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CULTURA

La Città del tufo si interroga, oltre il turismo mordi e fuggi: arriva il laboratorio sul futuro dell'accoglienza

Incontri e dibattiti dal 14 marzo al 19 aprile per ripensare il modello turistico del borgo tra sostenibilità, comunità e qualità della vita

Roberto Bata

10 Marzo 2026, 07:09

Pitigliano si interroga, oltre il turismo mordi e fuggi: arriva il laboratorio sul futuro dell'accoglienza

Voci di Pitigilano presentata alla Camera dei Deputati

Può un borgo iconico, scolpito nel tufo e sospeso tra storia etrusca e tradizione ebraica, ripensare il proprio modello di sviluppo partendo dalla felicità dei suoi residenti? È la sfida coraggiosa lanciata dal Comune di Pitigliano con "Voci a Pitigliano", un denso programma di incontri, lezioni-spettacolo e dialoghi che, dal 14 marzo al 19 aprile, trasformerà la "Piccola Gerusalemme" in un laboratorio nazionale sul turismo sostenibile.

Non si tratta di un festival celebrativo, ma di un percorso di autoanalisi collettiva curato da Simone Marrucci, volto a governare fenomeni complessi come il dilagare degli affitti brevi e lo snaturamento dei centri storici.

Quattro parole chiave per il futuro

Il percorso si snoda lungo quattro fine settimana, ognuno dedicato a un pilastro del nuovo modello di accoglienza: Ascolto, Consapevolezza, Felicità e Direzionalità.

1. L'Ascolto (14-15 marzo)

Si parte sabato 14 al Teatro Salvini con il giornalista RAI Emilio Casalini e i suoi "Generatori di bellezza". Domenica 15, alla Sala Ildebrando, il dibattito entrerà nel vivo con firme prestigiose come Alessandro Calvi (Internazionale), Antonio Cipriani e l'antropologo Maurizio Bettini, per analizzare criticamente se la Toscana stia diventando un mero "villaggio turistico".  Presente anche il presidente della Regione, Eugenio Giani.

Emilio Casalini

2. La Consapevolezza (21-22 marzo)

Il secondo weekend mira a scardinare i luoghi comuni su "identità" e "tradizioni". Sabato 21, Duccio Canestrini presenterà l'ironica lezione Homo Turisticus. Domenica 22, il confronto ospiterà il provocatorio intervento di Alberto Grandi (che smentirà i miti della cucina italiana) e riflessioni di storici come Rossano Pazzagli e sociologi come Filippo Barbera.

Cristina Nadotti, giornalista ambientale, presente tra gli incontri del 15 marzo

3. La Felicità (11-12 aprile)

Un luogo è bello se chi ci vive sta bene. Questo il tema del terzo incontro che vedrà protagonisti il "paesologo" Franco Arminio e suo figlio Livio. Domenica 12 aprile, il fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, Maurizio Pallante, e il prof. Stefano Bartolini illustreranno come passare dalla società del "ben-avere" a quella del "ben-essere".

Alessandro Calvi, atteso per il 15 marzo

4. La Direzionalità (18-19 aprile)

L'ultimo weekend traccerà la rotta politica e urbanistica. Dopo lo spettacolo di Alessandro Calonaci, domenica 19 aprile si discuterà di decrescita turistica con Sarah Gainsforth e di politiche per le aree interne con Filippo Tantillo, alla presenza dell'assessore regionale Leonardo Marras.

Accoglienza come momento di confronto umano

«Pitigliano punta su un modello peculiare, basato su esigenze e aspettative della comunità locale - spiega il sindaco Giovanni Gentili -In questi mesi con i nostri cittadini abbiamo parlato degli effetti negativi del turismo mordi e fuggi, del dilagare degli affitti brevi e del conseguente snaturamento del centro storico. Criticità che sono comuni a tante città italiane. Sentiamo l’esigenza di approfondire la riflessione con il contributo di studiosi ed esperti per arrivare a governare certi fenomeni tracciando il percorso più adatto alla nostra specifica realtà. Ai vari incontri partecipano amministratori regionali e comunali, professore universitari e giornalisti, associazioni e, ovviamente, i cittadini, tutti con un ruolo attivo».

L'iniziativa, che ha ottenuto prestigiosi patrocini tra cui Toscana Promozione e Anci, rappresenta un unicum nel panorama nazionale: un comune che smette di "subire" il turismo e decide di progettarlo partendo dalle proprie radici e dai propri cittadini.

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