L'omicidio
Una chat di Alberto Stasi e Massimo Giletti
Delitto di Garlasco, una chat tra Alberto Stasi e Chiara Poggi è stata al centro dell’ultima puntata di Lo Stato delle Cose, la trasmissione condotta da Massimo Giletti andata in onda lunedì 19 gennaio. Quasi si scusa Giletti nell’introdurre un argomento molto delicato, che fa riferimento al rapporto intimo tra i due giovani fidanzati.

Massimo Giletti
“La cosa che mi sconvolge è che noi stiamo girando su questa cosa in cui siamo costretti a entrare – afferma – perché ci tirano dentro. Perché nel momento in cui dicono sotto traccia che Alberto Stasi che uccide la sua ragazza perché lei entra nella cartella ‘Militare’ protetta, io faccio fatica. Faccio fatica a non farvi ascoltare questo passaggio, di chat che si scambiano i due ragazzi il 17 settembre 2006. Dove si mette in evidenza quanto fossero legati dal punto di vista intimo, anche sul discorso della pornografia e della sessualità”.
Giletti apre così il servizio in cui i due fidanzati parlano di loro video intimi da scambiare, ma con l’attenzione su un passaggio importante. Stasi spiega a Chiara che navigherà un po’ su internet: “Posso scaricare dei filmini porno, ma non mi sembra il caso visto che dobbiamo trasferire quasi un giga”. La risposta di Chiara: “Basta che non mi rallenti il trasferimento”. La conversazione pare essere serena, con Alberto e Chiara in grande sintonia.
La puntata completa
“Io lo capisco che i familiari si infastidiranno – spiega Giletti una volta rientrato in studio – però c’è un rapporto di intimità così intenso. C’è anche molto di più, ma non voglio entrare. Lui le dice sto scaricando dei film porno, non che sta scaricando Biancaneve. Cosa c’è che non va allora?”
“E’ chiaro che si parla anche delle immagini pornografiche”, attacca l’avvocato De Rensis, con la giornalista Ilenia Petracalvina e il generale Luciano Garofano che lasciano aperte più possibilità.
Proprio al generale si rivolge Umberto Brindani, direttore di Gente: “Con quello che sappiamo dei rapporti tra loro, che entrambi erano mentalmente e sessualmente molto più evoluti di quello che ci volevano far credere, lei vede possibile, ammesso che sia vero, che Chiara vede per 15 secondi una cartella con immagini pornografiche, pensare a questo come un possibile movente?”.

Luciano Garofano
“Da quello che mi disse Reale – risponde Garofano – ci sono 7000 immagini che fanno orrore”, risponde Garofano, scatenando la reazione di De Rensis.
Da cosa nasce questa cruda puntata di Lo Stato delle Cose? I consulenti informatici nominati dalla famiglia Poggi – tra cui i tecnici Fabio Falleti, Nanni Bassetti e il consulente informatico Paolo Reale – hanno riesaminato la copia forense del computer appartenuto all’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, utilizzando strumenti di analisi digitale di ultima generazione. Il software impiegato consente di ricostruire in dettaglio la “super timeline” delle attività sul pc, catalogando date, orari, minuti e secondi di ogni operazione effettuata sul disco rigido.
Secondo tale ricostruzione, la sera del 12 agosto 2007, mentre Stasi si era allontanato dall’abitazione di Chiara per alcune decine di minuti, la giovane avrebbe inserito una chiavetta USB nel pc e – tra le altre attività – avrebbe aperto una specifica cartella sul desktop etichettata come “militare”.

Antonio De Rensis
Questa cartella non era legata a contenuti militari veri e propri, ma secondo la perizia dei Poggi era una delle directory in cui Stasi aveva catalogato migliaia di file a sfondo adulto presenti sul suo computer. All’interno di essa, e in una sottocartella detta “nuova cartella”, Chiara avrebbe cliccato su un’immagine e visualizzato un’anteprima per circa 15 secondi prima di chiudere quella schermata.
Per i periti della famiglia, questo elemento non è casuale ma significativo: la visualizzazione di materiale pornografico non appartenente al contesto di studio o di lavoro potrebbe aver scatenato un conflitto tra i due, portando alla lite fatale nella notte tra il 12 e il 13 agosto.
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