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TURISMO

Tassa di soggiorno, il Comune tira dritto: basta complicazioni, stop a differenze tra bassa e alta stagione

Direzione tariffa unica, si parte da 0,50 € a seconda della struttura

Roberto Bata

05 Febbraio 2026, 09:23

Tassa di soggiorno, il Comune tira dritto: basta complicazioni, stop a differenze tra bassa e alta stagione

Nella cornice l'assessora Azzurra Droghini (Sfondo Di Detective5 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=92448765)

La Giunta comunale di Follonica ha approvato la proposta di deliberazione n. 30 del 28 gennaio 2026 che ridefinisce le tariffe dell’imposta di soggiorno 2026, introducendo una tariffa unica per tutto il periodo di applicazione, senza più distinzione tra alta e bassa stagione. L’obiettivo è semplificare il sistema, superando un meccanismo che, come riporta anche il Comune in una nota, generava frammentazione e difficoltà operative per le strutture ricettive, e allinearsi agli standard dei principali comuni turistici costieri, rendendo più lineare la gestione contabile e più chiara l’informazione ai visitatori.

«L’uniformità della tariffa di soggiorno rappresenta una scelta di buon governo e di chiarezza amministrativa, orientata a rendere il sistema più semplice, leggibile e trasparente - spiega l’assessora al turismo Azzurra Droghini - La decisione di superare la distinzione stagionale nasce dalla volontà di eliminare complessità e difficoltà applicative, adottando un modello coerente con quanto già avviene nella maggior parte dei Comuni turistici».

Una veduta di Follonica (Di Francesco Babboni - Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3331083)

La misura si inserisce in un percorso di confronto con gli operatori, con l’impegno a condividere progetti, priorità e investimenti finanziati con il gettito della tassa di soggiorno, in un’ottica di programmazione credibile e di responsabilità verso lo sviluppo turistico della città.

Le nuove tariffe, valide per tutto il periodo di imposizione, sono differenziate solo per tipologia di struttura e classificazione:

  • Alberghi e Condhotel: da 1,00 € (1 stella) a 3,00 € (5 stelle).

  • Residenze turistico alberghiere e residence: da 1,00 € a 2,50 €.

  • Agriturismi: da 1,00 € a 2,00 € (in base ai “girasoli”).

  • B&B, affittacamere e case vacanze: categoria unica 1,50 €.

  • Locazioni turistiche e brevi / ostelli: categoria unica 1,00 €.

  • Campeggi: da 0,50 € a 1,00 €.

Le tariffe entreranno in vigore dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, come previsto dalla normativa sull’imposta di soggiorno.

Cosa è e a cosa serve la tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno è un’imposta locale che i Comuni possono applicare a chi pernotta in alberghi, B&B, campeggi, agriturismi e altre strutture ricettive del proprio territorio. Non è una “tassa generica”: per legge il gettito è vincolato e deve essere utilizzato solo per finalità legate al turismo e ai servizi connessi.

Follonica e il golfo (foto Comune di Follonica)

L’articolo 4 del decreto legislativo 23/2011 stabilisce che le somme incassate servono a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, oltre alla manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici. Questo significa che i Comuni possono usare la tassa di soggiorno, ad esempio, per migliorare l’arredo urbano nelle aree turistiche, potenziare il trasporto pubblico estivo, organizzare eventi culturali e festival, curare la manutenzione di musei, parchi, siti archeologici, sentieri, spiagge attrezzate.

La Corte dei conti ha più volte chiarito che si tratta di un’imposta di scopo: non può finanziare spese generiche di bilancio, ma solo progetti con un legame diretto e immediato con il turismo. L’idea alla base è che chi usufruisce delle bellezze di un territorio (paesaggio, patrimonio storico, servizi dedicati) contribuisca anche ai costi necessari per mantenerle e valorizzarle, alleggerendo così il peso sui residenti.

Per i Comuni a forte vocazione turistica, soprattutto nelle aree costiere o d’arte, la tassa di soggiorno rappresenta ormai una voce importante di entrata, spesso destinata a coprire spese che altrimenti sarebbero difficili da sostenere solo con le imposte ordinarie. Proprio per questo diventa cruciale la trasparenza: rendere chiaro come vengono spesi questi fondi aiuta a rafforzare il patto tra amministrazioni, operatori del settore e visitatori.

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