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Santa Fiora come Borgogna e Loira: lo studio che apre le porte ai vini "d'alta quota"

Uno studio della società Vino Terra Evolution rivela il potenziale dei terreni per Pinot Nero, Chardonnay e Cabernet Franc

Roberto Bata

14 Marzo 2026, 12:50

Santa Fiora come Borgogna e Loira: lo studio che apre le porte ai vini "d'alta quota"

L'incontro a Santa Fiora con focus sulla viticoltura "d'alta quota"

Non solo castagne e acqua: il futuro di Santa Fiora potrebbe essere racchiuso in un calice di Pinot Nero o Chardonnay. I risultati dello studio commissionato alla società francese Vino Terra Evolution di Saint-Émilion, presentato a Palazzo Comunale, confermano un potenziale inaspettato per i terreni situati tra i 600 e gli 800 metri di altitudine.

L'indagine, condotta su 14 ettari nelle zone di Selva, La Bella e San Bastiano, ha analizzato il suolo in profondità tramite fosse pedologiche e mappe topografiche, restituendo un quadro entusiasmante per l'imprenditoria locale e internazionale.

Un momento dell'incontro

Il clima: la "Zona II" e il vantaggio dell'altitudine

Secondo la classificazione di Winkler (che misura il calore disponibile per la vite), Santa Fiora rientra nella Zona II, un clima sensibilmente più fresco rispetto a quello di Montalcino (Zona III-IV).

Questa caratteristica, un tempo considerata un limite, oggi potrebbe rappresentare un tesoro inespresso. Soprattutto per alcuni fattori:

  • Maturazioni lente: Permettono lo sviluppo di aromi complessi e acidità spiccate.

  • Eleganza e longevità: Il territorio è ideale per vini fini, meno alcolici e più freschi, in linea con i nuovi trend di consumo mondiale.

  • Paragone con la Francia: Il microclima di Santa Fiora è stato giudicato paragonabile a quello della Borgogna e della Valle della Loira.

La presentazione dello studio di fattibilità

Vitigni e gestione del suolo

Lo studio suggerisce che il territorio sarebbe perfetto per accogliere vitigni internazionali di altissimo pregio come:

  • Pinot Nero

  • Chardonnay

  • Cabernet Franc

Un punto di forza è la grande disponibilità idrica, fondamentale per combattere la siccità che affligge le zone di pianura. Tuttavia, i consulenti avvertono: la ricchezza d'acqua richiede una gestione agronomica d'eccellenza per evitare ristagni e proteggere le piante dalle malattie fungine.

Un'opportunità per investitori e territorio

Il sindaco Federico Balocchi e il consigliere delegato all'agricoltura Tommaso Pastorelli hanno lanciato un messaggio chiaro: il Comune ha fatto il primo passo conoscitivo, ora la palla passa all'iniziativa privata.

«Il Comune considera questo lavoro un primo passo conoscitivo, utile per orientare eventuali progetti futuri. – spiega il sindaco Federico Balocchi – Non c’è dubbio che a Santa Fiora si dovrà puntare su investimenti importanti, che portino a realizzare un prodotto di altissima qualità, anche perché parliamo di piccole produzioni. Mettiamo quindi questo studio a disposizione della libera iniziativa privata, pensando che ci possa essere un interesse da parte dell’imprenditoria locale (e la nutrita partecipazione all’incontro che abbiamo organizzato è già un segnale positivo), come auspico di attrarre investitori che abbiano canali commerciali avviati e che possano dare impulso alla crescita del territorio in questo settore».

Federico Balocchi durante il suo intervento

«L’idea dello studio nasce dalla consapevolezza che la montagna sia una risposta alle problematiche del cambiamento climatico per la coltivazione della vite – aggiunge Tommaso Pastorelli, consigliere con delega all’agricoltura – e che il vino, più di ogni altro prodotto, permetta di valorizzare il territorio anche dal punto di vista ambientale e turistico. Attorno al vino si sviluppa un’intera filiera economica, che può portare sviluppo sostenibile e rendere Santa Fiora più attrattiva, per questo crediamo nelle potenzialità del settore.  Ringraziamo i nostri consulenti insieme ai proprietari dei terreni che hanno messo a disposizione i loro campi per condurre le indagini».

Il Comune di Santa Fiora si è detto pronto ad accompagnare ogni progetto che punti sulla qualità e sulla valorizzazione di terreni agricoli che oggi sono considerati marginali, ma che domani potrebbero produrre etichette di fama mondiale.

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