Turismo
Pitigliano (foto di Andrea Mearelli)
Mercoledì 4 febbraio è stato presentato nella sala stampa della Camera dei deputati “Voci a Pitigliano”, il percorso di incontri che dal 14 marzo al 21 aprile animerà quattro fine settimana dedicati alla riflessione sul turismo e sulle forme di accoglienza. A illustrare l’iniziativa, a Roma, sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessora alla cultura con delega al turismo culturale Cristina Manetti, il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili e Simone Marrucci, creativo culturale e giornalista.
L’iniziativa nasce in un contesto particolare. Pitigliano, nel cuore della Maremma, è un centro da 3500 abitanti che conserva una storia complessa e stratificata: dal mondo etrusco alla presenza ebraica, fino al ruolo civico che l’ha resa sede di diocesi e ospedale. Un “paese con gli elementi di una città”, come viene spesso descritto, ma anche uno dei luoghi più iconici fra i piccoli borghi italiani. Proprio questa forte riconoscibilità porta con sé anche i risvolti meno positivi del turismo, un tema su cui l’amministrazione ha avviato un percorso di confronto con i cittadini.
L’obiettivo è costruire un modello che tenga insieme benessere dei residenti, produzione culturale e un’idea di accoglienza che vada oltre la dimensione economica.
Dentro questa cornice si colloca “Voci a Pitigliano”: non un festival, ma una serie di appuntamenti pubblici, tra conferenze, dialoghi e lezioni-spettacolo con studiosi, giornalisti e amministratori. Un progetto nato per ascoltare, approfondire e interrogarsi su come governare i flussi e valorizzare le risorse locali.
Nel suo intervento, Giani ha definito Pitigliano «una perla culturale della Toscana» e «una vera ‘piccola Gerusalemme’», richiamando i millenni di storia e la particolarità di un borgo rimasto fuori dal turismo di massa. Per il presidente, iniziative come questa offrono «contenuti concreti al diritto alla ricerca della felicità» inserito nello Statuto della Regione e rappresentano un modello che può ispirare altri territori, soprattutto nelle aree interne. Ha ribadito che «governare il turismo significa tutelare l’identità dei luoghi e la qualità della vita delle comunità».
Anche l’assessora Manetti ha sottolineato come il progetto rifletta l’idea di turismo culturale promossa dalla Regione: un approccio legato alla Toscana diffusa, che mira a superare l’overtourism e a valorizzare esperienze autentiche. A suo giudizio, è tempo di «ripensare il turismo» anche per rispondere alle criticità che emergono nelle città più visitate. Ha ricordato, inoltre, come i cammini e itinerari spirituali offrano un esempio di esperienze profonde e legate ai territori.
Il sindaco Gentili ha spiegato che Pitigliano sta lavorando a un modello basato sulle esigenze della comunità. In questi mesi, ha ricordato, l’amministrazione ha raccolto osservazioni dei cittadini su problemi come l’aumento degli affitti brevi, il turismo mordi e fuggi e il rischio di snaturamento del centro storico, criticità comuni a molti borghi italiani. Da qui la necessità di un percorso di approfondimento con studiosi ed esperti. Ai vari incontri prenderanno parte amministratori, docenti universitari, giornalisti, associazioni e cittadini.
Pitigliano - foto d'archivio
“Voci a Pitigliano” prosegue il lavoro avviato con le iniziative di “Pitigliano Turismo 2025”: questionari ai residenti, tavoli tematici e un primo confronto con i sindaci delle piccole città toscane per condividere visioni e strategie.
Il progetto, curato da Simone Marrucci, è patrocinato dalla Regione Toscana, da Anci Toscana, da Unioncamere e sostenuto da Banca Tema.
Il programma si sviluppa a partire dalle parole chiave emerse dalle interviste ai residenti.
L’apertura è prevista per sabato 14 marzo al Teatro Salvini, con lo spettacolo “Generatori di bellezza” del giornalista di Rai 3 Emilio Casalini. Il giorno successivo, nella sala Ildebranda, si parlerà di buone pratiche e criticità con diversi giornalisti e amministratori. Tra gli interventi previsti: Antonio Cipriani sulla crisi epistemica legata alla Val d’Orcia, Alessandro Calvi con una riflessione dal titolo “La Toscana sta diventando un villaggio turistico?”, Cristina Nadotti sul rapporto tra turismo e comunità ospitanti. Seguiranno contributi di Maurizio Bettini ed Emilio Casalini, insieme a testimonianze di sindaci, amministratori regionali e al vescovo Bernardo Giordano.

Il vescovo a Pitigliano - foto d'archivio
Il 21 e 22 marzo saranno dedicati al tema della consapevolezza, con la lezione-spettacolo di Duccio Canestrini e gli interventi di studiosi come Rossano Pazzagli, Alberto Grandi, Massimo Bressan e Filippo Barbera, che affronteranno concetti spesso abusati come identità, tradizioni e radici, offrendo prospettive differenti sul rapporto tra paesi e turismo.
L’11 e il 12 aprile il focus sarà sulla felicità come obiettivo delle comunità che accolgono. Sabato è previsto lo spettacolo “L’Italia dei paesi” di Franco e Livio Arminio, mentre domenica interverranno Franco Arminio, Maurizio Pallante, Stefano Ardito e Stefano Bartolini.
Il tema della direzionalità guiderà gli appuntamenti del 18 e 19 aprile. Sabato al Teatro Salvini andrà in scena la lezione-spettacolo di Alessandro Calonaci; domenica si discuterà di aree interne, decrescita turistica, ecomusei e progettazione urbana con interventi di Filippo Tantillo, Sarah Gainsforth, Sandra Becucci, Marisa Fantin, oltre ai contributi tecnici della Regione e delle associazioni coinvolte.
La presenza di rappresentanti politici e amministratori pubblici conferisce ulteriore peso a un percorso che vuole essere un laboratorio aperto, costruito sul benessere dei cittadini e sul valore del dialogo tra residenti e visitatori.
Il programma completo è disponibile sul sito istituzionale del comune di Pitigliano.
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