ECONOMIA
Nella cornice il deputato PD Marco Simiani (immagine di sfondo da foto LaPresse)
Il caro-carburante, alimentato dalle recenti tensioni internazionali e dal conflitto in Iran, rischia di dare il colpo di grazia al settore della pesca in Toscana. È il grido d'allarme lanciato da Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione ambiente alla Camera, dopo una serie di incontri avvenuti nei porti dell'Argentario con le associazioni di categoria.

Alcuni piccoli pescherecci (immagine Ai)
Secondo il deputato dem, la situazione è diventata emergenziale a causa di una combinazione esplosiva di fattori:
Impennata dei costi: Il forte rincaro del gasolio rende proibitive le uscite in mare per molte imprese.
Problemi strutturali: Restano irrisolti nodi storici come i mancati indennizzi per il fermo pesca delle annualità 2024 e 2025.
Burocrazia lenta: Vengono segnalati pesanti ritardi nei pagamenti dei ristori da parte del Ministero dell’Agricoltura.
Per evitare il fermo definitivo delle imbarcazioni, Simiani chiede al Governo interventi immediati simili a quelli adottati all'inizio del conflitto in Ucraina. «Parliamo di un settore strategico che chiede risposte da anni — dichiara Simiani — servono agevolazioni concrete e il ripristino del credito di imposta sui carburanti per sostenere lavoratori e imprese che oggi non riescono più a coprire i costi di esercizio».
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Marco Simiani
La crisi colpisce con particolare durezza la provincia di Grosseto, dove la pesca rappresenta non solo un asset economico fondamentale, ma anche un elemento identitario per comunità come quelle di Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Senza misure di sostegno urgenti, il rischio che teme Simiani è che realtà imprenditoriali toscane siano costrette a cessare l'attività definitivamente.
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