

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