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LAVORO

Licenziata dopo 30 anni per un flacone di detersivo: il caso Pam finisce in tribunale

La Filcams Cgil Grosseto sostiene la dipendente Pam: «Attacco sistematico ai diritti nella grande distribuzione»

Giovanni Ramiri

31 Gennaio 2026, 21:07

Licenziata dopo 30 anni per un flacone di detersivo: il caso Pam finisce in tribunale

Il supermercato Pam di Grosseto

Una storica dipendente del supermercato Pam di via del Sabotino a Grosseto, con oltre trent’anni di servizio, è stata licenziata dopo un episodio avvenuto dopo il termine del turno, mentre stava facendo la spesa come cliente. Secondo le ricostruzioni, la donna avrebbe acquistato, tra gli altri prodotti, un flacone di detersivo, uscita dal punto vendita, la busta si è rotta, il contenitore è caduto a terra e si è spaccato.

Secondo la ricostruzione, la lavoratrice è rientrata nel supermercato, ha avvisato il responsabile dell’accaduto e, con il suo assenso, avrebbe preso dallo scaffale un nuovo flacone in sostituzione di quello danneggiato, senza però pagarlo una seconda volta. Ritenendo di trovarsi in un normale caso di sostituzione merce e senza che, come sembra, le fosse contestato nulla sul momento. Il giorno dopo l’azienda la avrebbe invece convocata, contestandole di non aver corrisposto il costo del nuovo prodotto (circa 2,90 euro) e configurando il fatto come una “sottrazione” di beni aziendali, fino ad arrivare al licenziamento.

Filcams Cgil: «lavoratori soli di fronte alle aziende che agiscono senza rispetto»

La lavoratrice, assistita dalla Filcams Cgil Grosseto e dal segretario provinciale Pier Paolo Micci, ha impugnato il provvedimento giudicandolo illegittimo e sproporzionato e ha promosso ricorso al tribunale del lavoro di Grosseto, dove la causa è stata fissata davanti al giudice Giuseppe Grosso nelle prossime settimane. «Quello che preoccupa maggiormente – sottolinea Micci – è che lavoratrici e lavoratori si ritrovino soli di fronte ad aziende che agiscono senza rispetto dei diritti: episodi come questo lasciano cicatrici profonde», evidenziando come la vicenda si inserisca in un quadro di crescenti tensioni nella grande distribuzione.

Pier Paolo Micci

«La Filcams Cgil Grosseto sostiene completamente la lavoratrice nella sua battaglia legale e lotta costantemente per la tutela di tutti i diritti riconosciuti da norme e contratti», prosegue Micci, ricordando che sarà il tribunale a valutare la correttezza della procedura e la legittimità delle motivazioni addotte dall’azienda. Per il sindacato, quanto accaduto «è parte di un attacco sistematico ai diritti del lavoro e alla dignità umana dei lavoratori della grande distribuzione», un segnale che dovrebbe far riflettere l’intera comunità perché «se il lavoro è anche dignità, fatti simili ne minano le fondamenta».

Micci richiama anche il precedente di Siena, dove un altro caso Pam era finito al centro del dibattito nazionale, auspicando che questo nuovo contenzioso contribuisca «a rendere il mondo del lavoro anche solo un po’ migliore, con un commercio più giusto e lavoratori che lavorano meglio, in ambienti sani, e clienti che comprano più volentieri». Il sindacalista sottolinea infine che la donna, pur essendo dipendente di quel supermercato, in quel momento era una cliente: «Siamo tutti persone, e crediamo che la lavoratrice vittima di questo licenziamento meriti che i suoi diritti siano riconosciuti; confidiamo che la giustizia sappia restituire valore umano a una vicenda che, finora, di umano ha avuto ben poco».

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