ECONOMIA
La Manovra 2026 conferma e ritocca molti incentivi degli anni scorsi, con l’obiettivo di sostenere famiglie, lavoratori e imprese in una fase di consumi prudenti e redditi sotto pressione.
La novità è meno “pioggia di bonus” e più misure mirate: natalità, lavoro dipendente, casa e bollette restano le priorità, mentre alcuni vecchi incentivi scompaiono o vengono ridimensionati.
Ecco alcune delle misure a sostegno di lavoratori e aziende che probabilmente saranno le più utili e utilizzate.
Cos’è: una maggiorazione in busta paga per le lavoratrici dipendenti con figli.
Importo: 60 euro al mese (prima erano 40) per chi ha Isee fino a 40.000 euro e almeno due figli, con estensione limitata ad alcune situazioni anche con un solo figlio.
Obiettivo: sostenere natalità e occupazione femminile, soprattutto nelle fasce di reddito medio-basse.
Cos’è: una carta elettronica per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Destinatari: famiglie con Isee fino a circa 15.000 euro, individuate dai Comuni sulla base delle graduatorie nazionali.
Novità 2026: rifinanziamento del fondo e coordinamento con le nuove regole Isee, che rendono più “leggera” la prima casa nel calcolo.
Cos’è: non è un bonus, ma una modifica che incide su molti aiuti.
Cosa cambia: la quota di valore dell’abitazione principale esclusa dal calcolo Isee sale da 52.500 a 91.500 euro, con un aumento ulteriore per ogni figlio successivo al primo.
Effetto: più famiglie proprietarie di prima casa possono rientrare nei requisiti per bonus sociali, carta spesa, agevolazioni scolastiche e contributi locali.
Cos’è: conferma dei bonus sociali su luce e gas per le famiglie con Isee basso.
Importi: contributi variabili, spesso intorno ai 150–200 euro l’anno, riconosciuti automaticamente in bolletta a chi rientra nelle soglie Isee e nelle condizioni previste dall’Arera.
Per chi: nuclei con Isee fino a 9.530 euro, o fino a 20.000 euro in caso di almeno quattro figli a carico.
Bonus ristrutturazioni: detrazione al 50% per lavori sulla prima casa anche nel 2026, che scenderà al 36% dal 2027; sugli altri immobili 36% nel 2026 e 30% dal 2027.
Bonus mobili: confermata la detrazione del 50% per arredi e grandi elettrodomestici collegati a ristrutturazioni, con tetto di spesa intorno ai 5.000 euro.
Ecobonus e sismabonus: prorogati con le aliquote attuali per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica.
Premi di produttività: aliquota sostitutiva sugli importi fino a 5.000 euro scende all’1%, con soglia di esenzione più alta rispetto agli anni scorsi.
Aumenti contrattuali: detassazione specifica sugli incrementi legati ai rinnovi, con imposta sostitutiva agevolata del 5% per il triennio 2024–2026.
Buoni pasto: soglia esentasse innalzata da 8 a 10 euro per il formato elettronico, rendendo più conveniente questo benefit per dipendenti e aziende.
Superdeduzione lavoro: le imprese possono dedurre il 120% del costo del lavoro dei nuovi assunti, che sale al 130% per categorie considerate fragili.Questa misura, inizialmente introdotta per il 2024, è stata prorogata per il triennio 2025-2027.
Assunzioni agevolate: incentivi fino a 8.000 euro per contratti stabili di madri con almeno tre figli, sgravi per under 35 al primo impiego e riconfermati anche quelli per donne disoccupate o residenti nel Mezzogiorno.
Transizione 5.0: iperammortamento fino al 220% per investimenti in innovazione digitale e risparmio energetico.
Questi sono i principali bonus attivi nel 2026, ma molte misure hanno requisiti specifici e scadenze da rispettare.
Per non perdere opportunità, è utile verificare l’Isee aggiornato, consultare patronati e Caf, e controllare periodicamente siti ufficiali come Inps, Agenzia delle Entrate e portali istituzionali regionali.
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